Il Personaggio Granata – Verdi: gli esordi, le magie su punizione e una rete che dà speranza…

“Dum spiro, spero“. Finché respiro, spero.
Questa locuzione latina, estrapolata dall’epistolario ciceroniano, spiega in poche e semplici parole il concetto della speranza, che rappresenta per il genere umano un valore assoluto, capace di portarlo a raggiungere obiettivi e traguardi inimmaginabili.

Anche in ambito calcistico, la speranza è stata spesso la protagonista di vittorie memorabili e rimonte impossibili. E proprio alla speranza si appellano ora migliaia di tifosi salernitani, i quali mercoledì scorso hanno visto la loro squadra trionfare contro l’Udinese grazie ad una rete siglata al 93′. Una rete che ha riacceso i sogni di salvezza dei campani. Una rete, siglata dal numero dieci granata Simone Verdi.

Verdi nasce il 12 luglio del 1992 a Broni, un comune in provincia di Pavia. I primi passi come calciatore sono con la maglia della società dell’ Audax Travacó, con cui gioca fino al 2003, anno in cui entra a far parte delle giovanili del Milan, da cui si farà notare per la duttilità in campo e per l’abilità mostrata con entrambi i piedi.

A nemmeno 18 anni arriva l’esordio in prima squadra, nella gara di Coppa Italia contro il Novara, vinta dai rossoneri di Leonardo grazie alle reti di Inzaghi e Flamini. Il giovane Simone venne poi schierato anche nei quarti della coppa contro l’Udinese, ma il suo apporto in campo non evitò la sconfitta della squadra di casa, che venne sconfitta per 1-0 per un goal di Inler e, di conseguenza, eliminata dalla competizione.

Nella stagione successiva il Diavolo riuscirà a conquistare lo scudetto sotto la guida di Allegri, ma Verdi non verrà schierato nemmeno una volta in stagione dall’allenatore toscano e, nell’estate del 2011, viene acquistato dal Torino, con cui esordisce in Serie A nella gara contro l’Atalanta di Colantuono, vinta dai granata per 5-1.

Dopo una breve parentesi con la Juve Stabia, il centrocampista (o esterno d’attacco) viene acquistato dall’Empoli di Maurizio Sarri. I toscani disputeranno un ottimo campionato, raggiungendo la seconda posizione e la conseguente promozione, e Verdi siglerà anche la sua prima rete tra i professionisti nella sfida contro lo Spezia, battendo Leali con un preciso diagonale dopo aver addomesticato un pallone non semplice. Saranno cinque in totale i goal nella stagione 2013/2014 per il classe ’92, che verrà riconfermato anche per la nuova esperienza in Serie A.

Il sarrismo ha il suo effetto: anche nel massimo campionato gli azzurri mostrano un buon calcio, ottenendo la salvezza con quattro giornate di anticipo, togliendosi anche lo sfizio di conquistare quattro punti nella doppia sfida col Napoli. E proprio nella gara del San Paolo, finita sul 2-2, Verdi firmerà la sua prima marcatura in Serie A.

Vi è poi anche un’esperienza nella Liga con la maglia dell’Eibar, seguita poi dall’acquisto da parte del Carpi, con cui siglerà tre reti in otto presenze. Tuttavia, la sua avventura con i biancorossi non durerà molto e, l’8 luglio del 2016, diventa ufficialmente un nuovo giocatore del Bologna. Il primo anno con i felsinei non si rivela particolarmente fruttuosa (soltanto sei realizzazioni in ventotto partite), ma è la stagione 2017-2018 che lo rende oggetto di desiderio delle big italiane: dieci goal e dieci assist per il centrocampista di Broni, ma non solo. Infatti, il 4 novembre, nella sfida al Dall’Ara contro il Crotone, Verdi entra nella storia del calcio italiano, siglando una doppietta su punizione calciando con entrambi i piedi. L’unico ad esserci mai riuscito. Una duplice prodezza che non resta inosservata e che gli vale l’interesse del Napoli, che lo acquisterà per 25 milioni di euro. Quello stesso Napoli con cui si era sbloccato in massima serie.

Ma la stagione con gli azzurri di Ancelotti viene condita da sole tre reti in campionato (contro Roma, Sampdoria e Torino, sua ex squadra) e da una marcatura in Europa League (la sua prima in una competizione europea) nella gara di ritorno dei sedicesimi contro il Zurigo. Ritorna quindi al Torino per la stessa cifra con cui era giunto all’ombra del Vesuvio (25 milioni, bonus compresi), divenendo l’acquisto più costoso nella storia del club piemontese. Tuttavia, anche con i granata Verdi non riesce ad eguagliare i numeri di Bologna e, pur conquistando la salvezza nella stagione 2020/2021, nel campionato successivo non rientra nei piani di Juric e viene ceduto alla Salernitana.

L’esordio è da favola: doppietta nello scontro diretto contro lo Spezia. Anche questa volta, entrambe le reti siglate su calcio di punizione. Pur non giocando frequentemente da titolare, Verdi ha dimostrato nelle varie partite con i granata di poter essere determinante per i campani, come dimostra la rete siglata al 93′ alla Dacia Arena.

Un successo che permette alla tifoseria granata di continuare ad avere fiducia, ad avere speranza. D’altronde, da sempre, il simbolo della speranza è il verde. Per la Salernitana, è Verdi.

fonte foto: profilo Instagram Simone Verdi