Nella mitologia greca molto famosa è la figura di Atlante, un titano gigantesco che aveva il compito di portare sulle spalle il peso dell’intero globo terrestre. Un personaggio sicuramente affascinante, richiamato spesso nella letteratura, nella scultura e nella pittura, esempio di come spesso la forza e la volontà di un singolo individuo possa essere il sostegno di una moltitudine di persone. Caricarsi addosso le responsabilità per un bene collettivo senza pensare alla fatica è un’abilità che solo in pochi posseggono. E tra questi, in ambito sportivo, si vuole menzionare l’attaccante della Salernitana Milan Djuric.
Djuric (traslitterato dall’originale Đurić) nasce nel 1990 a Tuzla, un paese nel nord-est della Bosnia-Erzegovina. Dopo solo un anno dalla sua nascita, il piccolo Milan si trasferirà poi con i propri genitori serbo-bosniaci a Pesaro, dove poi nascerà suo fratello Marko, anche lui calciatore, nel 1992. Il comune marchigiano sarà molto importante per Djuric, che inizierà a dare i primi calci ad un pallone proprio con le giovanili della Vis Pesaro. Successivamente, dopo una piccola parentesi con il Victor San Marino, squadra i cui beniamini vengono soprannominati i “titani“, il bosniaco entra a far parte nel 2006 della Primavera del Cesena.
Nella stagione successiva ci sarà anche l’esordio in prima squadra nel match in trasferta contro il Mantova, ma la sua prima presenza non si rivela delle migliori, considerando che i bianconeri incassano una pesante sconfitta per 4-1. Tuttavia, il 17enne, proprio alla 17° giornata, riuscirà a trovare la sua prima rete da professionista nell’incontro casalingo contro il Frosinone, vinto dai romagnoli per 3-0. Il classe ’90, alto più di 1.90, riesce a totalizzare due reti e 24 presenze alla corte di Castori, ma non evita la retrocessione del club in Lega Pro. Ciononostante, il soggiorno della punta nel terza divisione professionistica del campionato italiano non durerà molto, poiché la stagione 2008/09 si conclude con il ritorno in Serie B per il Cesena, che raggiunge sotto la gestione di Bisoli la straordinaria impresa del “doppio salto” in due anni, conquistando la promozione in A dopo 19 anni di assenza ed essendo, a fine campionato, la squadra con la migliore difesa (solo 29 goal subiti) e con la migliora differenza reti (+26).
Ma per il gigante bosniaco, autore di tre reti in 28 presenze, non è ancora il tempo di calcare i campi della Serie A, perché viene ceduto in prestito all’Ascoli -dove metterà a segno due reti- e successivamente al Crotone. Con la maglia dei calabresi arriveranno due traguardi importanti per il centravanti: innanzitutto le cento presenze nel campionato cadetto, ma poi anche il premio “Top Gol Serie Bwin Awards”, che riceve per la straordinaria marcatura in acrobazia realizzata nel match contro l’Empoli, terminato 3-2 per i rossoblù. Una realizzazione magnifica, che rivela le buoni doti balistiche dell’attaccante, che ha fatto della sua abilità nella protezione della palla e della sua caparbietà nel gioco aereo i suoi punti di forza.
Nel 2012 viene accostato all’Avellino di Rastelli, ma si trasferisce poi alla Cremonese in Lega Pro, con cui disputerà 20 gare. Ritornerà poi in Serie B nella stagione 2013/2014, vestendo prima la maglia del Trapani e poi quella del Cittadella, e firmando in totale sette reti in stagione. Dopo ben quattro anni, Milan Djuric torna al Cesena, neopromosso in Serie A dopo il trionfo nei play-off sul Latina. La prima presenza nel massimo campionato italiano per il bosniaco si rivela una disfatta, poiché i romagnoli verranno sconfitti per 3-0 contro la Lazio all’Olimpico. Non meno sfortunata è la gara in trasferta contro il Chievo, in cui Djuric siglerà la sua prima rete in Serie A: infatti, pur pareggiando all’88° al Bentegodi, i bianconeri non riusciranno ad evitare la sconfitta, sancita dalla rete allo scadere di Pellissier, autore di una doppietta. Il secondo ed ultimo goal di quel campionato per Djuric arrivò al Manuzzi nel pareggio per 2-2 della 23° giornata contro la Juventus di Allegri, che di lì a poche partite avrebbe vinto lo scudetto. Proprio quella Juve che ora è reduce dall’eliminazione in Champions e che domenica prossima ospiterà la Salernitana all’Allianz Stadium per la 30° di campionato.
Seguirà poi la retrocessione in Serie B per i romagnoli, che concluderanno la stagione al penultimo posto con 24 punti (frutto di 4 vittorie, 12 pareggi e 22 sconfitte). Per Djuric, i due anni successivi nella seconda serie italiana saranno conditi da sette e sei goal, sempre con la maglia di quel Cesena che lo ha visto crescere passo dopo passo. Ci sará poi anche un’esperienza in Championship (seconda serie inglese) con il Bristol City, prima di un ritorno in Italia con la casacca granata della Salernitana nel 2018.
La sua prima stagione con la compagine campana si rivela però fallimentare: la formazione di Colantuono (che nel corso del campionato verrà sostituito da Gregucci), partita con l’obiettivo dei play-off, riesce ad evitare la retrocessione in Serie C soltanto ai play-out, battendo il Venezia ai calci di rigore. Non mancheranno in questa stagione le critiche per il gigante granata, che però riuscirà in quest’annata a siglare la sua prima tripletta da professionista nella gara all’Arechi contro il Cittadella, sua ex squadra.
Ma, alla stregua di Atlante, nei due anni seguenti la punta classe ’90 si è caricata la squadra sulle spalle, conseguendo successi individuali e non: infatti, pur mancando i play-off anche con un tecnico esperto quale Gian Piero Ventura, ex C.T. della Nazionale, Djuric risponderà alle critiche diventando il miglior marcatore stagionale dei campani e andando per la prima volta in carriera in doppia cifra, siglando ben dodici reti. Nella stagione 2020/2021, anche non essendo titolare fisso, l’apporto di Djuric alla squadra di Castori, suo ex allenatore al Cesena, si rivelerà prezioso per un traguardo che la Salernitana sognava da ben 23 anni: la Serie A.
Per la seconda volta in carriera, a 31 anni, Djuric ritorna a disputare match nella massima serie italiana. Tuttavia, tra cambiamenti, Covid-19, vicende legate alla multiproprietà e una moltitudine di sconfitte, la Salernitana si trova, con undici giornate ancora da disputare, all’ultimo posto in classifica con 16 punti, a -9 dalla zona salvezza. Una prima metà di stagione totalmente da dimenticare, ma uno sprint finale sotto la guida di un maestro di rimonte impossibili come Davide Nicola lascia ancora una speranza al club campano, che durante la sessione del mercato invernale è stata rivoluzionata da cima a fondo. Hanno lasciato la Salernitana Tutino, Anderson e Casasola. Sono arrivati Ribéry, Verdi e Sepe. Rispetto alla squadra che aveva agguantato la promozione ci sono stati cambiamenti in tutti i ruoli, persino in panchina e nel modulo. Tranne in un singolo punto. Djuric in questa stagione ha siglato solo quattro goal, ma tutti pesanti: contro Verona e Genoa (due delle tre squadre sconfitte in campionato dai campani), contro il Sassuolo nella partita della scorsa giornata finita 2-2 e quello incredibile siglato contro il Milan capolista alla Arechi, che portò momentaneamente i granata in vantaggio.
Djuric non è un top-player, non è un bomber da venti reti in stagione. Ma con le sue caratteristiche fisiche e, soprattutto, con la sua personalità, ha dimostrato in più occasioni di sapersi caricare la squadra sulle spalle per trascinarla verso traguardi importanti.
Una famosa citazione attribuita a Bernardo di Chartres recita “siamo come nani sulle spalle dei giganti“, intendendo che, nei confronti del sapere passato, quello moderno è nano, ma venendo sorretto dai “giganti antichi”, ha a sua disposizione una vista più ampia. Allo stesso modo, compito del titano Djuric in questo finale di stagione sarà quello di portarsi addosso la piccola Salernitana, che solo con l’appoggio e il sostegno di forti personalità come il bosniaco potrà raggiungere per la prima volta nella sua storia la permanenza in Serie A.
fonte foto: sito ufficiale U.S. Salernitana 1919
