Il Racconto della Strega – La decisione di Vigorito, il “caso” Lapadula e le parole di Caserta

Ottopagine ha rivelato, nella giornata di ieri, importanti novità circa le decisioni che il patron Oreste Vigorito ha maturato nel corso di questi giorni, dopo lo scottante finale di campionato che ha lasciato più di un amaro in bocca. Come rivela la testata sannita, infatti, è chiaro che il presidente giallorosso abbia da sempre ambito ad un campionato in cui l’obiettivo principale restava il piazzamento ai playoff. Chiaro, poi, però, che quando in un mercato invernale resta in squadra un elemento come Lapadula – malgrado il suo caso e il rapporto incrinato con la società, i numeri non si possono ignorare – diventa inevitabile pensare ad un qualcosina in più. Un qualcosa di più che, però, non è arrivato, “condannando” le streghe ai playoff.

Ritiro “punitivo”, ma anche confronto, condivisione ed unione. Queste le prerogative di Vigorito, del quale l’alternativa sarebbe stata l’esonero di Caserta. Una opzione che, però, è subito scomparsa dalla mente del presidente, che ha voluto dar fiducia a quanto allestito ad inizio stagione. Si andrà avanti con Caserta, e si andrà avanti specialmente con Gianluca Lapadula. L’attaccante peruviano, infatti, è ritornato in gruppo – il tecnico ha sottolineato quanto un problema alla caviglia l’abbia tenuto fuori dal contributo che avrebbe potuto dare alla squadra – e, fonti vicine all’ambiente sannita, sottolineano quanto sia “ritornato” motivato, deciso nel dar man forte alla causa serie A. Il Benevento ha bisogno certamente dei suoi gol per essere la terza reginetta destinata alla massima serie. Il patron ha scelto la strada del dialogo, non quella della rottura che avrebbe, dal suo canto, fatto ulteriori danni all’apparato messo su insieme alla dirigenza, in particolare insieme alla figura di Pasquale Foggia.

Proprio nel pomeriggio, infatti, Caserta ha sottolineato quanto, tutto sommato, l’annata sia stata soddisfacente. Se è vero che non mancherà rammarico per le occasioni clamorose avute per agguantare già la serie A, è anche vero che è stata una stagione che, nelle sue note positive, ha forse fatto più sbiadire il ricordo dell’amara retrocessione sotto la gestione Inzaghi. “Ci sono ancora i playoff” è quanto ribadito dal tecnico di Melito, che ha il compito di trasmettere alla sua squadra la necessità di pensare esclusivamente al futuro più vicino, quanto ai rammarichi del passato. Rimuginare sugli errori può aver ben poco di costruttivo, serve, invece, ritrovarsi, unirsi, compattarsi per credere ancora in un sogno che – lo evidenzia la qualità della rosa – è sempre stato alla portata della compagine giallorossa. La sfida di domani – la vittoria è necessaria per migliorare il piazzamento ai playoff – può dare una prima svolta dal punto di vista mentale, preparando la strada che il Benevento dovrà compiere per regalare una gioia che (nonostante un Vigorito più vuoto) la piazza (ri)merita.

Sul Benevento se ne sono dette tante, anche da parte di chi qui scrive – agli addetti ai lavori d’altronde spetta l’analisi di una stagione che si riassume tutta nell’aggettivo altalenante – ma mai è venuta meno la fiducia nelle intenzioni di un presidente, e dell’apparato dirigenziale e di squadra messo in piedi ad inizio stagione, che ha sempre dimostrato passione e attaccamento alla causa sannita – valori non così comuni nel calcio moderno, sempre più business, sempre meno sentimento. Ora tocca dimenticare quanto di “brutto” visto nelle ultime gare, ché con i se e con i ma non si raggiungono di certo gli obiettivi, e tocca sostenere ancora una volta i sanniti nell’ultimo rush di stagione. A fine stagione, a fine playoff, si tireranno le somme (e le tirerà in primis il presidente Vigorito, rimettendosi in gioco e senza tirarsi indietro). Sarà certamente un finale di stagione entusiasmante, che si trascinerà dietro ansie e preoccupazioni su ciò che s’è visto nelle ultime gare, ma nulla toglie che potrebbe concludersi con una ciliegina sulla torta. Il sogno di un ritorno in A non è ancora svanito; e chissà, forse le prove più dure capitano soltanto a chi ha le capacità di portarle a termine.