Vive sicuramente un momento delicato il Bologna che occupa, al momento, la diciassettesima posizione in classifica in virtù dei 7 punti conquistati nelle prime nove giornate di campionato. Si sono alternati già tre tecnici sulla panchina dei felsinei ed il paradosso più grande è che a centra l’unica vittoria fin qui ottenuta sia stato il “precario” Vigiani, capace di guidare la squadra alla rimonta da tre punti contro la Fiorentina.
La scelta operata dalla società di porre fine al rapporto con Sinisa Mihajlovic, protagonista di alcune buone stagioni sotto le Due Torri e di una storia umana molto toccante, lasciava presagire la volontà della società di porre fine anticipata ad un ciclo ritenuto ormai concluso per avviarne uno che consentisse alla squadra, dopo l’avvio a rilento, di risalire la corrente e poter puntare alla parte sinistra della classifica come obiettivo minimo.
La squadra per ora sembra non rispondere in maniera adeguata alle sollecitazioni del nuovo tecnico Thiago Motta che ha collezionato un punto nelle sue prime tre uscite ma soprattutto non sembra aver risolto il problema di una squadra che trova enormi difficoltà a finalizzare il gioco creato e fino ad ora ha segnato solamente otto gol, sei dei quali griffati dal capocannoniere del campionato Arnautovic che, a causa di un persistente dolore alla schiena, rischia però la forzata sosta ai box che priverebbe i suoi del principale terminale offensivo; nel caso in cui il numero nove non dovesse recuperare o si accomodasse, almeno inizialmente, in panchina è pronto a subentrare Zirkzee, ventunenne cresciuto nel vivaio del Bayern Monaco.
Ragionevole pensare che l’ex centrocampista dell’Inter del Triplete, memore del colpaccio compiuto al Maradona nello scorso torneo quando, sulla panchina dello Spezia, s’impose con il minimo scarto senza mai tirare in porta, possa chiedere ai suoi una partita di grande corsa, intensità e generosità per creare grande densità nella zona centrale e chiudere così le linee di passaggio ai palleggiatori avversari. Fondamentale, per sperare di riuscire ad arginare l’onda d’urto dei partenopei, la capacità di riuscire a curare le corrette distanze tra i reparti mantenendo le linee di difesa e centrocampo strette e compatte.
Il possibile ritorno dal primo minuto di un Victor Osimhen voglioso di tornare subito al gol anche in serie A obbligherà la difesa felsinea agli straordinari per cercare di non concedere al nigeriano quegli spazi in cui diventa un’arma letale inarrestabile.
Credits: Bolognafc.it