Allo scoccare della prima, vera, grande pausa estiva dall’inizio della pandemia sono ritornate quelle piacevoli consuetudini come i ritiri, le amichevoli e, soprattutto, il calciomercato. Non si può, però, negare che tutte queste dinamiche volte a preparare le squadre per la stagione che verrà abbiano subìto dei cambiamenti sostanziali nella loro conduzione. Tamponi giornalieri, calciatori vaccinati oppure contrari al vaccino, cancellazioni frequenti di amichevoli e tornei con squadre estere: ecco solo alcuni dei punti salienti di un’estate calcistica in cui il punto caldo per eccellenza, ovverosia quello sulle trattative di mercato dei calciatori, è più freddo che mai.
La realtà economica che fa da sfondo al calcio italiano, e che tutte le squadre si trovano a dover fronteggiare, consiste in una notevole mancanza di ricavi a fronte di investimenti – non solo su calciatori – che, per mantenere viva una società di calcio, sono pressoché indispensabili. Ecco, dunque, che, sull’altare di un imperativo che è “sopravvivere”, almeno in Italia e almeno per un paio di sessioni di mercato, si dovrà sacrificare lo spettacolo di un campionato parallelo, dove un aeroporto o l’ingresso della sede del club spesso assumevano i contorni di uno stadio dove i tifosi si recavano per acclamare campioni dai nomi altisonanti acquistati a peso d’oro. La consapevolezza di tali difficoltà ha portato, perciò, la maggioranza delle squadre italiane a dover “valorizzare” il proprio roster di calciatori anziché rifondarlo o integrarlo in modo massiccio con nuovi innesti; motivo per il quale, quello che si concluderà il 31 agosto sarà ricordato quasi esclusivamente per il calciomercato degli allenatori.
I 3/5 delle squadre di A hanno cambiato guida tecnica per motivi differenti ma, in ogni caso, tutti riconducibili a due diversi ordini di progetto:
mantenere l’assetto tattico di base della precedente gestione continuando ad esaltarne i punti di forza e lavorando sugli interpreti, con lo scopo di affinarne le doti in funzione del collettivo.
È, senz’altro, il caso del nuovo corso del Napoli targato Luciano Spalletti. L’allenatore di Certaldo proverà a dare un seguito al buonissimo percorso della squadra con Gattuso nel girone di ritorno – nonostante ancora pesi il mancato accesso in Champions – sulle ali del 4-2-3-1. A proposito di ali, importanti novità sono attese dal mercato, dove è attesa un’offensiva per portare in azzurro un vecchio scudiero proprio di Spalletti, vale a dire il terzino sinistro del Chelsea Emerso Palmieri. Da monitorare, invece, la situazione legata alle uscite con la delicata questione legata al rinnovo di Insigne e le sirene straniere per i gioielli Zielinski, Fabian e Koulibaly.
Lo stesso discorso si può fare per l’Inter che Simone Inzaghi proverà a condurre verso la conquista della seconda stella, riproponendo, sostanzialmente, lo stesso 3-5-2 – certamente di “contiana memoria” in quel di Appiano Gentile – con cui si è affermato, sulla panchina della Lazio.
La caccia al titolo passa, anche in questo caso, per un mercato in divenire, con un Çalhanoğlu in più nel motore di centrocampo come erede di Eriksen, ma con un erede di Hakimi – ceduto al PSG – ancora senza un nome. Sempre frequenti, in riferimento a ciò, i contatti con il Cagliari per Nandez e, parallelamente, per il passaggio di Nainggolan in Sardegna, per un’Inter che punta anche a liberarsi dagli ingaggi pesanti.
Anche nella Genova blucerchiata, dove si è scelto di virare su Roberto D’Aversa, la strategia è quella di procedere lavorando nel solco tracciato da Ranieri, affidandosi ad un profilo che garantisca, in modo analogo, pragmatismo, velocità e solidità in difesa In casa Samp, il mercato rischia di essere condizionato dalle uscite di alcuni pezzi da novanta emersi nell’ultima stagione e anche in occasione dell’Europeo appena concluso, vale a dire Jankto e, soprattutto, Damsgaard. Occhio al mercato di Thorsby, su cui ci sarebbero stati anche dei sondaggi del Napoli.
Coraggiosa, invece, la scelta del Sassuolo di puntare sull’ex timoniere dell’Empoli Dionisi – all’esordio assoluto su una panchina di Serie A – dimostrando di non avere alcuna intenzione di sconfessare l’ottimo percorso triennale tracciato da De Zerbi, emigrato in terra ucraina;
cambiamento netto rispetto al recente passato che investe, in alcuni casi, la mentalità all’interno dello spogliatoio e in altri, in modo più diretto, il sistema di gioco. La Juventus, con il ritorno di Max Allegri, ha, di sicuro, dimostrato di essere disposta a fare un passo indietro rispetto ai propositi di bel gioco e spettacolo, in nome di una solidità mentale, la cui assenza ha condizionato, in negativo, le due precedenti gestioni. Il mercato della Juventus ruota attorno ai nomi di Manuel Locatelli e di…Cristiano Ronaldo. Se il centrocampista del Sassuolo è da tempo promesso sposo dei bianconeri, il fuoriclasse portoghese potrebbe non essere poi così certo di continuare il suo matrimonio con la Vecchia Signora.
Anche la capitale, quest’anno più che mai, può sentirsi autorizzata a sognare, dal momento che sulle panchine di Roma e Lazio si sono seduti due maestri come Josè Mourinho e Maurizio Sarri. Se per i giallorossi ci si aspetta un’evoluzione soprattutto nello spirito e nella maturità, per la Lazio, la figura del mister di Val d’Arno dovrebbe essere garanzia di spettacolo in campo, dati i suoi indimenticabili trascorsi nel Napoli.
Tuttavia sembra esserci già qualche grattacapo per lui, con i potenziali “mal di pancia” di Luis Alberto e Correa, dopo i primi giorni di ritiro e, in generale, con un mercato in entrata che stenta a decollare. Per Mourinho, invece, sono da registrare già due innesti importanti, come il nuovo portiere titolare Rui Patricio e la freccia sinistra Matías Viña, nell’attesa che si sblocchi la trattativa per portare in giallorosso Xhaka dall’Arsenal.
Sulla base di queste considerazioni si può tentare di stilare una prima griglia con i piazzamenti in classifica del prossimo campionato di Serie A. Sembra che la Juventus abbia già colmato il gap con l’Inter, grazie proprio alle scelte di gestione dello spogliatoio. Pertanto, dopo un anno, i bianconeri sembrano essere i favoriti numero uno per la vittoria del titolo. Difficile, tuttavia, ad oggi, pensare che i campioni d’Italia in carica possano andare incontro ad un’involuzione tale da perdere terreno, addirittura, dalle prime due posizioni. Le altre due squadre qualificatesi in Champions, ovvero Milan e Atalanta, vorranno, sicuramente, migliorare il precedente piazzamento e, per ora, ciò è testimoniato da un mercato di rara oculatezza, con i riscatti di Tomori, Tonali e Brahim Diaz e gli acquisti di Maignan, Giroud e Ballo Tourè per i rossoneri e l’acquisto di Musso per i bergamaschi. Il Napoli, di certo, non potrà che beneficiare di un effetto Spalletti, un vero e proprio fattore che fino ad ora, però, non ha goduto della risonanza che forse meriterebbe. Il gioco e il basso profilo potranno essere le carte giuste per risalire la china e rispondere agli scettici. Insieme ai Partenopei, anche Lazio e Roma sono chiamate a dare delle risposte importanti dopo i botti estivi esplosi sulle due panchine.
Non resta, dunque, che attendere di capire come si evolveranno le trattative già impostate e su quali nuovi profili vireranno le diverse società.
Francesco Monda
