Napoli, conclusa la prima fase della preparazione: il resoconto del lavoro svolto durante il ritiro di Dimaro-Folgarida

Il quindicesimo ritiro estivo del Napoli a Dimaro-Folgarida ha ufficialmente inaugurato l’era Massimiliano Allegri. In un’estate dal sapore speciale, che coincide con le celebrazioni del Centenario, il lavoro in Val di Sole ha gettato le basi di un progetto tecnico focalizzato su pragmatismo, gestione dei ritmi e centralità del pallone. Il metodo di Allegri ha messo la sfera al centro del villaggio sin dal primo giorno, alternando nelle sessioni di allenamento blocchi di potenziamento muscolare a una fitta serie di partitelle ed esercitazioni a tema. Il lavoro sul campo è passato anche attraverso meticolose esercitazioni per reparti, con Allegri e il suo staff costantemente impegnati a dettare a gran voce tutte le indicazioni del caso, correggendo la postura del corpo, i tempi di gioco e le distanze tra le linee.

L’obiettivo primario di questo approccio corale è abituare i calciatori a effettuare scelte rapide in contesti di forte pressione e migliorare l’efficacia del possesso palla. Allegri ha insistito molto sulla pulizia del gesto tecnico e sulla capacità di leggere i momenti della partita. L’idea di base è quella di una squadra corta, capace di difendere con un blocco solido e compatto per poi consolidare il possesso o verticalizzare improvvisamente una volta superata la prima linea di pressione avversaria.

Una parte estremamente attiva è ricoperta dal collaboratore tecnico Francesco Magnanelli, che può essere considerato a tutti gli effetti il “vice-tattico”. Lo si è infatti visto curare in maniera maniacale le esercitazioni sul possesso palla ed il pressing. L’ex bandiera del Sassuolo, sfruttando il suo passato da mediano, gestisce a ritmi altissimi i movimenti e i tempi di passaggio dei centrocampisti. Mentre il vice allenatore effettivo, Marco Landucci, ricopre invece un ruolo simile a quello che durante il biennio di Antonio Conte apparteneva a Lele Oriali, agendo da figura di raccordo e da collante tra gruppo squadra e staff tecnico. L’ex portiere ha avuto fitti colloqui individuali con diversi calciatori durante il ritiro in Trentino.

Nel secondo test amichevole del precampionato il Napoli ha superato la Carrarese per 2-0 mostrando dei passi in avanti rispetto al debutto contro l’Arezzo. Le trame si sono sviluppate su una struttura base orientata al 4-3-3, tuttavia il modulo provato in Trentino è da considerarsi un laboratorio fluido: l’intenzione dello staff tecnico è strutturare un centrocampo a tre elastico, dove le mezzali hanno licenza di inserirsi o di scalare in ampiezza per variare l’assetto.

Allegri predilige storicamente la solidità difensiva unita a spiccate doti tecniche negli ultimi trenta metri; per questo motivo al campo di Carciato il lavoro tattico si è molto focalizzato sulle catene laterali e sui tempi di inserimento dei centrocampisti, elementi chiave per rifornire la punta centrale. La vera chiave di volta è la posizione di Antonio Vergara: schierato come mezzala sinistra, il talento di Frattaminore si è alzato costantemente sulla linea dei trequartisti per agire da vero e proprio sottopunta, svariando su tutto il fronte offensivo e dialogando molto bene nello stretto con Højlund e Giovane. La tendenza del classe 2003 ad alzarsi costantemente palla al piede ha permesso al 4-3-3 di trasformarsi, in fase di possesso, in un dinamico 4-2-3-1.

Tra i migliori del match contro i toscani c’è stato anche Giovane. Il brasiliano, schierato nell’inedito ruolo di ala sinistra nel tridente d’attacco, ha offerto una prestazione offensiva di ottimo livello, dimostrando una spiccata propensione ad accentrarsi per associarsi con i compagni. L’ex Verona ha sfruttato la corsia mancina come base di partenza per tagliare il campo, muovendosi con i tempi giusti e fungendo da vero e proprio rifinitore aggiunto. È nato proprio dai suoi piedi il tracciante che ha premiato il perfetto inserimento di Vergara, poi tramutato nell’assist per Højlund. Giovane ha poi coronato la sua prestazione trasformando con freddezza il calcio di rigore del raddoppio, spiazzando il portiere avversario.

In fase di non possesso la squadra è apparsa compatta, mantenendo distanze molto ridotte tra la linea dei difensori, il centrocampo per l’intero arco del match. Questo blocco corto ha agevolato un recupero palla immediato e blindato le linee.

Nel contesto di un organico ancora orfano di molti protagonisti a causa delle vacanze post-nazionali e di alcuni infortuni, in quel di Dimaro sono arrivate risposte confortanti anche da due senatori, ossia Stanislav Lobotka e Frank Zambo Anguissa. Su entrambi, alla vigilia del ritiro, aleggiava qualche scetticismo, legato soprattutto alla tenuta fisica dopo le ultime logoranti stagioni e a presunte flessioni motivazionali. Tuttavia i primi undici giorni di preparazione hanno lasciato indicazioni chiarissime sul futuro tattico della squadra: lo slovacco e il camerunese sono centrali nel progetto e costituiranno due pilastri del centrocampo anche con Massimiliano Allegri.

Allegri vede in Lobotka un regista totale, capace sia di abbassarsi per far ripartire l’azione pulita da dietro, sia di alzarsi per cucire il gioco tra i reparti e superare la prima linea di pressione avversaria. Il tecnico livornese, da sempre estimatore dei metodisti di personalità, ha lavorato anche sulla rapidità di scarico dello slovacco, chiedendogli di verticalizzare il gioco con modalità più immediate per assecondare la velocità degli esterni.

Anguissa è stato utilizzato dal tecnico livornese non solo come diga davanti alla difesa, ma come vero e proprio equilibratore tattico nel 4-3-3, alternando il lavoro di rottura a frequenti sganciamenti offensivi. La sua fisicità, unita a una pulizia tecnica nei disimpegni che ha strappato diversi applausi ad Allegri durante le sedute tattiche, dimostra come sia pienamente integro e pronto a recitare un ruolo di primissimo piano.

Chiuso il sipario sulla fase del precampionato in Trentino, in quel di Castel di Sangro, con l’aggregazione progressiva di tutti, Allegri potrà dare la forma definitiva al Napoli che affronterà la stagione del Centenario.

Foto: SSC NAPOLI