Juve Stabia, Padalino: “Siamo un’altra squadra rispetto al girone d’andata. Ora la tenuta psicologica diventa fondamentale”

Ecco le dichiarazioni di Pasquale Padalino alla vigilia del match di domani che vedrà la sua Juve Stabia fronteggiare il Bari:

Mister la vittoria contro il Bisceglie mette in mostra una crescita da parte della squadra, è ancora presto per guardare alle classifica?

“Diciamo che è ancora prematuro guardare alla classifica perché mancano tante partite, dalla seconda posizione in giù tutto è ancora possibile: i valori messi in mostra fino a questo momento dalle varie squadre dicono che la classifica è a grandi linee giusta, però nell’ultimo periodo vedo la mia squadra cresciuta, più consapevole di quelle che sono le sue qualità, e questo è merito sia di alcuni nuovi innesti che hanno portato allegria e carattere nello spogliatoio sia di un nuovo sistema di gioco che ci rende più pratici e valorizza al meglio determinate nostre caratteristiche”.

La Juve Stabia nelle ultime 7 partite ha raccolto 4 vittorie, 2 pareggi e 1 sola sconfitta. Il cambio di marcia è dovuto più alla modifica del sistema tattico o agli innesti del mercato invernale?

“Penso ad entrambe le cose, e in più anche alla conoscenza che cresce sempre di più non solo tra gli uomini ma anche tra i reparti. Abbiamo una consapevolezza maggiore dei nostri mezzi e siamo più concreti rispetto al passato, quando spesso avevamo il pallino del gioco in mano ma non portavamo a casa quanto meritavamo, la squadra è cresciuta molto”.

Una Juve Stabia “machiavellica” può essere il modo giusto per affrontare il Bari e mettere pressione a una squadra che si gioca le ultime chance di rimonta in ottica primo posto?

“Il Bari sicuramente è ancora in corsa per tutto, hanno delle assenze ma restano una squadra di valore assoluto, siamo consapevoli del fatto che sia una gara diversa da quella di 3 giorni fa, ma siamo consapevoli anche di non essere la stessa squadra del girone d’andata: vogliamo fare una partita attenta, volta ad esaltare le nostre qualità e limitare le loro, mi auguro che la partita di domani possa essere l’ennesima conferma della nostra evoluzione”.

Nelle prossime partite contro Bari e Palermo quanti punti spera di ottenere?

“Beh, penso che i punti che mi augurerei di ottenere siano scontati (ride ndr.), poi nella vita le cose non sempre vanno come ci auguriamo. Naturalmente lavorerò al massimo per concretizzare questo mio desiderio, ma la cosa più importante al di là di ogni mia ambizione è che la squadra abbia sempre un atteggiamento positivo e a prescindere dall’avversario riesca sempre a stare nella partita, la costanza è importante e in un campionato come questo pieno di risultati non scontati la tenuta mentale conta tantissimo”.

Come arriva fisicamente la Juve Stabia a questa sfida? E com’è la situazione in infermeria?

“Come ci arriviamo fisicamente non posso saperlo, d’altra parte il giocare ogni 3 giorni, il recuperare dalla sfida precedente e arrivare pronti soprattutto mentalmente a quella successiva in così poco tempo è un problema per tutti, ma credo anche che affrontare squadre di questo livello sia sempre uno stimolo aggiuntivo che ti porta a dare qualcosa in più, poi mi auguro che fisicamente arriveremo alla partita bene e che possiamo essere in grado anche di gestire le energie in certi momenti. Sono ancora infortunati Orlando, Cernigoi, Farroni e Fioravanti, i convocati sono 22 compreso il terzo portiere, Rizzo e Lia sono tornati in gruppo anche se con loro dobbiamo stare ancora attenti”.

In occasione del match col Bari voglio ricordarti delle sfide che hai vissuto da calciatore del Foggia con Emiliano Bigica, che poi hai incontrato come compagno di squadra alla Fiorentina. Che ricordi hai di lui?

“Emiliano prima di essere un compagno di squadra e un avversario è innanzitutto un amico, di cui ho un ottimo ricordo e che ha sempre avuto delle qualità umane di spessore. Ho pochi ricordi di lui come avversario, anche perché quando io ero al Foggia e lui al Bari ci siamo affrontati una sola volta e se non mi sbaglio finì anche in pareggio; ha sempre avuto dei valori sia in campo che fuori, ed è una bellissima domanda perché mi tornano alla mente tante memorie belle, perché con Emiliano i ricordi positivi superano quelli negativi in ambito calcistico e non, lo saluto affettuosamente”.