Il protagonista azzurro – Adam Ounas la possibile soluzione per una maggiore vivacità ed imprevedibilità all’offensiva

Se la vittoria con la Lazio aveva fatto schizzare l’entusiasmo alle stelle, quanto accaduto nella tanto attesa sfida scudetto con il Milan ha gettato la piazza in sensazioni di totale sconforto. Il Napoli si è nuovamente sciolto come neve al sole sul più bello e la delusione è cocente. Doveva essere una notte segnata da un tifo incessante e da undici leoni motivati come nessun altro, ma infine si è rivelata, a tutti gli effetti, la notte del poteva essere e non è stato. Non ci sono parole che abbiano rispecchiato i fatti: dal volantino della Curva B che annunciava bolgia ai toni trionfalistici utilizzati da Spalletti alla vigilia. Dopo i primi venti minuti, in cui ogni premessa sembrava potersi confermare, squadra in campo e pubblico sugli spalti hanno dato come l’impressione di spegnersi nello stesso preciso istante. Oltre alla carenza di personalità della squadra, che continua ad emergere in determinati appuntamenti, va constatata la necessità che il tifo ritrovi l’anima passionale che l’ha sempre contraddistinto, la cui attuale mancanza è tra i motivi per cui il Maradona (ex San Paolo) non è più il fortino di una volta. Paradossalmente l’apporto dei tifosi si sta avvertendo maggiormente nelle partite in trasferta.

Tornando alle questioni esclusivamente di campo, di deludente, ancor più che il risultato in sè, c’è l’atteggiamento visto in una partita in cui, riprendendo le parole di Spalletti, c’era l’occasione di compiere il grande passo verso la possibilità di essere ricordati come eroi. Il Milan per valori tecnici non è una squadra superiore al Napoli, forse è complessivamente anche inferiore, eppure si è dimostrato mentalmente più pronto ad affrontare una sfida scudetto. Se la stagione degli azzurri dovesse concludersi con il raggiungimento dell’obiettivo di partenza, ovvero l’accesso alla prossima Champions League, ci si potrà ritenere soddisfatti. Ma è innegabile che, per i presupposti creatisi, l’occasione di coronare il sogno tricolore era/è più unica che rara.

Dopo un approccio ottimo, che faceva presagire ad un Napoli padrone del campo per l’intero incontro dinanzi ad un Milan attendista, i rossoneri hanno guadagnato metri con il pressing e si sono perse certezze. La squadra è parsa nuovamente con poche idee e in affanno nella gestione della palla se pressata alta. Ma è palese che in questo momento il problema principale del Napoli è il rendimento insufficiente del reparto offensivo. Gli uomini di Spalletti vantano la miglior difesa, ma l’attacco è addirittura il sesto del campionato. Gli esterni contano numeri nettamente inferiori rispetto a quelli collezionati nella passata stagione, in cui Insigne realizzò la bellezza di diciannove gol e quattordici assist, Lozano andò in rete in undici occasioni e anche lo stesso Politano sfiorò la doppia cifra con nove segnature. Domenica la produzione offensiva è stata eccessivamente bassa e di occasioni nitide non se sono viste. Anche quando nel quarto d’ora finale gli azzurri hanno attaccato con continuità, è sempre mancata concretezza e lucidità negli ultimi venti metri. Gli uomini sulla trequarti sono stati praticamente inoperosi, mentre Osimhen ha dato tutto ciò che aveva, procurandosi anche un calcio di rigore che era solare e la cui mancata concessione ha del clamoroso. Il nigeriano attualmente non è supportato a sufficienza dalla squadra, che, a differenza di quanto avvenuto ad inizio stagione, non lo sta mettendo nelle condizioni di poter sfruttare al meglio le proprie caratteristiche.

In questo rush finale una carta vincente per Spalletti può essere Adam Ounas. Il numero 37 azzurro, insieme ad Osimhen, è stato certamente colui che ha maggiormente impensierito la retroguardia rossonera. Inoltre la migliore occasione avuta dal Napoli in partita, è nata proprio dai piedi dell’ex Boredeaux: un sinistro a giro terminato di poco a lato. Ottimo il suo ingresso in campo anche nel match dell’Olimpico contro la Lazio, dove è risultato decisivo nell’azione che ha portato al gol di Fabian con una giocata illuminante a servire Elmas. La stagione di Ounas è stata sinora intaccata da frequenti problemi fisici, ma ora Spalletti è chiamato a prenderlo seriamente in considerazione, non soltanto a gara in corso ma eventualmente anche dal primo minuto. Infatti il tecnico, in vista della trasferta di Verona, sembra intenzionato a correre ai ripari e a prendere scelte anche coraggiose, basate non sui nomi ma principalmente sulla condizione di ognuno. A tratti sarà anche confusionario e troppo solista, ma l’esterno offensivo algerino è dotato dell’esplosività e tecnica individuale che può conferire all’offensiva azzurra maggiore vivacità ed imprevedibilità in questo periodo di appannamento per gran parte degli interpreti del reparto.

Foto: SSC Napoli