Juve Stabia, Novellino: “Ho sposato il progetto Juve Stabia per società e piazza. Ecco qual è il nostro obiettivo per questa stagione”

Mancano circa 24 ore alla sfida che vedrà la Juve Stabia ospitare la formazione del Campobasso, nel match valido per la quarta giornata del Girone C di Serie C 2021/22. Queste le dichiarazioni di Walter Novellino, mister delle Vespe.

Dopo la vittoria sul campo della Vibonese, come arriva la Juve Stabia al match di domani?

“Come ho già detto in precedenti occasioni, ci vuole un po’ per trovare la forma ideale, ma stiamo comunque facendo un bel lavoro e per questo sono fiducioso nonostante dobbiamo affrontare un avversario forte e che gioca bene a calcio, quando lavori bene non devi temere nessuno”.

La gara con la Vibonese ha segnato un ulteriore passo in avanti per la sua squadra, in cosa crede che si debba ancora migliorare?

“Margini di crescita ce ne sono ancora, a partire come detto dalla condizione fisica. Stiamo lavorando bene, e sono sicuro che partita dopo partita troveremo definitivamente i ritmi giusti”.

Nonostante abbia scontato la squalifica contro la Fidelis Andria, non si è più visto titolare Troest: problemi fisici oppure in questo momento lei predilige altri elementi?

“Sono scelte, tra i compiti di un allenatore c’è anche quello di fare scelte: Troest si impegna e si sta allenando bene, ma in questo momento le mie scelte pendono verso altri giocatori. La rosa che ho a disposizione mi fornisce varie opportunità, sono sicuro che arriverà anche il turno di Troest e che ci darà una grande mano”.

Si aspettava un inizio di campionato così convincente? E soprattutto, ha del rammarico per non aver ottenuto sul campo ciò che avevate dimostrato di meritare, come 2 o 4 punti in più?

“Penso che i punti persi per strada derivino dalla preparazione e dalla forma fisica non ottimale. Ma stiamo giocando un ottimo calcio, ne sono fiero e andiamo avanti così”.

Credo che meritino delle menzioni d’onore due giocatori: il primo è Tonucci, dato a inizio estate come possibile partente e che invece con lei è rimasto, autore di un ottimo inizio e soprattutto lei gli ha assegnato la fascia di capitano per le doti da leader, una vera rinascita; il secondo è Caldore, che sta facendo a sua volta molto bene al posto di Troest.

“Sono due giocatori importanti, che hanno fatto e stanno facendo bene, in campo realizzano esattamente ciò che gli chiedo. Nel caso di Tonucci lo conoscevo già, è un giocatore prezioso, ma come tutti del resto: ho una rosa di grande qualità e di cui non posso assolutamente lamentarmi”.

Gigi Pavarese a ‘OttoChannel’ si è sbilanciato inserendo la sua Juve Stabia tra le top 4 di questo campionato, dietro ad Avellino, Bari e Catanzaro. Lei ha sempre detto che l’obiettivo primario è la salvezza, ma questo inizio ‘sbarazzino’ e un calcio giocato così bene nelle prime partite possono farle cambiare idea?

“Intanto ringrazio Gigi (sorride ndr). Sicuramente siamo una squadra in fase molto positiva, ancora migliorabile sul piano fisico ma che in campo sta clamorosamente bene. Stiamo performando alla grande, se continuiamo così diciamo che possiamo festeggiare con largo anticipo il nostro obiettivo numero 1, che resta quello di salvarsi”.

Felice Evacuo è pronto per partire titolare?

“Ci vuole pazienza ragazzi, sono mesi che questo ragazzo non giocava una partita e non toccava palla. Senz’altro sarà un elemento fondamentale, e non dimentichiamoci del giovane Della Pietra, che ha cominciato benissimo”.

Che valore assume la vittoria sulla Vibonese in vista dei prossimi impegni?

“Sul piano della consapevolezza e dell’autostima è senza dubbio fondamentale”.

Per un allenatore come lei che in carriera ha allenato anche ai massimi livelli nazionali, qual è lo stimolo di lavorare in Serie C?

“Varie cose: il non sentirsi mai protagonista può essere un primo elemento; mi piace l’idea poi di poter trasmettere la mia esperienza ad una squadra giovane come questa; la città ha anche un peso importante nella scelta, sono venuto più di una volta da avversario a Castellammare ed è veramente bellissima; poi di base per la mia cultura del lavoro la C equivale alla Serie A; ho sposato il progetto per una società seria e soprattutto per il pubblico che ha sempre accompagnato questo Club”.

Lei ha affrontato il Campobasso da calciatore, prima col Perugia e poi col Catania, che ricordi ha di quelle sfide?

“Difficili ed impegnative, come tutte. Sia da giocatore che da allenatore ho sempre avuto massimo rispetto per l’avversario che mi trovavo davanti, conservando comunque la voglia e l’ambizione di dimostrare che la mia squadra può avere quel qualcosa in più”.

Nel calcio moderno che importanza assume la condizione atletica?

“In questo momento storico è determinante. Però conta anche la qualità nell’uno contro uno, e noi abbiamo giocatori molto bravi in questo fondamentale che spesso contribuiscono a creare superiorità numerica nelle azioni offensive”.

fonte: sito ufficiale S.S. Juve Stabia