Prestazione insufficiente del Napoli, che il motivo possano essere soltanto le mancate motivazioni in un campionato in cui ormai gli azzurri non hanno voce in capitolo. Possesso palla sterile, anche in virtù di un Parma ben arroccato sin dal primo tempo negli ultimi 25-30 metri della propria area di rigore.
Alcune partite vengono determinate da episodi: un 3 su 3 per i calci di rigore decisi da Giua. Se questo è il regolamento, va assolutamente rivisto (ma lo si sapeva già dall’inizio di questa stagione). La situazione sembra comunque essere allarmante: c’è sempre più consapevolezza che il Napoli post lockdown sia quello che meno rispecchia quanto di più positivo può imprimere Gattuso.
Purtroppo è a prescindere un campionato ‘falsato’: quando si gioca ogni 3-4 giorni con temperature altissime si incombe facilmente in partite in cui si fa, o non si fa, risultato senza che ci sia una prestazione eccellente. Motivo per il quale si vuole credere che, condizione a parte, anche nella sfida contro il Barcellona gran parte del risultato sarà determinato da quanto le due squadre vorranno davvero la qualificazione. In parole povere, dalle motivazioni.
Si sente la mancanza di un centravanti. Con l’assenza di Milik e Mertens il Napoli ha giocato con un appena sufficiente Lozano come falso nueve, ruolo che evidentemente non riesce a svolgere e che ha inevitabilmente dovuto interpretare “al meglio”.
Testa alla prossima, il vero Napoli di Gattuso lo vedremo, a mio parere, dalla prossima stagione quando Rino avrà a disposizione giocatori chiesti esplicitamente col suo cenno di intesa.
Parma-Napoli: riflettere prima di parlare…
