Il protagonista azzurro – Spalletti e la mossa vincente del cambio modulo

Con il blitz in quel di Verona, il Napoli ha riacceso speranze ed entusiasmo dopo la cocente delusione che la sconfitta contro il Milan aveva destato nell’intero ambiente. Una vittoria che consiste in un segnale molto importante lanciato dalla squadra, la quale, tramite una grande reazione d’orgoglio, ha sbancato con merito un campo ostico sotto vari aspetti come il Bentegodi. Le ore precedenti al fischio d’inizio, sono state caratterizzate dall’inqualificabile striscione esposto all’esterno dello stadio dalla Curva Sud veronese. Un gesto che è manifesto di una totale inumanità, in primis nei confronti di chi la guerra la sta vivendo rimettendoci la vita. Nel corso dell’intera gara si sono poi susseguiti cori e insulti di discriminazione razziale e territoriale, provenienti da vari settori. Ad atti di tale degrado sociale, Napoli ha come sempre risposto a modo suo, con l’eleganza che contraddistingue chi, piuttosto che sfogare la propria frustrazione discriminando il prossimo per la provenienza o il colore della pelle, ha come unico scopo quello di sostenere i propri colori.

Tornando al calcio giocato, dopo i tre punti d’oro ottenuti contro una delle squadre più in forma del momento, il Napoli d’ora in poi è chiamato a guardare partita per partita, con l’obiettivo di dare una continuità sempre maggiore ai risultati e alle prestazioni. Con la settimana tipo e il graduale recupero della miglior condizione di chi è reduce da infortuni, gli azzurri hanno tutte le carte in regola per disputare un grande rush finale e tornare ai livelli di rendimento attraverso cui ad inizio stagione è stato compiuto un gran filotto di vittorie. Negli ultimi mesi il gruppo ha sempre reagito bene in seguito alle partite non andate per il verso giusto, mentre si è fatta maggiore fatica nel momento in cui c’era da confermare una precedente prestazione positiva. Dunque, evitando troppi proclami, la parola d’ordine di queste ultime nove gare deve essere “continuità”. Nel frattempo possiamo dire che nell’ultima giornata, a meno del verificarsi di un clamoroso e malaugurato crollo vertiginoso, è stata messa un’ipoteca definitiva sul piazzamento Champions, la qual cosa può consentire di giocare con la mente più libera.

Si è rivelata vincente la scelta di Spalletti di optare per il cambio modulo e schierarsi con il 4-3-3. Il centrocampo a tre con Fabian Ruiz ed Anguissa mezz’ali e Lobotka vertice basso, ha conferito equilibrio e compattezza alla squadra. Uno schieramento certamente da riproporre, soprattutto contro avversari che tendono ad aggredire alti. Al Bentegodi è stata giocata una partita perfetta dal punto di vista tattico, non a caso i partenopei, oltre al gol, non hanno concesso alcun tiro pericoloso verso la propria porta, anche nelle fasi in cui a gestire il possesso del pallone è stato maggiormente il Verona. Il 4-3-3 e il pressing intelligente con il pieno coinvolgimento dei centrocampisti è stata la doppia mossa vincente di Spalletti, il quale ha saputo far tesoro di ciò che nello scontro al vertice con il Milan non ha funzionato. L’inventiva, l’incisività in fase offensiva e le doti balistiche di Fabian, le geometrie, la visione, l’abilità nel dettare i tempi e fare da schermo di Lobotka, la corsa, il dinamismo e la straripante fisicità di Anguissa. Un terzetto di straordinaria completezza, a cui sembra davvero non mancare nulla e che ha tutte le carte in regola per poter fare tanta strada.