Un Napoli sontuoso batte per 4-0 l’Udinese portandosi da solo in testa alla classifica dopo quattro giornate di campionato. Alla Dacia Arena una prestazione collettiva maiuscola fornita dagli azzurri, in una gara dominata in lungo e in largo e mai stata realmente in discussione. Un’altra grande prova di forza sotto il profilo sia del gioco che della personalità. Napoli che si trovava a dover affrontare una trasferta molto ostica dopo il notevole dispendio energetico di Leicester e con la pressione di poter raggiungere il primato in solitaria. Dunque una vittoria così netta era tutt’altro che scontata, ma la risposta da parte della squadra è stata straordinaria. Un Napoli che ha mostrato una convinzione nei propri mezzi e un’autorevolezza che forse non si vedeva dai tempi di Maurizio Sarri. La squadra, partita dopo partita, sta compiendo degli evidenti passi in avanti sotto vari aspetti e che ciò stia avvenendo già alla metà di settembre fa ben sperare. Adesso ovviamente, al di là del legittimo entusiasmo, c’è da mantenere i piedi per terra e così come dichiarato da Spalletti in conferenza stampa, bisognerà concentrarsi sul provare a dare seguito a questa costante progressione.
Il tecnico toscano sta svolgendo un vero e proprio capolavoro, che sta avendo degli effetti determinanti sul collettivo e sui singoli. Con le sue grandi doti da motivatore è entrato nella testa dei calciatori, che sembrano tutti giovare, da un punto di vista sia tecnico-tattico che mentale, del suo meticoloso operato e della sua dedizione alla cura dei singoli dettagli. Sin dalle prime conferenze stampa, Spalletti aveva fatto intendere di essere consapevole che questa squadra necessitasse di un salto di qualità dal punto di vista caratteriale per rendere al meglio delle proprie potenzialità. Anche sotto quest’aspetto i progressi sono evidenti e il Napoli ha evidenziato un’ottima capacità di reazione alle situazioni di difficoltà, un qualcosa che è mancato nelle precedenti annate e che invece, in quest’inizio di stagione, è stato un fattore che ha fatto la differenza. Dopo appena cinque gare stagionali, questo può già essere definito a tutti gli effetti il Napoli di Spalletti e ciò consiste in un merito enorme dell’allenatore stesso. La squadra ha un’identità ben precisa, l’obiettivo è provare ad imporre il proprio gioco contro chiunque e la partita di Leicester ne è stata la dimostrazione. La grande partenza azzurra è un mix di organizzazione, gioco, qualità, carattere e determinazione, ovvero di tutti elementi che mister Luciano voleva vedere nel suo Napoli e che ha provato ad imprimere sin da inizio preparazione. Gli spettacolari schemi da cui nascono i gol di Rrahmani e Koulibaly ad Udine, sono frutto del lavoro quotidiano, di esercitazioni studiate e preparate limando i minimi particolari.
Inoltre, la bravura di Spalletti nel valorizzare i singoli, può portare diversi elementi della rosa a poter fornire un rendimento di prestazioni superiore rispetto a quello del passato ed alla consacrazione. Ciò in riferimento anche e soprattutto a quei profili che, come ad esempio Lobotka, Elmas e Ounas, di fatto non abbiamo ancora conosciuto a pieno e che, nelle stagioni precedenti, non sono riusciti a dare l’apporto sperato e a trovare spazio. Profili dalle potenzialità importanti e ancora non totalmente espresse, ma che, sotto la guida esperta di Luciano Spalletti, stanno dando dei significativi segnali di crescita e hanno tutte le carte in regola per essere dei “nuovi rinforzi” di cui il Napoli può giovare in maniera determinante. Sinora perfetto anche lo Spalletti comunicatore, che mostra di essersi calato subito a pieno nella realtà. Le sue dichiarazioni sono delle iniezioni di carica non indifferenti per squadra e ambiente. Il continuo sottolineare l’importanza della maglia, della città e della gente che si rappresenta, questo suo puntare fortemente sul senso di appartenenza, sta creando una sempre maggiore sintonia tra il tecnico e la piazza.
