Benevento, Inzaghi: “Contro la Juventus per tornare ad essere noi stessi, è ancora tutto nelle nostre mani. Il calo? Vi spiego…”

Filippo Inzaghi, tecnico del Benevento, ha rilasciato alcune dichiarazioni nel consueto pre-gara ad Ottochannel, presentando la sfida di domenica alle 15 contro la Juventus dell’amico Andrea Pirlo. “Contro la Juventus serve tornare ad essere noi stessi, con carattere come abbiamo abituato i nostri tifosi fino a un mese fa – ha cominciato l’allenatore giallorosso. La squadra l’ho vista bene in questi allenamenti. All’andata abbiamo sovvertito i pronostici, dobbiamo tornare a crederci come sempre fatto. Non possiamo preoccuparci soltanto di Ronaldo, ma in primis di noi stessi. Dobbiamo ritornare ad essere la squadra di cui avevano paura, perché sapevano fosse difficile fargli gol“. Sulle condizioni di alcuni calciatori importanti: “Letizia e Iago Falque credo non ci saranno, Depaoli lo valuteremo. In vista della sosta non vogliamo rischiare, giusto far giocare chi è al 100%. Mancando i due esterni di destra dobbiamo fare delle scelte, Improta terzino o pensare di giocare con due quinti e con una difesa a tre. In attacco c’è l’imbarazzo della scelta, valuterò quelli più in forma. L’esempio lampante è Insigne domenica: chi non parte, sa che quando subentra deve fare la differenza. Dobbiamo cercare di dare il massimo e fare una partita propositiva“.

Il tecnico è poi ritornato sul delicato momento che la società giallorossa sta attraversando: “La nostra fortuna è che dipendiamo ancora da noi stessi. Dopo la sosta ripartiremo avendo ancora il destino tra le nostre mani, se ce lo avessero assicurato avremmo firmato. Sappiamo di essere quelli di sempre. Se mi guardo indietro, penso che abbiamo fatto cose straordinarie. Naturalmente non siamo contenti di questo periodo, la squadra sa che deve dare di più. Ma sapevamo e avevamo messo in preventivo i nostri problemi e le difficoltà della massima serie”. Inzaghi ha specificato quanto la squadra non abbia mai perso quella mentalità che l’ha contraddistinta, spiegando i problemi del ‘crollo’ psico-fisico: “Ho sempre voluto far passare il messaggio della mentalità: se non avessimo la mentalità, non avremmo fatto 8 record e se non avessimo mentalità non saremmo qui oggi, a questo punto. All’inizio c’era una sana paura, forse il girone d’andata fatto così bene ci ha fatto un po’ mollare, ma dobbiamo subito tornare a quella concentrazione. Sapevamo dall’inizio che sarebbe stato difficile, ma sappiamo anche che quello che abbiamo fatto nelle ultime partite non è da noi. Come ricordo sempre, se sono 28 partite, in 24-25 abbiamo sempre fatto quello che dovevamo fare. Credo che abbiamo i mezzo per giocarcela contro chiunque, malgrado siamo mancati ultimamente in alcuni aspetti. Un peso può essere stato avere fuori grandi calciatori, Iago Falque non lo abbiamo quasi mai avuto, Letizia fuori da 70 giorni. Tutto questo deve darci carica e farci rimboccare le maniche durante la sosta. Nel girone d’andata abbiamo fatto qualcosa in più, mentre oggi siamo un po’ sotto. Dobbiamo trovare l’equilibrio e giungere a quei 12-13 punti che ci permetterebbero la salvezza”.

Il tecnico non ha potuto non spendere alcune parole sull’ex centrocampista della Roma Daniele De Rossi, entrato a far parte dello staff di Mancini: “Contento per De Rossi che è entrato nello staff di Mancini, penso che inizi nel modo giusto e credo che diventerà un grande allenatore. Può imparare tanto e penso che può dare tanto alla Nazionale”. Infine, nuovamente sul Benevento: “Dobbiamo ritrovare spensieratezza e voglia di giocare. Nessuno può togliermi le soddisfazioni che ho avuto, abbiamo tutto nelle nostre mani e questo deve darci una grande carica“.