Esclusiva CNP – Mariglianese, Matteo Langella si racconta: “Non ci aspettavamo questi addii illustri. Ecco cosa spero per il mio futuro…”

In casa Mariglianese è tempo di grandi cambiamenti. Gli addii ravvicinati del DS Orlando Stiletti, del tecnico Luigi Sanchez e del capitano e bomber Gennaro Esposito hanno fatto calare un clima di incertezza sul Santa Maria delle Grazie ma anche di fibrillazione per quello che sarà il nuovo progetto sportivo e per gli uomini che lo guideranno. Chi invece, all’interno del campo, ha guidato sapientemente la Mariglianese verso l’impresa sportiva della permanenza in Serie D è stato Matteo Langella, mediano d’ordine al servizio di Sanchez, sempre presente in campo a dettare i tempi di gioco con le sue geometrie. Lo abbiamo intervistato, in esclusiva, per parlare dell’attuale momento in casa biancoazzurra, per rivivere le emozioni della cavalcata di quest’ultima stagione e non solo.
Ecco le sue dichiarazioni:

Matteo, partirei da questi ultimissimi giorni. La Mariglianese si appresta a vivere una rivoluzione tecnica che non si vedeva da almeno due anni. Voi come avete vissuto gli addii illustri del DS, del tecnico Sanchez e, a quanto pare, anche del vostro capitano?

“Non ce lo aspettavamo perché per come è andato il campionato eravamo ancora sulle ali dell’entusiasmo e non abbiamo capito questa scelta. Ognuno fa la sua, forse dettata dal fatto che hanno ricevuto qualche proposta oppure dal fatto che hanno visto cose non chiare. La società non ci ha ancora comunicato nulla sulle evoluzioni delle varie situazioni. È stata una brutta cosa perché ci siamo trovati tutti bene con il mister. Abbiamo fatto un buon campionato e pensavamo potessero esserci le basi per continuare tutti insieme. È difficile che di anno in anno il gruppo resti lo stesso, però magari si poteva fare un altro anno insieme. Sarebbe stata un’ottima cosa. Ciò che è successo non è un buon segnale. Prima va via il direttore Stiletti, poi mister, poi anche il capitano. Non è un buon segnale. Vediamo ciò che succederà”.

Non si può, però, non celebrare l’impresa che avete compiuto neanche un mese fa. Ci racconti quei momenti? Cosa ti è rimasto più impresso di quei sette giorni tra Brindisi e la festa finale del Santa Maria?

“Mi è rimasto impresso ciò che è successo dieci giorni prima di Brindisi perché non stavamo vivendo un buon momento, eravamo ad un passo dai play-out ma il mister ci ha tenuti sul pezzo e caricati. Abbiamo lavorato col sorriso e l’abnegazione per salvarci. La trasferta di Brindisi è stata difficile dato il girone della squadra pugliese. Eravamo convinti di andare a vincere e guadagnare la promozione diretta. Ci davano per ultimi e invece non abbiamo fatto neanche i play-out. Dal 5 agosto abbiamo lavorato bene e creato un gruppo fantastico”.

Noi di Campania Nel Pallone abbiamo avuto il piacere di raccontare la cavalcata della Mariglianese. Ti chiedo se ci puoi indicare un momento critico, se c’è stato, dove avete sentito lontano l’obiettivo e, al contrario, quello che per te è il momento di svolta.

“Abbiamo fatto un grande girone d’andata chiudendo a 25 punti. Pensavamo di poter fare altri 15 punti per salvarci ma la quota salvezza si è alzata e noi non lo avevamo messo in conto. Dopodiché abbiamo avuto la forza di rialzarci dopo il momento critico di inizio anno. Merito del mister ma anche di uomini simbolo come il capitano Esposito, Varchetta, Tommasini che hanno tanta esperienza. Ci siamo stretti e abbiamo raggiunto il nostro obiettivo. La sconfitta casalinga contro il Nardò, ad esempio, ci ha fatto male ma ci ha permesso di unirci ancora di più. Nel calcio incidenti simili possono succedere ma ci siamo uniti e abbiamo fatto un patto. Dopo quella sconfitta ci davano per morti ma il mister ci ha fatto un discorso intenso e ci siamo ripresi. Dopo Mariglianese-Nardò c’è stato il Bitonto che è una squadra grandissima e poi abbiamo vinto con la Nocerina giocando una grande partita. Mariglianese-Nardò è stata, quindi, anche una gara di svolta”.

Lo scorso 28 novembre, dopo la roboante vittoria contro la Casertana il mister, parlando di te, ha detto: “Matteo è un calciatore fantastico. Deve ancora capire che ci sono pochi calciatori come lui. È un punto di riferimento per noi. Deve migliorare la sua autostima, rischiare di più e andare a prendere quanti più palloni è possibile, anche quando è poco lucido”. Quanto è importante per te Sanchez e quanto senti di essere migliorato quest’anno sotto la sua gestione?

“Il mister, quest’anno, mi ha dato una mano enorme. Venivo da un anno non esaltante tra Savoia e Sorrento. Sono venuto a Marigliano e ho trovato il mister che ha dei valori umani eccezionali, così come altri calciatori leader. Sono cresciuto tanto grazie ai miei compagni ma soprattutto grazie al mister. Non è facile riprendersi dopo un anno che non è stato fatto bene. Il mister ha ragione quando dice che devo prendere più palloni anche senza lucidità. Penso che, a lungo andare, sono migliorato su questo aspetto”.

Il centrocampista Matteo Langella impegnato nella sfida del Santa Maria delle Grazie contro la Nocerina dello scorso 8 maggio

Secondo Pep Guardiola il metodista di centrocampo deve parlare poco, perché impegnato a pensare per tutti i suoi compagni. Ti rivedi un po’ in queste parole? In generale che tipo sei, come calciatore, ma anche nello spogliatoio?

“Mi rivedo in queste parole anzi, dovrei parlare un po’ in più. Me lo ha detto anche il capitano Gennaro Esposito. Io però penso che debba parlare sempre il campo. Io sono un calciatore che fa pochi gol, forse non tutti mi notano perché non segno molto come altri calciatori del mio ruolo. Mi piace lavorare, fare quello che mi dice il mister. Mi piace richiamare l’attenzione dei miei compagni senza urlare e fare confusione. Questa è la nostra forza. I miei compagni mi sono molto d’aiuto e io cerco di fare lo stesso con gli under, io che oramai sono cinque anni che gioco in questa categoria”.

Ci piacerebbe sapere da te, quanto ti ha dato, a livello umano e sportivo, l’esperienza a Marigliano e se pensi che sia giunto il momento di fare un passo ulteriore nella tua carriera.

“Venivo da un anno altalenante come il 2020/2021 ma in cinque anni in D il mio l’ho sempre fatto. Venendo a Marigliano mi sono messo subito in discussione. Il direttore Stiletti e il mister mi hanno dato questa grande opportunità di mettermi in gioco. Li ringrazio tanto insieme a tutta la società. Spero di poter fare un altro passo in avanti. Potrebbe essere l’anno giusto perché sono nel clou della mia carriera. Se arriva una chiamata dai professionisti cercherò di sfruttarla al meglio, altrimenti vedremo comunque cosa ci riserverà il futuro”.

Fonte foto: Marco Credendino (pagina ufficiale Facebook della US Mariglianese)