Venezia-Napoli, il punto del giorno dopo: notte fonda per gli azzurri. I nodi di un mercato fin troppo conservativo vengono al pettine

La sconfitta shock contro il Venezia ultimo in classifica certifica lo smarrimento profondo di un Napoli che sembra aver perso la propria anima. Per comprendere l’origine di questa involuzione serve però estendere lo sguardo a tutto tondo, partendo da una gestione societaria caratterizzata da un mercato estivo fin troppo conservativo. Il tonfo in laguna evidenzia infatti quanto agli azzurri manchino le alternative giuste per sopperire alle assenze e gestire al meglio il doppio impegno.

La scelta di scendere in campo con un undici privo di elementi in grado di saltare l’uomo e creare superiorità numerica ha bloccato la manovra fin dall’avvio. Il primo tempo è stato letteralmente da encefalogramma piatto, con i partenopei parsi senza mordente e persi in un possesso palla sterile e compassato. In avanti, Lorenzo Lucca si è confermato per l’ennesima volta oggettivamente improponibile, evidenziando i limiti strutturali di un attacco a cui mancano gol e pericolosità negli ultimi sedici metri. Non aver rinforzato il reparto offensivo rappresenta forse l’errore più grave in assoluto della scorsa estate.

Nella ripresa, l’ennesimo gol regalato a causa di uno svarione difensivo e il successivo rigore fallito da Kevin De Bruyne sono stati la fotografia del momento degli azzurri. Solo nel finale si è vista una vera reazione d’orgoglio, spinta soprattutto dall’ottimo impatto di Alisson Santos, al rientro dopo un mese di stop. Il brasiliano è stato praticamente l’unico in grado di dare brio e mettere scompiglio nella retroguardia avversaria, ma nonostante i ventinove tiri complessivi il Napoli non è riuscito a portare a casa neanche un pari. Come se non bastasse, l’esterno ex Sporting Lisbona si è infortunato nuovamente nei minuti conclusivi, rendendo la giornata ancora più amara. Senza Alisson Santos, e con le contemporanee assenze di Antonio Vergara e David Neres, la squadra resta del tutto priva di quell’esplosività e di quell’inventiva di cui c’è disperato bisogno in fase offensiva.

Per quanto alcune scelte tecniche e tattiche di Allegri siano discutibili, tuttavia, bisogna prendere atto che ad oggi il tecnico toscano ha a sua disposizione un materiale dalle risorse fortemente limitate. Si fa fatica a pensare che con una guida diversa, se non con il “mago” Antonio Conte, ci si troverebbe in una situazione migliore; perché per quanto sia duro ammetterlo, probabilmente allo stato attuale delle cose il valore di questo Napoli corrisponde proprio alla posizione che ora occupa in classifica o poco più. Quello azzurro è un organico che, pur con delle mancanze, in teoria sarebbe comunque competitivo quantomeno per un posto nella zona Champions League, ma ci sarebbe da interrogarsi su quale versione di questi calciatori forti oggi si disponga. Bisogna valutare fino a che punto sia da considerare realmente competitiva per l’alta classifica una squadra che conta diversi elementi a fine ciclo, alle prese con una fisiologica parabola discendente dovuta all’età che avanza e/o condizionati da problemi fisici pregressi che li portano a fermarsi di continuo. A questo si somma la presenza di calciatori inadeguati da un punto di vista sia tecnico che caratteriale, come Lucca e Noa Lang. Uno scenario di precarietà tra i cui motivi rientra indubbiamente anche una certa dose di sfortuna, basti pensare a ciò che è accaduto a Scott McTominay, rientrato ma inevitabilmente ancora convalescente, agli stop forzati di coloro che avevano dimostrato di poter portare una ventata di freschezza, brillantezza e vivacità, ossia Vergara e Favasuli, nonchè alla ricaduta di Alisson Santos.

Cinque sconfitte nelle prime nove partite ufficiali rappresentano un bilancio pesante, che evoca i fantasmi della nefasta annata 2023/2024. Adesso, a tutte le componenti spetta il compito e il dovere assoluto di trovare una via d’uscita immediata, perché il martedì al Maradona contro il Bodo Glimt sarà già quasi un dentro o fuori per il cammino europeo.

Foto: SSC NAPOLI