Benevento, Vigorito: “Sogno la serie A per restarci, non affrettiamo i giudizi. Su retrocessione e De Laurentiis…”

Nella serata di ieri, il presidente del Benevento, Oreste Vigorito, è stato ospite della trasmissione Ottogol, in diretta sul canale 696 del digitale terrestre. Tanti i temi affrontati dal patron – come riportato da Ottopagine – della società sannita, a partire dal momento che la squadra di Caserta sta vivendo: “Non bisogna trarre giudizi affrettati dopo queste prime tre gare, e nemmeno disperarci – ha sottolineato Vigorito. Caserta l’ho scelto perché non ne avevo più di vedere una squadra che non avesse gioco, e soprattutto perché sa relazionarsi bene all’ambiente, ai calciatori ed essere diretto. È una qualità che mi colpì giù quando il tecnico era alla Juve Stabia. Mi piacerebbe vincere attraverso un’identità di gioco, ma non mi piacciono i condizionamenti provocati da certi commenti. Se Improta avesse segnato contro il Lecce, certe parole non ci sarebbero state. Questo non mi piace per niente”. In prospettiva: “Quest’anno sarà un campionato difficile, sarà importante vincere gli scontri diretti. Quello che non abbiamo fatto in A, altrimenti ci saremmo salvati”.

Ed è proprio sulla scorsa retrocessione che il presidente giallorosso è tornato a parlare brevemente: “Non c’è l’abitudine di incolpare soltanto una persona per la scorsa retrocessione. Quando nel calcio si fallisce, le colpe sono di tutti – ha precisato Vigorito. Non ho trasmesso il fatto che sono io il primo ad essere molto deluso. Nel girone di ritorno non eravamo più la squadra che era partita in campionato. Pensavo che con il mercato di riparazione le cose potessero andar meglio e l’ho pensato anche quando abbiamo vinto a Torino contro la Juventus. Avevamo gli scontri diretti in casa”. E su Inzaghi: “Alle prime difficoltà abbiamo fatto blocco tutti insieme, è stato un allenatore da record in B e questo non poteva essere trascurato. Quando poi nel girone di ritorno le cose non sono andate bene nessuno poteva sostituirlo. Se ci aggiungiamo il rendimento, al di sotto delle aspettative, di qualche calciatore, capiamo l’insieme dei fattori che ci hanno fatto retrocedere”. L’obiettivo, però, resta soltanto uno: “Sogno ancora di ritornare in A per restarci. È un peccato perché già l’anno scorso stavamo gettando le basi per una squadra da metà classifica, acquistano calciatori come Talbi”.

Il patron è anche ritornato sul rapporto con De Laurentiis e su alcune frasi interpretate male: “Ho specificato che non necessariamente due presidenti devono collaborare, ma sarebbe certamente bello se due società, con storie e dinamiche diverse, trovassero il punto d’incontro per avviare delle sinergie. Il mio modo di pensare calcio è diverso da quello di De Laurentiis. Per me il calcio è innanzitutto gioia, un fenomeno sociale oltre che sportivo per riavvicinare i giovani d’oggi. Ma se deve diventare una politica sui biglietti o una trasfusione di calciatore, non potrà mai piacermi. La rivalità con Aurelio c’è su questo – ci tiene a precisare il presidente dei sanniti. Napoli? Mi piace vederlo vincere, ma non contro il Benevento”.

Infine, una somma sul mercato estivo e sul modo in cui la società l’ha gestito: “Non credo che a centrocampi possano arrivare calciatori migliori di quelli che abbiamo – ha sottolineato Vigorito, che però non esclude un altro innesto. È probabile che interveniamo sugli svincolati, ma Acampora, Calò, Ionita, Tello e il giovane Talia sono una garanzia”. Su Lapadula: “È un calciatore di una professionalità incredibile. Non ci ha nascosto il suo desiderio di andare in serie A, ma ha anche sottolineato che, qualora non se ne fosse fatto niente, sarebbe rimasto a totale disposizione del tecnico e della società. C’è stata un’offerta nelle ultime 48 ore, avevamo il sostituto che però a quel punto era sfumato. Gianluca (Lapadula, ndr) ha capito la situazione ed è rimasto”. Poi, su Ionita e Brignola: “Per Ionita ho ricevuto un’offerta a sei zeri dall’estero. L’ho rifiutata e il centrocampista è stato felice di rimanere. Enrico? Ha una forza di volontà impressionante, ci teneva a ritornare a Benevento e lo abbiamo accontentato con un’altra possibilità”.

La chiusa sul Vigorito presidente: “Mi sono avvicinato al calcio non per soldi, ma per amore. Questa è una città vera, tanti sono passati di qui e tanti hanno sudato. Alla prima partita c’erano 262 spettatori, ora ci sono bambini che vestono non soltanto la maglia di Juve, Inter e Milan, ma anche quella del Benevento. Non potrò mai dimenticare la gente che mi è stata vicino e che ha pianto con me nei momenti di difficoltà”.