L’Italia punta sui giovani: qualità e rivoluzione culturale i pilastri del futuro

L’ultimo impegno ufficiale della Nazionale Italiana risale alla calcisticamente tragica notte di Zenica: adesso però è il momento della definitiva ripartenza, si volta pagina una volta per tutte nel tentativo di provare a costruire un futuro in grado di essere diverso e vincente.

L’Italia del calcio, in attesa di capire quali pieghe assumerà il caso del presidente della FIGC Malagò, riparte da Roberto Mancini e dalla prima impegnativa fase di Nations League. L’obiettivo, per bocca dello stesso nuovo-vecchio CT, non può che essere quello di gettare le basi per la costruzione di una squadra che, attraverso un calcio di qualità che punta sul dominio del gioco, possa vincere qualcosa di importante nel più breve tempo possibile.

Il tecnico marchigiano, tornato al comando dopo la precipitosa fuga in Arabia dell’estate 2023, sa di doversi far perdonare qualcosa e per accelerare le pratiche ha iniziato il suo lavoro da una maxi convocazione nella quale ha selezionato la bellezza di trentaquattro giocatori.

I dieci volti nuovi alla prima chiamata assoluta in azzurro incarnano la volontà di creare un gruppo nel quale i talenti più giovani trovano spazio e possibilità di esprimersi in attesa di arrivare alla loro definitiva consacrazione: il valore di un calciatore deve prescindere indispensabilmente dall’età anagrafica.

Al lavoro tattico e tecnico dovrà però unirsi lo sforzo più importante, quello che accomuna tutte le componenti dell’universo calcio. Diventa infatti indispensabile una rivoluzione culturale che possa riavvicinare tanti bambini a quello che è conosciuto come il gioco più bello e far sì che i giovani possano essere protagonisti di un sistema che non ne tarpa le ali, ma ne stimola la crescita e li mette al centro di progetti strutturali di sviluppo.

Un interrogativo deve suscitare il costante tormento nelle teste dei dirigenti e delle istituzioni calcistiche: perché un sistema che ormai esporta giocatori in serie all’estero e soprattutto nei migliori campionati del mondo non riesce ad essere vincente e a primeggiare in ambito internazionale sia esso a livello di club che a livello di rappresentative nazionali?

Foto: figc.it