Juve Stabia, Stefano Sottili si presenta. LA CONFERENZA STAMPA INTEGRALE

Una conferenza stampa di primaria importanza quella tenutasi oggi in casa Juve Stabia: infatti si è tenuta la presentazione del nuovo allenatore, Stefano Sottili, il quale avrà il compito di subentrare al collega Walter Novellino e al traghettatore Eduardo Imbimbo e di contribuire alla risalita del Club, che viene da tre sconfitte consecutive e si trova pericolosamente vicino alla zona Play-Out. Inoltre, si è parlato ovviamente del match di domani pomeriggio contro il Messina. Questa la conferenza stampa completa, con la presenza anche del direttore generale/amministratore unico Vincenzo Todaro e il direttore sportivo Raffaele Rubino:

Domanda: Mister lei è stato a Castellammare molteplici volte da avversario: la prima col Carpi, poi anche in altre occasioni con Varese e Viterbese. Ora invece è qui nelle vesti di capo allenatore, cosa l’ha convinta ad accettare questo incarico?

Stefano Sottili: “A Castellammare non si può dire no, a meno che uno non abbia problemi di natura familiare legati alla distanza. Questa è una piazza importantissima, ritengo che ci siano tutte le potenzialità per raggiungere l’obiettivo minimo che la società mi ha richiesto, e ho accettato con grande entusiasmo”.

Domanda: Mister lei ha parlato di obiettivo minimo che la società le ha posto, possiamo sapere in che cosa consiste? Confermare la zona Play-Off dell’anno scorso oppure conquistare una salvezza senza troppi patemi?

Stefano Sottili: “Secondo me se con questa squadra a disposizione mi si chiede la salvezza non siamo in linea con il reale potenziale. Questa è una rosa che deve arrivare tra le prime dieci, questo è ciò che mi è stato giustamente chiesto: poi ovvio che tra le prime dieci non significa necessariamente arrivare decimi, quello è il minimo per l’appunto, ma io sono convinto che gli obiettivi ce li si crea anche strada facendo, e possono anche perché no essere migliorati”.

Domanda: Mister sappiamo che subentrare a stagione in corso non è mai semplice, lei per giunta lo fa in un momento particolare, con la terza partita disputata in soli sette giorni, qual è il lato più difficile di una situazione del genere?

Stefano Sottili: “Sicuramente il fatto che ad ora ho avuto un solo allenamento, e tra poche ore saranno due, per conoscermi meglio con i ragazzi. Chiaro che preparare una partita in un lasso di tempo così breve è difficilissimo, ovvio che avere una settimana di tempo sarebbe stato l’ideale per un debutto, però conto sulla voglia di rivalsa della squadra, che deve dimostrare di poter rendere meglio rispetto a quanto fatto fino ad ora”.

Domanda: Mister, la società ha spesso parlato di progetto a medio-lungo termine, possiamo sapere qual è la durata del contratto da lei firmato? E inoltre, che idea si era fatto da esterno della situazione Juve Stabia?

Stefano Sottili: “Con la società c’era la possibilità di firmare anche un contratto pluriennale, sono stato io a dire di no. Voi penserete sicuramente ‘questo è pazzo’ ma non mi sembrava giusto, ho detto al direttore e all’avvocato ‘firmiamo per quest’anno, poi mi direte voi se merito una conferma o meno’. C’è solo un’opzione di rinnovo automatico, in caso di promozione, per il resto nulla di scritto o garantito, la scadenza è al 30 Giugno prossimo. Per rispondere all’altra domanda, mi ero fatto l’idea che questa squadra abbia tutte le carte in regola per fare i Play-Off, poi è ovvio che nello sviluppo di un’annata ci son delle cose che possono andare storto: alcuni ragazzi hanno preso il Covid ad esempio, e questo sicuramente non aiuta. Poi se la società ha optato per un cambio alla guida tecnica, evidentemente pensava che ci fossero le basi per fare meglio”.

Domanda: La società ha sempre dato grande importanza alla crescita dei giovani, linea condivisa anche dal suo predecessore. Lei è dello stesso avviso o cambierà qualcosa a riguardo?

Stefano Sottili: “A me non è stato chiesto nulla in tal senso. I giovani giocheranno quando e se lo meriteranno, se io riterrò che in quel momento possano effettivamente dare qualcosa in più, non perché devono essere messi in bella mostra e far guadagnare qualcosa alla società, questo sia ben chiaro a tutti. Poi non siamo ipocriti, ovvio che se a fine anno arrivano due, tre, quattrocentomila euro grazie ai giovani questo è solo positivo, perché quei soldi possono contribuire alla crescita economica, strutturale e sportiva della Juve Stabia, ma ripeto: ne ho parlato con la società, zero vincoli, ho carta bianca, giovani o non giovani gioca chi merita, sempre”.

Domanda: Mister come ha trovato i ragazzi psicologicamente al primo allenamento? E ha già in mente un modulo da utilizzare con questa squadra a disposizione?

Stefano Sottili: “Diciamo che il primo allenamento è stato fatto in maniera un po’ inusuale, ho preso la squadra pochissime ore dopo la partita di Monopoli, e quindi con un carico di lavoro addosso diverso tra i vari elementi: quelli che non hanno giocato è ovvio fossero un pelo più freschi, mentre quelli con più minuti nelle gambe hanno un attimo bisogno di scaricare e ritrovare la condizione, quindi essendo tutto un po’ sballato la mia è una valutazione ancora in corso d’opera. Psicologicamente ho trovato un gruppo rammaricato, perché i ragazzi mi hanno trasmesso di avere la consapevolezza che possono fare molto meglio di così, percepisco da parte loro un grande senso di responsabilità verso la piazza e questo è solo un bene. Sul modulo si, ho una mia idea e non te la dico (ride ndr.). Innanzitutto diciamo che la mia idea non è invariabile, non sono un integralista e anzi sono convinto che un bravo allenatore deve saper essere dinamico in determinati momenti della stagione, però come detto non ti rivelo il mio modulo iniziale perché tra le tante ostilità voglio riservarmi un minimo vantaggio, e lasciar arrivare il mio collega alla partita col dubbio”.

Domanda: Parlando del suo collega che affronterà domani, Eziolino Capuano: un ex Juve Stabia, allenatore esperto che fa giocare male i suoi avversari; lei ha parlato di specifici obiettivi per questa stagione, ma a guardare la classifica oggi questo rappresenta uno scontro salvezza, visto che i punti di distacco sono solo 2. Crede che questo possa generare nei ragazzi l’ansia del ‘dobbiamo vincere per forza’?

Stefano Sottili: “No, nel calcio l’ansia non ci deve essere. Lo sappiamo che i risultati sono importanti sempre, ma questa non è una cosa che deve generare quel tipo di ansia, perché sono dinamiche che esistono da sempre nel mondo del calcio e ne devi avere consapevolezza. L’obiettivo e la mentalità devono sempre essere volti a provare a vincere, anche quando al Menti ci verrà il Bari: non importa chi hai davanti, l’obiettivo deve essere sempre quello di fare tutto il possibile, dare tutto quello che hai in quel momento per vincere. Poi a volte non succede, e nel caso vuol dire che i tuoi avversari sono stati più bravi, può esserti andato storto qualcosa, ci sono mille motivazioni possibili, ma devi vivertela con ‘serena determinazione’. Conosco il Messina, conosco il mister Capuano e so quanto sia capace: sarà una partita probabilmente sporca, dovremo essere pazienti anche se i nostri tifosi lo saranno un po’ di meno (ride ndr.), noi dovremo essere lucidi e calmi, senza voler fare tutto e subito perché la frenesia contro squadre così gioca brutti scherzi. La partita non dura 20 minuti, finisce solo quando arbitro fischia, come diceva il buon Boskov”.

Domanda: Cosa si sente di dire ai tifosi, probabilmente demoralizzati dopo l’ultimo deludente periodo?

Stefano Sottili: “La piazza è particolare, estremamente passionale, e posso garantire che è tanto rispettata dagli avversari: ricordo non solo da allenatore, ma anche da calciatore quando arrivavamo qui era sempre un ‘ragazzi concentrati, andiamo a giocare a Castellammare’. Io so che per i tifosi i risultati sono importanti, faremo il possibile per raggiungerli, ma credo che la soddisfazione più grande che io possa desiderare di portare loro sono le prestazioni, quelle che restano al di là del punteggio finale: e sia chiaro, giocare bene per me non è il colpo di tacco o la giocata sopraffina, per me è un modo di affrontare le partite da squadra, un’abnegazione e una mentalità omogenea tra tutti i componenti del gruppo, dall’allenatore ai giocatori passando per lo staff. Sarebbe bello a fine anno poter dire di aver dato soddisfazioni ai tifosi sotto questo punto di vista”.