Alla vigilia della partita contro l’Audace Cerignola, valida per il dodicesimo turno di Serie D-Girone H, ha parlato ai canali ufficiali del club il tecnico Luigi Sanchez, ritornando anche alla bruciante sconfitta maturata la scorsa settimana contro il Gravina. Ecco le sue dichiarazioni:
Vi aspetta sicuramente una trasferta delicata.
“Si sapeva. Adesso arrivano delle squadre molto forti. Sarà un piacere incontrare l’allenatore (Pazienza) che è stato un grande calciatore del Napoli. Stiamo bene ma dobbiamo metterci alle spalle due settimane molto complicate. Nel calcio contano i punti e quando si perde è difficile respirare. Abbiamo fatto il massimo ma abbiamo raccolto poco. Domani dovremo cercare di raccogliere qualcosa. Se non si va a Cerignola consapevoli di poter fare una gara da Leoni è inutile andare e parlarne. Noi difficilmente abbiamo sbagliato impatto o regalato qualcosa. La sconfitta contro il Gravina è stata un macigno che tutt’ora pesa. Noi siamo sfavoriti per questa partita ma è sempre così. Se facessimo punti guadagneremmo autostima e sarebbe il massimo”.
L’arrivo di Ragosta in settimana porta entusiasmo in uno spogliatoio che guarda alla salvezza?
“L’arrivo di Arcangelo per noi rappresenta un’iniezione di linfa e di personalità. Lui in primis, però, deve riacquistare un po’ di fiducia perché è fermo da un po’ di tempo ma già si vede che ci può dare una grandissima mano facendo crescere i ragazzi. Speriamo di vederlo presto in campo”.
Con Ragosta al 100% ed Esposito i tifosi possono stare più tranquilli?
“Per adesso la tifoseria apprezza gli sforzi della squadra. Noi cercheremo di salvarci fino alla fine. Il campionato è difficilissimo, le squadre sono tutte importanti. Quest’anno anche in Campania le squadre di serie D sono molto forti, come il Nola, San Giorgio, Casertana e Nocerina che puntano ad essere ancora più forti. È sempre un campionato che ti dà l’opportunità di crescere e noi dobbiamo fare solo questo, per la città. I nostri tifosi fanno i km e ci sostengono sempre. Non piace a nessuno perdere e noi non vogliamo abbandonare questa categoria”.
Bisogna stare vicino alla squadra dopo queste due ultime sconfitte.
“Io non chiedo ai nostri tifosi di starci vicino perché loro lo fanno già, piuttosto lo chiedo a me stesso: io devo stare vicino ai calciatori e rincuorarli quando serve. I tifosi possono applaudirti ma non scendono in campo, i calciatori si e loro hanno bisogno dell’allenatore. Io li darò sempre tutto e so quello che hanno fatto fino ad ora. Ho visto che dal 40’ al 47’ della scorsa partita, appena rimasti in dieci uomini, i miei ragazzi si sono comportati in maniera eroica. L’importante è che il nostro presidente veda che noi non molliamo mai”.
Photo credits: Marco Credendino
