-Non senti un rumorino? Un rumorino metallico.
-Ma è un rumorino da niente.
-Anche il capitano del Titanic lo diceva “Ma no. Ma è un rumorino da niente”
Da questo momento, il breve viaggio dei tre cognati Aldo, Giovanni e Giacomo, in Tre uomini e una gamba si trasforma nella celebre avventura della gamba del Garpez.
Sia Aldo che Giacomo vivono la vita alla leggera, con superficialità, tutto all’opposto di Giovanni, sempre preoccupato che qualcosa possa turbare l’ordine delle cose e perciò mai sereno. Nella stessa scena dell’incidente con Chiara, ma un minuto più tardi, Aldo si inventa il celebre proverbio A volte dorme più lo sveglio che il dormiente, ancora una volta per minimizzare.
Proviamo a fare un gioco, associando questi personaggi iconici alle varie parti del mondo Napoli: il sempre in sovra-pensiero Giovanni è Antonio Conte – oramai solo un bel ricordo–, che vede pericoli ovunque, anche con lo scudetto sul petto e le borse piene di regali dallo calciomercato estivo; il passionale Giacomo, sul punto di sposarsi ma disposto a lasciare tutto per seguire la bella Chiara, è il tifoso azzurro, capace sia di esternare la sua rabbia che di sciogliersi come neve per amore della sua squadra; indovinate invece chi è il tranquillo e sorridente Aldo, dispensatore di massime filosofiche!
Ne ha sentiti, però, tanti di rumorini metallici Max Allegri, nelle ultime settimane, di ingranaggi che scricchiolano, nelle tre sconfitte subite contro Como, Inter e poi Arsenal. Pur di vincere Napoli-Bologna, dopo due settimane di sole delusioni, il tecnico azzurro avrebbe fatto qualsiasi cosa. Al di là della prestazione, il risultato era quello che contava, come da tradizione. E così è stato: vittoria per 1-0 e tre punti con la specialità di casa Allegri che con la sua brugola ha stretto anche le viti della difesa. Al minuto sette però, lo shock del gol rossoblù con Theate, da calcio piazzato, di testa, a svettare in mezzo ai difensori azzurri. Gol poi annullato. I bordocampisti, però, riportano una chiosa di un comunque sollevato Max: “Dormiamo”.
Come si sveglia il Napoli? Alle volte la soluzione è più semplice di quanto sembri: rimanere seduti sulla riva del fiume aspettando che faccia il suo corso e poi, magari, attingere dalle proprie risorse quella che meno ti aspetti. Un giovane ventiduenne, all’esordio in Serie A di nome Costantino e di cognome Favasuli: una bella secchiata di acqua gelida al dormiente Napoli.
La vittoria meritata del Napoli contro il Bologna – lui sì addormentato ma ridestatosi giusto in tempo per cambiare guida tecnica e affidarsi al napoletano Palladino – porta la firma di Lobotka, bravo ad inserirsi come una prima punta e a battere il portiere nell’area piccola. A prendersi le copertine, però, è proprio Favasuli, il nuovo che avanza, in tutti i sensi, anche per merito del suo allenatore che lo ha fatto agire più in avanti, sfruttando al massimo le sue capacità nel creare superiorità numerica, nel dribblare e creare pericoli in area.
In generale, un ottimo secondo tempo, in cui il Bologna si è – a onore del vero – gratuitamente concesso ai padroni di casa che non hanno fatto i complimenti e sono passati alla cassa per riscuotere i tre punti, benzina per le gare a venire. Tutto qui? Sì, del resto i ragazzi hanno fatto una bella partita. Virgolettato non troppo diverso da quelli maturati alla fine di Napoli-Arsenal, o Napoli-Como o della sfida di San Siro contro l’Inter.
Le tattiche comunicative, a volte stantie, del più tattico degli allenatori degli ultimi 20 anni, oggi più che mai, trovano un senso, dal momento che, in questa fase di cantiere aperto che sta vivendo il Napoli è più che legittimo proteggere i calciatori, nell’attesa di regolarizzare al meglio la difesa e di incrementare i colpi in avanti. Ciò che però rischia di destabilizzare è l’autodafé di Allegri dalla panchina durante le partite, che per due giornate di fila in campionato ha evidenziato gli errori marchiani dei suoi ragazzi e, cosa sorprendente, di se stesso, come appena dopo il 2-2 subito da Thuram appena dopo il cambio di sistema verso l’ultra-difensivo.
Inquietudine, determinazione, entrambe le cose? Lo sveglio Max che riflette e che ammette i suoi errori è il primo passo per risolverli e il banco di prova, arriva puntuale con il lunch match di domenica contro la Fiorentina. Tutto ciò che non è stato il Bologna, ovvero un gruppo che ha beneficiato dell’elettroshock di Paolo Vanoli e che ha risvegliato le sue bocche di fuoco dopo l’inizio da incubo con Fabio Grosso. Il tandem argentino Pellegrino-Mastantuono può costituire il giusto stress-test per una difesa che cerca conferme, così come la tenera retroguardia viola può stuzzicare le fantasie di Hojlund e, perché no, ancora una volta di Favasuli, particolarmente a suo agio nello sfuggire alle marcature avversarie.
Un altro grande tema della vigilia resta ancora quello dell’infermeria: dopo McTominay, Meret e Anguissa – che venerdì ha svolto un allenamento personalizzato e resta in dubbio per Firenze –, Allegri deve fare i conti anche con l’indisponibilità di Spinazzola a causa una lieve contrattura al bicipite femorale della coscia destra. Al suo posto dovrebbe agire Olivera mentre a centrocampo, dunque, spazio ancora al doppio play a sostegno di De Bruyne e Hojlund.
L’ultima gara prima della sosta è, generalmente, quella più delicata perché, in mancanza di un risultato favorevole non faranno altro che aumentare scorie e rumori attorno alla squadra: si pensi solo al post Bologna-Napoli dello scorso autunno oppure ai primi venti contrari a Rudi Garcia dopo Napoli-Lazio di tre anni fa. Ecco, perciò, che Fiorentina-Napoli è il primo vero crocevia della stagione e poi, spazion alla prima mega sosta con venti giorni pieni di prime pagine, racconti, proclami, veline, tesserati che parleranno in nazionale. Non si è mai pronti a lasciare la Serie A, una volta cominciata.
Foto: SSC Napoli
