Luciano Spalletti, alla sua prima stagione da allenatore del Napoli, ha certamente il merito di aver valorizzato al meglio l’organico a propria disposizione. Infatti calciatori reduci da stagioni complicate e in cui hanno faticato a ritagliarsi spazio sufficiente, con in panchina il tecnico di Certaldo sono riusciti ad esprimere al meglio il proprio potenziale e a guadagnarne anche in fiducia ed autostima. Insieme a Rrahmani, Lobotka e Juan Jesus, ma anche allo stesso Elmas, tra le rivelazioni dell’annata in corso c’è Mario Rui. Il terzino portoghese ha trovato una continuità di rendimento inaspettata e che gli ha permesso di diventare un vero e proprio fedelissimo di Spalletti, dopo che per gran parte della scorsa stagione fu relegato in panchina da Gattuso in favore di Elseid Hysaj. L’ex Empoli e Roma, dopo annate costellate da alti e bassi con Ancelotti e Gattuso in panchina, sta vivendo la sua miglior stagione in azzurro insieme a quella del suo arrivo, ovvero la famosa dei 91 punti, in cui si ritrovò tra i titolarissimi dell’undici tipo di Maurizio Sarri in seguito alla rottura del legamento crociato rimediata da Faouzi Ghoulam. Per l’algerino fu di fatto l’infortunio che gli ha stroncò la carriera nel momento in cui si stava affermando tra i migliori al mondo nel suo ruolo, ma Mario Rui rispose presente e sostituì più che degnamente un elemento che per quel Napoli costituiva un vero e proprio pilastro.
Lo stesso mister Luciano ha in più occasioni palesato la stima che nutre nei confronti di colui che ormai considera un titolare inamovibile, nonchè una pedina preziosa, assegnandogli l’appellativo di “professore” per la sua tecnica, intelligenza tattica e il costante sacrificio in campo. Durante l’ultima estate il mancato acquisto di un nuovo terzino sinistro ha destato molte polemiche in virtù della coperta troppo corta sulla corsia mancina. Ma Mario Rui, tra lo scetticismo generale, ha saputo prendersi la responsabilità di ricoprire un incarico piuttosto delicato e che lo costringe agli straordinari, considerato che alle sue spalle come terzino sinistro puro c’è il solo Ghoulam, il quale è purtroppo impossibilitato a dare un certo tipo di garanzie dal punto di vista fisico. In occasione dell’ultima gara con l’Udinese, è stato proprio uno splendido cross del “professore” a dare vita allo schema su calcio di punizione che ha portato al gol del pari di Osimhen. Inoltre nel corso della sfida ai friulani è anche andato ad un passo dal gol con un legno colpito; idem la settimana precedente al Bentegodi, con una gran conclusione da fuori area stampatasi all’incrocio. Il portoghese è un calciatore che oltre ai propri pregi ha anche dei limiti e talvolta l’errore gli può scappare, ma le critiche nei suoi confronti sono spesso eccessive e ingenerose. Non c’è dubbio che il numero 6 azzurro meriti di essere apprezzato dai tifosi per la grande abnegazione che mostra ed infatti, a suon di prestazioni convincenti, si sta sempre più guadagnando l’affetto della piazza, come confermato dalle ovazioni del Maradona ai suoi tiri in porta sul finire del riscaldamento pre Napoli-Udinese.
