Domenica alle ore 20:45 luci accese a San Siro, dove tutti gli occhi saranno puntati sulla sfida tra il Milan di Pioli e il Napoli di Spalletti. Le due squadre hanno avuto un super inizio di stagione, sono state le ultime due nei top campionati europei a perdere la propria imbattibilità e hanno condiviso per varie settimane il primato in classifica, mentre ora si affrontano entrambe con vari indisponibili e con l’obiettivo, dopo qualche passo falso, di non far scappare l’Inter e tenersi dietro una rediviva Atalanta: un avvio di stagione incerto e spettacolare, che ha riacceso una rivalità tra due realtà storiche del nostro calcio, ma sopitasi nel corso degli anni. Oggi facciamo un passo indietro e torniamo alle origini di uno scontro che ha segnato la fine degli anni ’80, quando Milan contro Napoli era la sfida tra due delle squadre più forti del mondo.
ATTO I: IL MILAN DI SACCHI
Tutto parte dall’estate del 1987, il Napoli di Diego Armando Maradona è appena reduce da una stagione trionfale, dove è arrivato il primo storico scudetto con anche il double grazie al successo in Coppa Italia, gli azzurri sono la squadra del momento e sembrano i grandi favoriti per l’anno successivo; nel frattempo, l’imprenditore Silvio Berlusconi, che ha l’obiettivo di riportare il suo Milan ai fasti di un tempo, lavora nell’ombra e pone le basi solidissime per un progetto ambizioso e coraggioso: ingaggia come guida tecnica del gruppo Arrigo Sacchi, giovane allenatore che ha debuttato in Serie A solo qualche mese prima, una vera e propria scommessa, mentre il mercato porta acquisti che col senno di poi fanno venire i brividi solo a nominarli: Carlo Ancelotti, Ruud Gullit e Marco Van Basten. Nonostante i nomi stellari, l’avvio per i rossoneri è stentato, dal momento che devono assimilare un’idea di gioco ambiziosa, coraggiosa ma anche molto difficile da mettere in pratica, infatti i primi mesi sono di fatica mentre il Napoli grazie ad un meccanismo ben oliato prende la vetta solitaria della classifica già alla terza giornata. Il Milan carbura dopo il primo quarto di stagione, comincia a racimolare punti importanti e a convincere i più scettici, ma la vera nascita della leggenda sacchiana arriva il 3 Gennaio 1988, giorno di Milan-Napoli, scontro diretto di andata: i campioni in carica giocano in pratica solo i primi 15 minuti, dove passano in vantaggio con Careca, ma il resto della partita è un assolo a tinte rossonere, che con le firme di Colombo, Virdis, Gullit e Donadoni fa calare il sipario alla Scala del Calcio sul punteggio di 4-1. Sconfitta dolorosa ma che non impedisce agli azzurri di conquistare il simbolico titolo di campioni d’inverno; il girone di andata è un duello a (breve) distanza tra le due formazioni che prendono il largo sulle dirette inseguitrici, col Napoli che a cinque giornate dalla fine è in testa con i netti favori del pronostico, tuttavia qui accade l’imprevedibile: la squadra di Maradona si scioglie come neve al sole, una condizione atletica precaria e alcune problematiche tra una parte dello spogliatoio e l’allenatore Bianchi fanno conquistare alla formazione partenopea il magrissimo bottino di 1 punto nelle ultime 5 partite. Il Milan, d’altro canto, nel momento clou della stagione mette il turbo e l’1 Maggio 1988, a tre partite dalla fine, mette il punto esclamativo sulla rimonta scudetto con un 3-2 al San Paolo: la doppietta di Virdis e il goal di Van Basten (uno dei pochi acuti del fenomeno olandese in un’annata contraddistinta dai primi problemi alla caviglia per lui) rendono vane le reti del duo Maradona-Careca, una mazzata psicologica che sarà decisiva: Milan campione d’Italia a fine anno per l’undicesima volta, Napoli che dopo aver condotto per la maggior parte della stagione conclude al secondo posto a 6 punti dai rossoneri, dovendosi leccare le ferite dopo una delusione amarissima.
ATTO II: LA VENDETTA PARTENOPEA
Dopo un’annata dove le due formazioni devono arrendersi alla sorprendente ed arrembante Inter dei record, la stagione 1989/90 vede nuovamente Napoli e Milan contendersi lo scettro del trono. Questa volta sono i rossoneri a dover vestire i panni dei favoriti: con l’arrivo di un altro fuoriclasse come Rijkaard, l’esplosione di Maldini e Costacurta, e l’affermazione a livello mondiale di Gullit, Van Basten e Baresi, il Milan si afferma come una delle squadre più forti della storia, con un gioco spumeggiante e una bacheca da fare invidia, grazia alla vittoria del già raccontato scudetto 1988 e della Coppa Campioni 1989; il Napoli invece sembra essere arrivato vicino alla fine di un ciclo storico, e si appresta all’ultimo acuto, l’ultimo assalto al titolo e l’ultima stagione del leggendario numero 10 ai suoi livelli. L’annata comincia in realtà in maniera sorprendente, con un Napoli da subito competitivo e agguerrito che alla settima giornata, l’1 Ottobre 1989, al San Paolo, spazza via i rivali con un 3-0 firmato Carnevale (doppietta per lui) e dall’immancabile Maradona.
Da quel momento la stagione assume un copione molto simile a quello di due anni prima: il Napoli è in testa da solo, prova a scappare, ma i rossoneri escono fuori alla distanza e accorciano il gap; l’11 Febbraio 1990 è il giorno dello scontro diretto del girone di ritorno, il Milan è in forma smagliante e risponde pan per focaccia alla sconfitta precedente, imponendosi a sua volta per 3-0 grazie ai goal di Massaro, Maldini e Van Basten, un paio di settimane dopo ci sarà anche l’avvicendamento in vetta. Sembra ripetersi la storia che abbiamo raccontato prima, col Napoli che conduce per buona parte del torneo e il Milan che si porta a casa il trofeo con una grande parte finale di stagione, ma questa volta c’è il colpo di scena e il Napoli non si dà per vinto: arriviamo a quattro giornate dalla fine con gli azzurri dietro di 1 punto (all’epoca i punti a vittoria erano due), il Milan a sorpresa pareggia sul campo del Bologna mentre il Napoli vede il pareggio di Bergamo tramutarsi in vittoria a tavolino a causa della famosa monetina lanciata dagli spalti in testa ad Alemao. Ambo le formazioni vincono al turno successivo, arrivando a due giornate dalla fine clamorosamente a pari punti in classifica: il Napoli vince a Bologna, mentre il Milan deve arrendersi alla “fatal Verona” che vince 2-1 e ottiene punti fondamentali per una salvezza disperata, gli azzurri sono di nuovo primi a 90 minuti dalla fine del campionato; l’armata di Sacchi vince in goleada contro il Bari all’ultimo turno, il Napoli vince di misura sulla Lazio: tanto basta a Maradona e compagni per vincere in maniera epica il secondo scudetto della propria storia, con 2 punti di vantaggio sul Milan e una rimonta shock quando tutto sembrava finito. Il Napoli chiuderà l’annata con la vittoria in Coppa Uefa, il Milan dovrà “consolarsi” con la seconda Coppa Campioni consecutiva, in quel momento le due squadre sono al top mondiale e la sfida tra le due rappresenta l’élite del campionato più bello del mondo.
Proprio sul più bello, la rivalità si arresta bruscamente: il Napoli, anche e soprattutto a causa delle prime gravi problematiche personali di Maradona, vede finire il suo glorioso ciclo affacciandosi ad anni bui, dai quali uscirà tornando in cima solo nei primi anni duemiladieci, in concomitanza casualmente con la grave debacle rossonera. Ora finalmente le due realtà sono tornate contemporaneamente al top, e chissà se la sfida di domenica sarà il capitolo in grado di riaprire una nuova entusiasmante fase di una rivalità che in pochi anni è riuscita a fare storia.
