Juve Stabia, Padalino: “Play-Off? Il nostro obiettivo oggi si chiama Catanzaro. ‘Mediocre’ non è un aggettivo che mi appartiene”

Ecco le dichiarazioni di Pasquale Padalino, tecnico della Juve Stabia, alla vigilia della sfida col Catanzaro, valida per il recupero della trentacinquesima giornata del girone C di Serie C.

Mister, che cosa prova dopo tanto tempo ad avere finalmente delle risorse preziose dalla panchina da cui attingere?

“Si tratta di una sensazione nuova, alla quale mi devo ancora abituare (ride ndr). Certamente è un fattore che potrà tornarci utile nel prosieguo della stagione, e mi riferisco soprattutto ai Play-Off. Importantissimo che la maggior parte dei ragazzi sia ora a pieno regime e possa dare una mano concreta alla squadra”.

Mancano 3 partite da disputare in 10 giorni e poi l’attenzione sarà tutta sui Play-Off. Come intende affrontare il finale di stagione? Abbraccerete il mantra “whatever it takes” del Premier Draghi oppure centellinerete le energie in vista di un obiettivo futuro più grande?

“La nostra volontà è terminare al meglio il campionato. Ovviamente un occhio va anche ai Play-Off, sappiamo che in questo momento non è necessario dare il tutto per tutto e faremo il possibile per evitare ogni scenario negativo per quando comincerà la post season, ma il nostro obiettivo oggi si chiama Catanzaro: una squadra forte, che ha dimostrato contro il Catania di essere valida anche con le assenze, ed è un banco di prova importante per vedere cosa siamo in grado di fare contro un team costruito per stare al vertice”.

Cosa ci può dire sulle condizioni psicofisiche di Lia e Cernigoi, rientrati dopo due lunghi stop?

“Tornare a giocare dopo un periodo di fermo così lungo è sempre complicato, e i due nomi citati ovviamente non sono esenti da ciò: la complessità sta nel ritrovare il ritmo partita, contro la Casertana sono stati bravi nonostante delle difficoltà oggettive che hanno avuto; anche i ragazzi abituati a giocare, con molte più partite sulle gambe, hanno faticato molto perché era la prima partita dopo una pausa forzata, quindi figurarsi loro due che sono tornati in campo dopo tanto tempo. Detto questo si allenano sempre con serietà e passione, stanno facendo il possibile per ritrovare quanto prima le condizioni fisiche e mentali ideali”.

Mister, l’annata volge al termine e lei è entrato già nella storia del Club: raggiunto il record di vittorie in trasferta consecutive per la Juve Stabia, questo nonostante le critiche e gli appellativi di ‘mediocrità’ del girone d’andata.

“Il raggiungimento di un record è sempre motivo di grande orgoglio, perché chi lo aveva fatto prima ci era riuscito con grande impegno, professionalità e lavoro, e se quel traguardo anni dopo viene eguagliato vuol dire che sono stati eguagliati anche quell’impegno, quella professionalità e quel lavoro. Si tratta di un record che si somma all’obiettivo iniziale, entrare nei primi 10: questo era ciò che la società mi ha prefissato come obiettivo quando sono stato assunto; dovevamo qualificarci ai Play-Off e lo siamo aritmeticamente con qualche giornata di anticipo, i fatti dicono questo. Poi le critiche le ascolto sempre e lo faccio con piacere quando mi rendo conto che sono costruttive, che ti aprono gli occhi su qualcosa che stavi trascurando e nei mesi precedenti ho avuto anche critiche costruttive devo dire; gli appellativi di ‘mediocrità’ lanciati da qualche mediocre invece li rispedisco al mittente: ‘mediocre’ lo si dice a chi in passato ha ottenuto risultati negativi a ripetizione, e per fortuna non è il mio caso; ‘mediocre’ lo accetto da qualcuno che è più competente di me, chi mi ha dato del mediocre lo ha fatto solo per convenienza e per partito preso, e per giunta non lo ritengo neanche dotato di competenza sufficiente in materia; ‘mediocrità’ non fa rima con Padalino, quindi come detto rimando al mittente queste critiche poco sensate e mi auguro che quelle che verranno saranno volte a migliorare il lavoro di qualcuno, e non a screditarlo gratuitamente a prescindere”.