Il successo ottenuto lo scorso 11 Febbraio all’Olimpico nello scontro diretto contro la Lazio sembrava rappresentare la svolta in grado di aprire le porte ad un travolgente finale di stagione. La squadra invece, nel momento in cui ci si attendeva una decisa accelerazione, ha clamorosamente rallentato la sua velocità di crociera inanellando un solo punto nelle ultime tre uscite e rischia ora di compromettere il principale obiettivo di stagione, la possibilità di lottare fino in fondo per guadagnare uno dei piazzamenti che garantiscono l’accesso alla fase a gironi della prossima Champions League. Cerca punti importanti l’Atalanta, sesta in classifica con 42 punti, che nell’incontro di cartello della ventiseiesima giornata del campionato di serie A affronta al Maradona, fischio d’inizio previsto domani alle ore 18:00, il Napoli, capolista a quota 65.
Nonostante il momento non sia dei migliori Gasperini, ben conscio dell’importanza di conquistare punti pesanti per evitare di compromettere definitivamente la rincorsa all’Europa che conta, non dovrebbe rinunciare ad un’identità di squadra ormai consolidata. Sembra lecito attendersi una compagine orobica che parte a razzo ed aggredisce gli avversari per imporre i propri ritmi alla sfida. Il meticoloso allenatore piemontese, che dovrà rinunciare all’infortunato Koopmeiners nella zona nevralgica del terreno di gioco, avrà certamente studiato nei dettagli le mosse da adottare in fase di non possesso per provare ad arginare la straordinaria forza d’urto della prima della classe. Molto probabile che uno dei centrocampisti, sembra Ederson il candidato più autorevole, si appiccichi alle costole di Lobotka per cercare di privare i partenopei della loro mente pensante. La sensazione generale è quella che, per sperare di tornare a casa con un risultato positivo, gli orobici debbano disputare una partita tatticamente perfetta e nella quale prevedere un notevole dispendio di energie sia fisiche che mentali. Non basterà infatti concentrare le proprie attenzioni solo sul centrocampista slovacco perché la truppa allenata da Spalletti ha già dimostrato di saper individuare fonti alternative per la costruzione del gioco e di poter interpretare, con la medesima efficacia, diversi copioni tattici.
Desta molta curiosità la condotta che adotterà il pacchetto arretrato perché se è vero che la linea è spesso alta per tenere la squadra raccolta in pochi metri lo è ancor di più che lo spazio che il terzetto difensivo bergamasco lascia alle sue spalle potrebbe diventare terreno fertile per andare ad innescare, con i lanci lunghi, Osimhen e Kvaratskhelia.
Credits: Atalanta Bergamasca Calcio(pagina Facebook)
