Il racconto della Strega – I numeri di Roberto Insigne: l’uomo decisivo dello scacchiere di Caserta

Malgrado il pareggio nella trasferta a Ferrara, contro lo Spal, è veramente difficile analizzare il Benevento di Caserta e non trarne aspetti più positivi che negativi nel percorso che il club sannita sta compiendo dopo l’amara retrocessione in serie B. Ricominciare non è mai facile – e gli intoppi ci sono stati eccome, basti pensare al novembre fatale dello scorso anno quando le tre sconfitte consecutive gettarono ombre sul nuovo progetto giallorosso – ma bisogna avere anche l’esperienza e la capacità di affidarsi agli uomini giusti. Vigorito ha scelto Caserta, allenatore che ha bisogno di tempo, ma dalla chiara identità calcistica, riflessa in un calcio offensivo che coinvolga persino gli esterni di difesa – con un’impostazione dal basso con i soli due centrali in copertura.

Nessun calciatore dello scacchiere del tecnico calabrese, infatti, è una pedina che non sia ingranaggio perfetto nel meccanismo che l’ex Perugia e Juve Stabia sta cercando di allestire. Un gioco verticale, fatto di tanto palleggio e capacità di non forzare mai la giocata, aspettando sempre il momento giusto. Se c’è un calciatore, un tassello che, specialmente nelle ultime gare, ha fatto la differenza, quello è certamente Roberto Insigne. Cresciuto sotto l’ombra del fratello Lorenzo, al centro di polemiche per la scelta di trasferirsi al Toronto, l’esterno offensivo di sinistra, ‘gemello’ dell’esterno azzurro e tutto mancino, lascia pochi punti di riferimento. Ricevendo palla alle spalle della linea di centrocampo, spesso finisce per andare al tiro o per costruire sulla catena di sinistra tagliando in mezzo al campo. Nelle ripartenze veloci, che pure stanno caratterizzando la fase offensiva della squadra di Caserta, Insigne ha il passo in più di chi capovolge l’azione smistando bene e rendendoti la vita più facile.

I numeri confermano certamente quanto il napoletano sia una pedina importante del Benevento: 15 i match disputati, tra i quali in 14 è partito da titolare – sono solo quattro le gare in cui non è subentrato; soltanto 4 reti, forse poche per un esterno offensivo, ma comunque una media di 2.3 conclusioni a partita, delle quali almeno una in porta. Se a questi numeri s’aggiunge ben il 68% dei dribbling riusciti, si capisce quanto, per il gioco che sta impostando Caserta, Insigne caschi a pennello nell’ingranaggio offensivo. Quattro anni con la maglia sannita come seconda pelle: una stagione di A, condita da 30 presenze, 2 reti e 4 assist; 75 presenze in tre stagioni di B, 19 reti e 16 assist per un totale di 114 presenze in tutte le competizioni. Nell’estate scorsa il calciatore fu vicino a lasciare Benevento, con un forte interesse del Crotone, ma non se ne fece nulla. Il successivo 30 settembre, però, Insigne firmò un rinnovo che lo lega attualmente ai giallorossi fino al 2024, una scelta anche d’amore nella speranza di rivedere presto la sua seconda famiglia ritornare in massima serie, là dove gli spetta. Un calciatore, spesso passato in sordina, che non ha abbandonato quando se n’è presentata l’occasione, ma che, anzi, è rimasto, fortemente voluto dalla società sannita, che sa di poter contare su tanta qualità, e preso a cuore dal tifo giallorosso per cui lotta sempre sul terreno di gioco.

Il Benevento viaggia ad alti ritmi, mantenendo le zone alte della classifica, cercando di fare passi avanti decisivi secondo le idee di Caserta e le necessità della società. Quello di ritornare in serie A, per la qualità della rosa, può essere più che un sogno – e nelle ultime partite i sanniti hanno dimostrato non solo di avere qualità nel collettivo, ma di avere una coscienza di gruppo, una identità, riflesso della determinazione di chi vuol sempre portare punti a casa. Tra amore per la maglia, sacrificio, determinazione e sogni nel cassetto, chissà che l’anno prossimo in A, l’Insigne mancino non possa sostituire il fratello Lorenzo nella massima competizione italiana, contribuendo con la sua qualità alla permanenza della strega e rievocando ricordi dolci e malinconici dei tifosi napoletani.