Napoli, Spalletti: “Abbiamo la benedizione di Maradona. Milan forte, ma nessuno più motivato di noi. Stiamo mettendo su una bella storia”

Alla vigilia dell’attesissima resa dei conti tra Napoli e Milan, la quale avrà luogo allo stadio “Diego Armando Maradona” alle ore 20:45, il tecnico azzurro, Luciano Spalletti, ha rilasciato alcune dichiarazioni nella conferenza prepartita della 28° giornata del campionato di Serie A.

Ci arrivate nel modo migliore a questa svolta?

“Chi sta meglio tra le due squadre non lo so, lo dirà la partita. Noi stiamo al meglio possibile”.

Stagione molto simile per le due squadre. Sentite di meritare qualcosa rispetto alle concorrenti?

“Noi da un punto di vista di percorso, ma credo anche il Milan per gli infortuni, abbiamo avuto grandi calciatori che si sono contagiati nelle qualità, giocando con la stessa determinazione e voglia di vincere. Possiamo metterci anche l’idea di aver costruito la forza della squadra con queste difficoltà. Ma da un altro punto di vista non posso rispondere. Faccio i complimenti al Milan per il percorso di Pioli in questi ultimi anni, sono una squadra forte”.

Quali sono le sue sensazioni rispetto alla gara?

“Sono buone perché non possono essere più motivati di noi. Stiamo mettendo su una bella storia, tutti insieme, compreso il pubblico che ci caratterizza come napoletani. Il nome e lo stadio di Maradona, la sua benedizione, influisce, ci rende più forti. Con il pubblico al nostro fianco ci sentiamo bene. Sarà una bella notte”.

In questa settimana è migliorato qualcosa. Ci racconta qualche episodio?

“È il lavoro che fa la differenza. Dopo Cagliari si parlava diversamente. Credo che ci voglia solo un buon modo di lavorare. Quando hai tutto contro devi tirare qualcosa che possa innescare delle reazioni, qualcosa di misterioso, come l’imbucata di Ounas per Fabian, le varie forme di Insigne, la determinazione della squadra, il diventare più fisici. La qualità dei calciatori fa la differenza”.

Si congratula con sé stesso? Domani se dovesse andare male lo farebbe lo stesso?

“Non c’entra essere bravo o non bravo. Bravi sono i calciatori che scendono in campo e malgrado tutto non cambiano obiettivi. I miei professionisti, non i miei ragazzi, devono rendere conto al desiderio della città di Napoli che brucia dentro continuamente. La differenza la fa il pubblico. Posso modificare qualcosa, ma sono sempre i calciatori ad avere merito. Domani potrò congratularmi. Riprendo una frase della scorsa volta: dobbiamo scegliere se essere ricordati o dimenticati. Le altre squadre però sono ancora lì. Possono essere più forti di noi, ma non più motivati. Ci giochiamo la nostra chance”.

C’è consapevolezza della vostra forza?

“Abbiamo la disponibilità delle persone che abbiamo davanti. Quando sono arrivato pensavate che avrei presto litigato con qualcuno. Ma durante un campionato ci sono dei momenti in cui devi intervenire e se dall’altra parte si insiste a fare nella maniera sbagliata, devo rimanere nella mia posizione. Victor sbagliava ad andare sull’avversario, ora non lo fa più. Ci sono cose da lasciare indietro. Vedo una squadra che ragiona, che sa accettare ciò che è accaduto, quel che è stato impostato e aspetta il momento adatto per invertire la situazione. Siamo maturati”.

Cosa può fare meglio qualitativamente il Napoli contro il Milan?

“Oltre alle giocate, all’intuito e al talento, dobbiamo riempire la partita con più impatto fisico. Loro sono una squadra forte. Dobbiamo fare attenzione all’uscita corta alternata con quella lunga. Fanno un po’ quello che facciamo noi con Osimhen. Dobbiamo fare attenzione a questa cosa e saperla sfruttare. Il cacio non è più solo essere ordinati, ma anche sapersi allungare, sapersi aprire e andare spesso all’uno contro uno”.