Tanto rammarico in casa Napoli dopo il pari contro il Sassuolo, un risultato che sa tanto di beffa per come si era messa la gara. Al Mapei Stadium, che si conferma campo maledetto, per 60 minuti di gioco si è visto un Napoli totalmente padrone del campo e che ha nuovamente dato una netta sensazione di forza, personalità ed autorevolezza. Dopo il raddoppio l’impressione era che la partita fosse saldamente in pugno e non sembrava esserci alcuno spiraglio per un Sassuolo a cui gli azzurri avevano lasciato le briciole sino a quel momento. Poi gli infortuni di Fabian e Koulibaly, dopo quello di Insigne nel primo tempo, e un conseguente calo vistoso hanno fatto saltare i piani. Nel finale il Napoli ha eccessivamente abbassato il proprio baricentro e sofferto le avanzate del Sassuolo, ma ad incidere in maniera determinante sull’esito finale è stata una clamorosa svista del direttore di gara Pezzuto, che ha invertito il calcio di punizione da cui è scaturito il pari degli emiliani non segnalando un netto intervento falloso di Defrel ai danni di Rrahmani. In definitiva dalla trasferta di Reggio Emilia i partenopei ne sono usciti con le ossa rotte, non soltanto per la vittoria sfumata, ma anche e soprattutto per gli ennesimi pesanti infortuni che costringeranno a dover affrontare il big match con l’Atalanta in totale emergenza. Una situazione molto delicata da gestire in un calendario così fitto di impegni. Non resta che stringere i denti e fare affidamento sul contributo di coloro che sono a disposizione.
Il protagonista di questa settimana non può che essere Dries Mertens. Il folletto belga nelle ultime uscite è parso in forma smagliante, ricordando a tutti il motivo per cui è arrivato ad essere il più grande marcatore della storia del calcio Napoli, soprattutto agli scettici che troppo presto l’hanno dato per finito. Da parte di Ciro si percepisce determinazione da vendere, una voglia matta di trascinare la squadra e continuare a fare gol per la maglia con cui ha scritto un pezzo di storia a suon di record. Parliamo di un belga dal cuore sempre più napoletano e che continuamente manifesta il suo forte senso di appartenenza nei confronti della maglia e della città. In seguito all’operazione alla spalla a cui si è sottoposto lo scorso luglio, ha svolto un’intensa riabilitazione e perso ben cinque chili, proprio per ritrovare la miglior condizione fisica il prima possibile. Alcune voci disfattiste l’hanno caricato ulteriormente e le ultime prestazioni sono state per Dries come una liberazione per poter urlare a gran voce che non è finita e che ha ancora tanto da dare, nonostante l’età che avanza. Domenica scorsa, nella magica notte di Napoli-Lazio, “Ciro” ha reso omaggio nel migliore dei modi alla grandezza di Diego Armando Maradona, illuminando il suo piede fatato ed esaltando le doti balistiche che lo contraddistinguono, due reti alla Maradona e frutto di una classe cristallina, che ha pochi eguali. Mertens condivide con Diego le iniziali D. M. e, come un segno del destino, ha siglato il primo dei due gol al minuto numero 10. Dunque il fiammingo ha contribuito in maniera determinante nel rendere ulteriormente da favola la notte della celebrazione del Dio del calcio. Proprio Dries Mertens, che ha pienamente confermato la sua funzione di leader tecnico e carismatico, può essere l’elemento chiave su cui la squadra può appoggiarsi in un momento nel quale Spalletti ha gli uomini contati. Andrà ovviamente anche gestito bene per far sì che non sprechi eccessive energie, ma non ci sono dubbi sul fatto che, con tutto il rispetto per il buon Petagna, soltanto lui può far sì che si riesca ad ovviare alla lunga assenza di Victor Osimhen nel miglior modo possibile.
