Napoli: le due gare perfette e i rimpianti per ciò che poteva essere e non è stato

Dopo la vittoria di San Siro, il Napoli ha sbancato anche l’Olimpico di Roma trovando la terza vittoria consecutiva in campionato. Ottenuti sei punti nei due scontri diretti consecutivi in trasferta contro Milan e Roma. Con i giallorossi un’altra significativa prova di forza dopo quella di sette giorni prima in quel di Milano. In entrambe le occasioni gli uomini di Gattuso hanno fornito una prestazione autoritaria, due gare approcciate ed interpretate alla perfezione, con carattere, personalità e con l’atteggiamento giusto sotto l’aspetto sia tattico che mentale. Questi sono sicuramente dei segnali molto importanti, il gruppo ha finalmente ritrovato l’armonia e la serenità, oltre alla fiducia in se stesso e nel proprio calcio.

Il successo contro la formazione di Pioli era stato di buon auspicio, ma si attendevano conferme proprio a partire dal delicatissimo scontro diretto in chiave Champions di Roma. L’esame è stato superato a pieni voti, impartendo una lezione di calcio alla formazione guidata da Fonseca. I partenopei all’Olimpico sono stati totalmente padroni del campo, spingendo sull’acceleratore sin dal primo minuto. Un Napoli dominante e propositivo da subito, che ha palleggiato con qualità ed efficacia riuscendo ad imporre il proprio gioco in lungo in largo e schiacciando la Roma dentro la propria area con una gran pressione offensiva.

Saliti in cattedra diversi uomini. Mertens è tornato ad essere decisivo e l’ha fatto da vero fuoriclasse, ricordando a tutti di essere un trascinatore ed un leader tecnico e carismatico di questa squadra. Non è ancora al top della condizione, ma ha sbloccato il match con un tocco di classe, che equivale al classico colpo del campione capace di estrarre il coniglio dal cilindro in qualsiasi momento. Ciro mette a segno il gol del vantaggio con un magistrale calcio di punizione, un gran destro che si è infila all’angolino sul palo di Pau Lopez. E poi, dopo aver ricevuto un assist al bacio da Matteo Politano, ha siglato la sua doppietta personale e raggiunto quota 100 reti in Serie A tramite un colpo di testa. Inoltre c’è stato un Lorenzo Insigne nuovamente di una preziosità rara e straordinaria, il capitano è una vera e propria garanzia e certezza. “Il Magnifico” anche all’Olimpico ha offerto uno spettacolo per gli occhi esaltando la sua tecnica sopraffina, inoltre ha lavorato tanto per la squadra sacrificandosi in fase di non possesso. Il secondo gol nasce da un suo spiovente di pregevole fattura a premiare l’inserimento di Politano. Fate presto per il rinnovo!

Conferma alla grande il suo stato di grazia anche Zielinski, Piotr danza sul pallone e incanta a suon di giocate d’alta scuola, esprimendo a pieno la sua classe cristallina. Il momento tanto atteso sembra essere arrivato. Il polacco, manifestando in toto tutto il suo talento e diffuso bagaglio tecnico, sta trovando la tanto invocata continuità di prestazioni che gli mancava per compiere il definitivo salto di qualità ed essere definito un top player a tutti gli effetti. Il classe 1994 sarà tra i pilastri del Napoli futuro e si spera che negli anni si potrà parlare della stagione attuale, come quella della sua consacrazione. Spicca anche il duo di mediana Fabian Ruiz-Demme. Il centrocampista tedesco è un piccolo guerriero, ha fatto egregiamente da schermo davanti la difesa e attirato a sè ogni pallone come una calamita, determinante non poco per l’equilibrio della squadra. Al fianco dell’ex Lipsia un Fabian Ruiz in crescita, lo spagnolo ha contribuito nel dare qualità allo sviluppo della manovra e dato un buon apporto anche in fase di interdizione. Bene anche la difesa, secondo clean sheet consecutivo. Nell’ultima mezz’ora della ripresa, i partenopei hanno abbassato il proprio baricentro, ma la gestione del parziale è stata piuttosto tranquilla. Oltre al palo esterno colpito da Pellegrini, la retroguardia partenopea ha lasciato le briciole alla Roma.

Dunque un Napoli che con la rosa al completo torna ad esaltare gli animi e a trasmettere un certo senso di benessere nel vedere all’opera questa squadra. Ma allo stesso tempo sale il rammarico pensando a ciò che poteva essere e non è stato, al blackout tra gennaio e febbraio, ai tanti punti lasciati per strada contro avversari non irresistibili e all’eliminazione dall’Europa League per mano del modesto Granada. La squadra sta chiaramente dimostrando che le proprie potenzialità le avrebbero permesso di ambire molto in alto in questa stagione e che, gli innumerevoli infortuni e i tanti impegni ravvicinati senza poter usufruire di diversi uomini chiave, hanno inciso non poco sul rendimento di risultati e prestazioni.

Le vittorie di Roma e Milano rappresentano il riscatto anche di Rino Gattuso che, impostando in maniera eccellente due gare così delicate e quasi da dentro o fuori per la corsa Champions, si è scrollato di dosso le critiche. Il tecnico calabrese ha commesso i suoi errori nel corso dell’annata, ma non c’è dubbio che il non aver mai avuto a sua disposizione l’intero organico ha intaccato il suo operato. L’addio a fine stagione sembra ormai scontato, anche in caso di ripensamenti da parte del presidente De Laurentiis. Gattuso si è legato al dito l’accaduto nel post Verona-Napoli e il silenzio del club dinanzi alle tante voci sul suo conto. La realtà è che, se come ci si augura gli azzurri disputeranno un finale di stagione in crescendo, continuando a mostrare passi in avanti nel gioco e soprattutto raggiungendo il fondamentale traguardo della qualificazione alla prossima Champions League, Ringhio meriterebbe la riconferma. Sarebbe un vero peccato interrompere il rapporto una volta trovata la quadra. Ma, per i motivi sopra citati, è probabile che anche un’eventuale rinnovata fiducia da parte del patron potrebbe non bastare per convincere l’allenatore a restare.

Però ad oggi le priorità sono ben altre. La concentrazione deve essere tutta su questo finale di stagione, nel proseguire sulla strada intrapresa e nel dare una continuità sempre maggiore ai risultati e alle prestazioni. Per i prossimi due mesi, due come i punti che separano il Napoli dalla zona Champions, passa il futuro del club.

Nel frattempo ben quattordici calciatori azzurri sono impegnati con le rispettive nazionali. Nessuno sarà a Castel Volturno prima del 31 marzo, in tanti torneranno addirittura il giorno 1 aprile, ovvero appena 48 ore prima di Napoli-Crotone. Non resta che pregare e sperare che questa sosta non provochi danni, ma è ormai noto che in occasione delle pause per le nazionali il pericolo è sempre dietro l’angolo. Ma ora, considerata l’emergenza Covid, i calciatori sono esposti a rischi ancora maggiori rispetto al solito.