Il Napoli continua a volare e a far sognare un intero popolo, battuto anche il Torino nel segno di Victor Osimhen. È lo stacco imperioso del numero 9 a regalare l’ottava vittoria consecutiva dopo le prime otto giornate agli azzurri, che eguagliano il record stabilito nella stagione 2017/2018 con Maurizio Sarri in panchina. Successo ottenuto con il cuore in una gara sofferta, contro una squadra ostica e che punta molto sull’ostruzionismo. Un Napoli che si dimostra ancora una volta grande squadra, confermandosi capace di vincere anche fronteggiando le difficoltà e non lasciandosi abbattere dalle avversità. Infatti tra il rigore sbagliato da Insigne, il gol di Di Lorenzo annullato per pochi centimetri di fuorigioco e il palo colpito da Lozano, la porta avversaria sembrava stregata, ma il carattere, la determinazione, la voglia di crederci sempre e il forte spirito di squadra stanno dando quel quid in più che mancava per effettuare il definitivo salto di qualità. Il gol che vale altri tre punti nasce da una devastante progressione di Koulibaly e da una successiva triangolazione fulminea nello stretto con tutti tocchi di prima tra Mertens, Osimhen e lo stesso numero 26, che ha poi portato al rimpallo su Elmas; tutto ciò con ben otto calciatori granata all’interno dell’area di rigore. Sulla notevole crescita caratteriale degli azzurri ci sono ovviamente gli enormi meriti di Luciano Spalletti, il quale trasmette al gruppo carica e serenità anche tramite le sue grandi doti comunicative; la sua esultanza travolgente rivolta verso Ivan Juric è l’immagine emblematica del Napoli che scaccia i fantasmi del passato. Il tecnico toscano inoltre, trova sempre le parole giuste per spegnere il fuoco su qualsiasi caso montato da alcuni media e tutelare la squadra da voci che rischiano di essere destabilizzanti per la serenità dello spogliatoio.
Il protagonista scelto per la nostra rubrica settimanale è Amir Rrahmani. Il difensore centrale kosovaro è ormai diventato un titolarissimo di Spalletti, superando definitivamente Manolas nelle gerarchie. L’ex Verona è reduce da ben cinque gare consecutive disputate da titolare in campionato e la coppia con Koulibaly è ormai una garanzia, infatti con loro due al centro della retroguardia, il Napoli ha mantenuto la porta inviolata in quattro partite su cinque, subendo un solo gol a Firenze. Rrahmani e Koulibaly si compensano alla perfezione, conferiscono grande solidità al reparto ed entrambi beneficiano dell’altro. Il kosovaro, come da lui stesso dichiarato, con un colosso come KK al suo fianco ha acquisito maggiore sicurezza e al contempo il senegalese, sembra aver trovato il compagno di reparto perfetto e che gli mancava dai tempi di Raul Albiol, ovvero un regista difensivo in grado di impostare dal basso, dettare i tempi e che lo rendesse maggiormente libero di sfruttare a pieno il proprio strapotere fisico. Kalidou dopo due stagioni altalenanti e condizionate da problemi fisici, è tornato quello che abbiamo ammirato come uno dei centrali difensivi migliori al mondo. Sembra passata un’eternità da quell’Udinese-Napoli dello scorso gennaio, quando Rrahmani, al suo esordio da titolare, regalò ai friulani la rete del pareggio con un retropassaggio sbagliato. Oggi il numero 13 azzurro, dopo dei progressi evidenziati già nel finale della passata stagione, è un elemento di assoluta affidabilità e che, partita dopo partita, sta compiendo passi da gigante fornendo prestazioni davvero superlative. Amir mostra grande padronanza con interventi difensivi irreprensibili ed inoltre sembra vantare anche un certo vizio del gol. Rrahmani ha messo a segno due reti in quest’inizio di stagione, entrambe nate dagli ormai consueti schemi da palla inattiva, che consistono sempre più in un marchio di fabbrica del Napoli targato Luciano Spalletti.
