Dietro le quinte- Gianluca Caprari: Dagli esordi a Roma alla ricerca della consacrazione in quel di Benevento

In questo secondo appuntamento della rubrica “Dietro le quinte” andremo ad analizzare la carriera di Gianluca Caprari, talento italiano mai pienamente esploso e che quest’anno in quel di Benevento proverà a sbocciare in maniera definitiva mostrando a tutti il suo pieno potenziale. Dagli inizi nella capitale passando per la Liguria, l’Emilia-Romagna e non solo, ecco il viaggio di Gianluca fino ad oggi.

GLI INIZI TRA ROMA E PESCARA

Nato a Roma il 30 Luglio 1993, Gianluca cresce in una famiglia molto vicina al mondo del calcio, essendo il papà allenatore dell’Atletico 2000, squadra giovanile locale, nella quale lui approda giovanissimo e si mette in luce nel ruolo di punta centrale, ma il suo dinamismo e le sua qualità tecniche decisamente notevoli gli permettono di variare su tutto il fronte offensivo come seconda punta, esterno su ambo i lati e anche trequartista all’occorrenza. Caratteristiche queste che lo fanno finire nel mirino della Roma, che lo preleva a soli 10 anni facendogli fare la trafila negli anni di tutto il settore giovanile. Piccola curiosità, Gianluca rischia di risultare decisivo per uno scudetto prima ancora di debuttare tra i professionisti: nel Gennaio 2008 infatti è presente da raccattapalle in un Roma-Palermo, la partita terminerà 1-0 per i giallorossi grazie alla rete di Amantino Mancini sugli sviluppi di un corner battuto velocemente proprio grazie al piccolo Gianluca che posiziona rapidamente la palla in punto di battuta prima che i rosanero se ne accorgessero, regalando in maniera clamorosa 3 punti fondamentali nella lotta scudetto dei capitolini contro l’Inter, che poi alla fine trionfò ugualmente in campionato. Al di là di questo simpatico aneddoto Caprari si mette in mostra soprattutto per quanto fa vedere sul rettangolo verde, le sue giocate lo rendono la punta di diamante e principale artefice delle vittorie in campionato prima degli Allievi Nazionali 2009/2010, e poi del campionato primavera 2010/2011: in questa stagione entra anche nel giro della prima squadra con buona regolarità, debuttando in Champions League, in Coppa Italia e anche nelle battute finali della Serie A. In estate diventa definitivamente un membro della rosa giallorossa, nell’anno in cui sulla panchina arriva Luis Enrique: lo spagnolo arrivato in pompa magna decide di schierare Caprari sia all’andata che al ritorno del preliminare di Europa League contro lo Slovan Bratislava; la Roma viene incredibilmente eliminata in quello che è solo il primo fallimento di un’annata complicatissima, e Caprari gettato inizialmente nella mischia in un momento di totale transizione di una squadra attorno alla quale aleggiavano aspettative molto maggiori a quello che era il reale potenziale viene sostanzialmente accantonato, per 6 mesi non vede praticamente mai il campo e a Gennaio viene spedito al Pescara in prestito con diritto di riscatto della comproprietà. Qui trova Zdenek Zeman come allenatore e vivrà una parte di stagione positiva dove in una squadra super con calciatori come Immobile, Insigne e Verratti trova comunque il suo spazio e vince a fine anno il campionato di Serie B, il suo primo trofeo tra i professionisti, quanto basta per essere confermato anche per la successiva stagione. L’annata 2012/13 è difficile per lui e per la squadra, trova soli 2 goal nel suo primo campionato da titolare in massima serie, soffre in particolar modo il contesto non favorevole di una rosa costruita in maniera inadeguata per affrontare la Serie A e difatti retrocede mestamente con l’ultimo posto in classifica.

GLI ANNI DEL RILANCIO

Nell’estate del 2013 la Roma riscatta per intero il suo cartellino, ma il ritorno nella capitale non sarà assolutamente positivo per lui: arrivato sulla panchina Rudy Garcia, l’obiettivo è quello di rilanciare i giallorossi dopo 3 stagioni da dimenticare e con un mercato mirato la scelta è quella di puntare sull’usato sicuro, giocatori già pronti e dall’accertato rendimento, non c’è tempo di lanciare giovani inesperti e che avrebbero bisogno di un periodo di rodaggio, chiedere per ulteriori conferme ad Alessio Romagnoli che dovrà trasferirsi alla Sampdoria per trovare continuità e mettere in mostra il suo talento. Caprari gioca la miseria di 1 partita tra Agosto e Gennaio, e nel mercato di riparazione torna ancora una volta al Pescara, in Serie B, con la formula del prestito. Gli abruzzesi sono chiaramente una squadra diversa dalla corazzata nelle mani di Zeman, devono ricostruire con attenzione una rosa competitiva per giocarsi in maniera concreta la promozione; i primi mesi sono difficili, il Pescara vaga nel centro classifica e Caprari non riesce ad esprimere al meglio il suo potenziale, avrebbe bisogno di una figura in grado di trovargli la giusta collocazione in campo e di stimolarlo in maniera adeguata, e qui entra in gioco Massimo Oddo: l’ex campione del mondo subentra sulla panchina del Pescara nel corso della stagione 2014/15, riesce nel non semplicissimo compito di trovare una quadra ben precisa e soprattutto Caprari è messo al centro del suo progetto, e comincia man mano a rendere come mai aveva fatto prima. La squadra raggiunge i Play-Off e il Pescara a fine stagione riscatta interamente il suo cartellino, Gianluca sentendo la fiducia dell’ambiente e incoraggiato dai miglioramenti nitidi esplode definitivamente: un campionato di altissimo livello condito da ben 13 reti (mai così tante tra i professionisti in un’unica annata) e stagione culminata con la promozione in A dopo la finale Play-Off vinta col Trapani. In estate addirittura l’inter decide di investire sul suo talento e di acquistarlo a titolo definitivo, lasciandolo però a Pescara un’altra stagione, che vedrà i biancazzurri ancora una volta retrocedere in Serie B e terminare il campionato all’ultimo posto, tuttavia Gianluca è una delle pochissime note liete dei suoi, con 9 reti fissa il suo record personale in massima serie e fa capire che nel calcio dei grandi può starci eccome.

GLI ULTIMI ANNI E L’APPRODO A BENEVENTO

Arriva quindi ad Appiano Gentile nell’anno in cui Luciano Spalletti è incaricato di fare tutto quanto in suo potere per riportare i nerazzurri in Champions dopo troppi anni di anonimato; il tecnico toscano decide che i vari Icardi, Perisic, Candreva, Eder sono i nomi sui quali fare affidamento nel reparto avanzato e che la difesa è la zona del campo che necessita di maggiori interventi: la somma di queste due considerazioni dà come risultato che l’Inter preferisce sfruttare l’appetibilità di Caprari nel calciomercato, e viene ceduto alla Sampdoria insieme ad altri 20 milioni nell’operazione che porta Milan Skriniar in Lombardia. Sfumata nuovamente l’opportunità di giocare in una big, Caprari trova comunque una solida realtà nella Sampdoria di Marco Giampaolo, che gioca un calcio vivace e creativo trascinato da un super tridente che vede il nostro Gianluca agire alle spalle di Quagliarella e Zapata; nel nuovo ruolo si trova molto a suo agio, segna con non grande regolarità ma i suoi assist e le sue giocate sono fondamentali per permettere ai suoi due compagni di reparto di trovare la porta praticamente ogni weekend, e la Samp conclude la stagione nella parte sinistra della classifica. L’anno dopo Zapata va via, arriva Defrel, e il risultato è uguale, Gianluca riveste un ruolo fondamentale in una squadra bella da vedere e che passa il girone d’andata vicina alla zona Europa, tuttavia nel mese di Gennaio durante un allenamento subisce un tremendo infortunio: la frattura del perone che necessita di un intervento chirurgico e lo tiene fuori dal campo per 2 mesi. Gianluca vive un periodo di riadattamento non semplicissimo dopo l’operazione e la stagione successiva con l’arrivo in panchina di Di Francesco prima e Ranieri poi schemi e moduli cambiano profondamente, e Caprari non si adatta perfettamente alle esigenze tattiche dei due allenatori, ragion per cui nel Gennaio 2020 viene ceduto al Parma in prestito con diritto di riscatto. A Parma l’esperienza non è semplicissima, D’Aversa predilige un calcio che vive principalmente delle falcate sulle fasce laterali di Kulusevski e Gervinho, Caprari è un calciatore differente che rende meglio con uno stile di gioco più incentrato sul possesso palla, il matrimonio tra le parti nasce sostanzialmente sotto una cattiva stella e dopo sole 2 reti gli emiliani decidono di non riscattarlo. Questa estate tuttavia a puntare su di lui ci pensa il Benevento, che lo preleva anch’esso in prestito con diritto di riscatto: in una squadra coraggiosa, che ambisce a salvarsi in A e aprire un ciclo, con un allenatore che non ha paura di proporre calcio e di lasciare ai suoi elementi più talentuosi la libertà di esprimersi, Caprari può finalmente sfogare una volta per tutte la sua voglia di rivalsa agonistica e dimostrare che nel giusto contesto merita un posto da intoccabile in Serie A. L’inizio promette decisamente bene, sono arrivate già 3 reti in questo campionato, proprio contro le due big che decisero in tempi non sospetti di non puntare su di lui, una doppietta all’Inter e una rete alla Roma, all’Olimpico, nello Stadio che un tempo aspirava a far diventare suo: ancora una volta i disegni dall’Alto si rivelano impronosticabili per realizzazione e tempistiche. L’aspirazione a scacciare una volta per tutte le etichette, la grinta di chi vuole dimostrare di che pasta è fatto, la consapevolezza di chi già sa di star diventando un membro imprescindibile di questo Benevento: tutto questo è Gianluca Caprari.