Portici, Sarnataro ritorna a casa: “È un’emozione ritrovarsi dopo 8 anni. Vengo alla cultura del lavoro, e sulla mia squadra…”

Durante la presentazione allo stadio San Ciro del Portici 1906 ha parlato, ai microfoni dell’addetto stampa, il nuovo tecnico Salvatore Sarnataro. Un ritorno gradito nella sua città dopo ben 8 anni dalla sua ultima panchina – fu artefice del percorso del Portici dalla Terza Categoria all’Eccellenza, ci ritorna ora, pronto all’esordio in serie D. “Casa è sempre casa, inutile nasconderlo. C’è soddisfazione e c’è emozione di ritrovarsi qui 8 anni dopo – ha esordito il nuovo allenatore azzurro. C’è tanta voglia di battagliare perché abbiamo tatuata Portici nei nostri cuori. Credo di essere arrivato al momento giusto: quando sei alla prima esperienza in serie D, la paura può darti la giusta concentrazione per affrontare il campionato. Al resto ci penserà l’entusiasmo. Una stagione si prepara soprattutto con la giusta umiltà, stiamo lavorando sodo e il lavoro paga sempre. Siamo un squadra giovane, ma stiamo lavorando come si deve. Forza Portici, sempre e comunque”.

Poi, raggiunto dai microfoni di Campania nel Pallone, dopo la presentazione, il tecnico s’è soffermato ancora sul ritorno al Portici: “C’è un misto di emozioni per essere ritornato con una maglia a cui tengo particolarmente essendo porticese. E poi la gioia, la soddisfazione di andare a fare un campionato importante e di misurarci con piazze blasonate”. Sulla sua carriera, il tecnico non ha dubbi: “Mi sono dovuto guadagnare la serie D sul campo. Vengo dalla gavetta, dalla cultura del lavoro, da dove nulla è facile e bisogna stare sempre attenti, concentrati, lavorando con meticolosità. Rappresentare il Portici significa avere tante preoccupazioni che però si trasformano in soddisfazione ed entusiasmo. Questo serve a gettare il cuore oltre l’ostacolo”. Poi le dichiarazioni sul girone a 20 squadre – non era mai capitato in serie D: “Ci saranno turni infrasettimanali, ma noi dobbiamo lavorare come stiamo facendo senza fare calcoli. Bisogna affrontare tutte le partite come se fossero finali e raggiungere prima possibile la salvezza. Solo così si può provare ad alzare l’asticella. Le trasferte in Sicilia sono più insidiose perché sono più distanti, ma ce la giocheremo”.

Infine, mister Sarnataro è ritornato con la mente al periodo difficile che ci siamo lasciati alle spalle: “C’è una gioia immensa ritornare a fare calcio in tempi più ‘normali’. Per chi vive lontano dal terreno di gioco diventa difficile in una situazione come quella che abbiamo affrontato. Ci ritroviamo, però, ancora qua e quando lo facciamo sembra che i problemi restino da parte. Siamo dei privilegiati. Il Sarnataro non-allenatore è una persona molto equilibrata, che non si esalta nei momenti di grande positività e non si deprime nei momenti di difficoltà. La mia forza è l’equilibrio, insieme all’umiltà e alla cultura del lavoro”. Sul Portici che sarà: “Sarà una squadra camaleontica e non monotematica. Giocheremo con vari modulo e saremo capaci di capire quando è il momento di fare la partita e quand’è il momento di contenersi. La squadra è giovane, sappiamo di partire leggermente sfavoriti, ma vogliamo che il campo ci dica altre cose”.

Foto: Portici 1906