Il racconto della Strega – Benevento: nel non mollare mai c’è un pizzico di amarezza

Si sapeva sarebbe stato uno scontro che tanto avrebbe potuto dire sulla reale protagonista ai vertici della classifica, così come si sapeva dell’equilibrio che avrebbe potuto regnare sul terreno del Rigamonti. E così è stato; il 2 a 2 nell’insidiosa trasferta di Brescia si porta dietro il buon lavoro e i limiti del Benevento di Caserta che – gli altri risultati confermano pure quanto sia difficile assistere ad una improvvisa fuga di una maggiore candidata alla serie A – rimane ancorato alle vette della classifica, attualmente a -4 dalla capolista Lecce.

Il carattere. Per due volte sotto di un gol, dei quali il primo preso al 2′, il Benevento ha dimostrato la sua vera personalità, sicuramente specchio del tecnico calabrese. Mantenere alta la concentrazione, vedendosi subito la gara in salita, in trasferta e contro una delle candidate alla massima serie, non è cosa da poco. I sanniti hanno ancora una volta dimostrato la qualità di chi aspirerà fino alla fine alla promozione diretta. Gli uomini di Caserta macinano azioni e chilometri con pazienza, trovando il pareggio con Tello autore, almeno fino all’espulsione, di una buona gara. E, quando Paleari sbaglia scelta servendo Foulon, e dal cui errore nasce il gol di Moreo, il Benevento rischia il contraccolpo psicologico. Ma anche in questo caso dimostra la tranquillità di una squadra da vertice che, alla prima occasione buona, e sfruttando una non precisa difesa delle rondinelle, trova il pari con il gol di Francesco Forte; un gol più pesante che mai che trascina i giallorossi verso un punto d’oro per come s’era messa la gara. Insomma, se non avesse avuto carattere e se non avesse saputo gestire (specialmente in dieci) la sfida del Rigamonti, la squadra di Caserta difficilmente avrebbe conquistato anche un solo punto contro quel Brescia di Inzaghi che, sin da inizio partita, ha spinto sull’acceleratore volendo a tutti i costi la vittoria.

Gli errori da limare. “Mi sono arrabbiato molto per il modo ingenuo in cui abbiamo preso la prima rete”, ha dichiarato Caserta nel post-gara, sottolineando implicitamente quando si debbano ancora limare quegli errori da evitare specialmente negli scontri diretti al vertice della classifica. Nella prima occasione Bisoli è lasciato completamente solo a timbrare, davanti a Paleari, il personale vantaggio, esultando sotto la curva dei propri sostenitori. Nella ripresa l’errore dell’estremo difensore giallorosso provoca la rete dei Moreo: è discutibile l’impostazione su Foulon, che difficilmente può gestire quel pallone; per un Brescia che vanta non poca qualità sul terreno di gioco è fin troppo facile costruire e finalizzare il vantaggio che rischia di mettere in ginocchio i sanniti. È, dunque, un Benevento dalla doppia faccia che, se da un lato dimostra gli attributi di chi rimane agganciato con forza al treno delle big, dall’altro lato può mangiarsi le mani per qualche errore di troppo che, se non concesso, avrebbe potuto permettere di conquistare anche i tre punti. Tra gli errori, poi, l’ingenua espulsione in due minuti di Andrès Tello che, vedendosi sventolare sul volto il primo sacrosanto giallo, si lascia provocare quando subisce fallo a ridosso della propria area di rigore; la sua reazione è di chi perde per un momento le staffe in una gara piuttosto delicata, mettendo i compagni in seria difficoltà – i classici episodi che potrebbero sempre compromettere sia risultato che buona prestazione.

L’amarezza di chi conosce le proprie qualità. In merito all’espulsione, che ha inevitabilmente condizionato la restante parte di gara – i sanniti ringraziano non poco la sorte nel finale quando Lèris, raccogliendo davanti a Paleari, spara clamorosamente fuori – il Benevento deve fare i conti con un episodio che ha svoltato l’incontro. In undici uomini, infatti, le qualità degli uomini di Caserta avrebbero certamente potuto invertire la rotta, e la squadra campana, in parità numerica e avendo raggiunto il Brescia, avrebbe potuto osare e spingere alla conquista dei tre punti. L’amarezza, quel tanto che basta, è sintomo di chi è consapevole dei propri mezzi e delle proprie qualità. Lo stesso Inzaghi, in conferenza post-gara, ha sottolineato che i suoi uomini hanno disputato una grande gara contro una delle più forti in campionato. Tuttavia, all’amarezza si contrappone, poi anche, la consapevolezza dell’essersi ritrovati. Dopo la sconfitta interna contro l’Ascoli, il Benevento ha collezionato quattro vittorie e due pareggi nelle ultime sei – pareggi proprio contro Cremonese e Brescia, tra le più attrezzate della cadetteria – e non meno importanti saranno specialmente le prossime due sfide, quando i sanniti saranno ospiti a Frosinone salvo poi rientrare al Vigorito contro la capolista (a pari merito con il Lecce) Pisa, un’altra occasione per provare a ribaltare totalmente le carte là sulla vetta. Quattro lunghezze di distacco dalla prima in classifica sono poche e, in un campionato in cui a regnare è specialmente l’equilibrio, può succedere di tutto. Gli uomini di Caserta hanno tutte il diritto (e le qualità) di provarci fino alla fine, provando l’assalto alla A anche (ed eventualmente) nell’imboccata strada dei playoff. Tolte assenze pesanti come quelle di Lapadula, Ionita, Letizia e Viviani – a questi si aggiunga pure l’esperienza di Sau – il Benevento resta tra le più attrezzate (se non la più attrezzata specie per l’enorme esperienza in rosa) della cadetteria. Non affidarsi al caso, però, resta la prerogativa principale: soltanto con il lavoro, e limando gli errori tra cui anche quelli del Rigamonti, i sanniti riusciranno ad essere competitivi fino alla fine. Ai posteri, come sempre, l’ardua sentenza.

Foto: Benevento Calcio