Juve Stabia, Padalino: “Nostri risultati sotto gli occhi di tutti, contro la Paganese l’ostacolo principale sarà la stanchezza.”

Ecco le dichiarazioni di Pasquale Padalino, tecnico della Juve Stabia, alla vigilia del match che vedrà le Vespe fronteggiare la Paganese nell’ennesimo derby campano di questo girone.

Dopo un periodo molto difficile e tante critiche troppo severe la Juve Stabia sta finalmente trovando continuità di risultati. Quanti sassolini si sta togliendo dalle scarpe e quanto è orgoglioso del lavoro suo e dei ragazzi?

“Sono orgoglioso dei ragazzi perché sto vedendo in loro una consapevolezza che prima non c’era per tante motivazioni, ma che abbiamo sempre creduto sarebbe arrivata col tempo, perché i giocatori hanno sempre mostrato una grande voglia di crescere e di imparare giorno dopo giorno, e più delle abilità tecniche questo atteggiamento prima o poi ti porta sempre soddisfazioni. I risultati poi spesso dipendono da episodi favorevoli o sfavorevoli, ma il mio orgoglio sta nel fatto che a prescindere da quello che può essere il punteggio di una gara la squadra si riconosce in una identità di gioco e ha la mentalità che può farti puntare in alto, questo è il più grande sassolino che mi potessi togliere”.

Nonostante i tanti goal fatti nelle ultime partite, grandi elogi vanno fatti ai 3 giovani difensori che stanno riuscendo a non far rimpiangere Troest. Ma quando tornerà il danese a disposizione? E in generale com’è la situazione in infermeria?

“La situazione in infermeria è che ci sono circa 10 indisponibili. Ai soliti noti si sono aggiunti Borrelli, Russo che è stato operato, Esposito che ha avuto un risentimento muscolare, Cernigoi e Troest non sono ancora disponibili, neanche Suciu che ha avuto un problema al polpaccio: in 8 sicuramente domani non ci saranno, poi Orlando e Garattoni sono in dubbio. Non posso sapere i tempi di recupero per nessuno di loro e su Troest posso dire solo che sta lavorando per tornare al meglio e contiamo di averlo totalmente a disposizione dopo la sosta”.

Venite da 5 vittorie consecutive in trasferta e state inseguendo il record stagionale della Ternana, a quota 7, ma qual è l’insidia principale in vista del match di domani?

“Essendo un derby si tratta di una partita a sé, nella quale entrambe le formazioni avranno un ardore e una determinazione particolare. Noi veniamo da un periodo di tante partite ravvicinate, con una gara ogni 3 giorni è difficile preparare una sfida a prescindere dall’avversario che ti trovi davanti, in un lasso di tempo così breve qualcosa per strada lo lasci per forza. Diventa difficile far arrivare i ragazzi alla partita in una forma mentale e fisica ottimale, questa è la difficoltà maggiore e spero solo che non condizioni più di tanto una partita del genere”.

La Juve Stabia ha raggiunto alti livelli dopo un periodo difficilissimo, dopo la sconfitta con la Casertana si parlava addirittura di esonero. Cosa è scattato in lei e nella squadra?

“Non è scattato nulla, io sono sempre stato lo stesso e ho sempre dato tutto quello che le mie competenze e la mia esperienza mi permettevano. Semplicemente in determinate situazioni c’è bisogno di tempi tecnici, come nella stagione primaverile avviene con la fioritura, anche nel nostro lavoro occorre pazienza; io sono nell’ambiente da tanti anni, ho ormai fatto il callo a sentire tante voci e tante critiche, che talvolta sono anche giuste, ma io invito sempre a mettersi nei panni dell’altro quando si giudica, provare a capire che noi allenatori dobbiamo spesso vedere, accettare, sopportare e risolvere situazioni che non sono di immediata soluzione come può sembrare dal divano di casa. L’esonero nello specifico non mi ha mai preoccupato, ho sposato questo progetto mettendo in conto che ovviamente fosse una possibilità, e mi è già capitato in passato di subire una decisione del genere, che in alcuni casi mi è sembrata anche ingenerosa e immotivata, ma forse in quella situazione sarei dovuto essere io a mettermi nei panni dell’altro per accettare più serenamente la scelta. Tuttavia non vivo di rivincite, soprattutto quando i risultati sono gli occhi di tutti, e non parlo dei punti e delle vittorie ma dell’atteggiamento e della mentalità acquisita che ci rende fieri di far parte di questo progetto e di questo gruppo”.

Per la sua squadra quale colonna sonora sceglierebbe come colonna sonora tra ‘La mia banda suona il rock’ di Ivano Fossati e ‘Vado al massimo’ di Vasco Rossi?

“(ride ndr) Beh anche se sotto certi aspetti entrambe possono descriverci, quella di Vasco Rossi la terrei da parte per ora: ‘Vado al massimo’ vorrei dirlo tra un po’, nonostante le ultime ottime prove sono convinto che questa squadra abbia ancora dei margini di miglioramento e non sia alla sua forma massima. Anche quella di Ivano Fossati però aspetterei ad utilizzarla, perché questa banda a volte ha suonato il rock ma non sempre come avremmo voluto, per cui entrambe le canzoni vorrei utilizzarle come colonna sonora in un secondo momento, tra un po’, tuttavia se proprio devo scegliere per questo momento vado con quella di Fossati”.

Lei forse non lo sa ma ha già scritto una pagina di storia con questo Club: la Juve Stabia per la prima volta nella sua storia ha vinto 5 trasferte consecutive, battendo il precedente record di 4 della stagione 2009/10. Quanto si sente responsabile di questa clamorosa metamorfosi, dopo che avevate vinto una sola trasferta in tutto il girone d’andata? E con quattro trasferte e due sfide casalinghe in calendario da qui alla fine della stagione regolare, crede questo possa essere per voi un vantaggio decisivo per chiudere al meglio?

“Lo sarebbe con la presenza del pubblico, ma con gli stadi vuoti la differenza tra casa e trasferta è veramente esigua, e di questo ci dispiace perché la pandemia sta privando lo sport di tante cose. A tal proposito ci tengo a esprimere il cordoglio da parte mia e dello staff per la perdita in casa Cavese di Antonio Vanacore, esprimiamo la nostra vicinanza alla sua famiglia, ai suoi collaboratori e alla società, non sarà per niente facile continuare il proprio percorso con l’assenza di qualcuno che fino a poco fa sapevi di avere vicino, a loro va davvero il mio augurio di ripartire e di continuare a perseguire i loro obiettivi nella memoria costante del buon Antonio. Tornando al discorso principale, io mi sento responsabile del cambiamento ma come lo siamo tutti, nessuno da solo può dare ciò che dà l’intera squadra, nel bene e nel male le responsabilità ce le prendiamo sempre tutti, in ogni settore della società. Il merito di noi tutti è di aver trovato l’armonia giusta, aver capito dove siamo e per cosa lottiamo, questo ci ha permesso di scrivere una pagina importante di storia che magari ci farà essere ricordati nel medio-lungo termine, e di questo sono felice ed orgoglioso come tutti per aver regalato una gioia del genere ai tifosi”.