Il racconto della Strega – Il legame Benevento-Vigorito e la fiammella della passione che i tifosi tengono in vita

Hanno tanto fatto rumore, i fatti che hanno coinvolto il Benevento calcio nella figura di Oreste Vigorito e in relazione al comunicato apparso la scorsa settimana sul sito della società giallorossa. Le critiche che il patron ha ricevuto sui social, il malcontento e lo striscione apparso a firma del gruppo “Zona d’ombra”, con una dura contestazione nei suoi confronti e l’incitamento ad abbandonare la nave. Ma sarebbe riduttivo dar voce a chi non conosce il rispetto che, pur all’interno delle critiche, deve sempre essere elemento di base per un confronto umano e sportivo. C’è, invece, da soffermarsi sulla reazione della Benevento bene, su quella, cioè, che ha sempre visto, in Vigorito, un presidente capace di distinguersi da tutti gli altri.

Nel giorno della festa della Repubblica, la Curva Sud ha voluto lanciare un messaggio importante. Numerosi cori e tanto sostegno gli ingredienti della ricetta dei tifosi, a maggioranza della vecchia guardia, per convincere Oreste Vigorito a rimanere. La gigantografia del fratello scomparso anzi tempo è un messaggio di solidarietà e di vicinanza che travalica i confini del solo terreno di gioco e vanno a toccare corde profonde dell’animo del patron. Il tifo organizzato della Curva Sud aveva già preso posizione attraverso un comunicato efficiente ed esplicativo, che ribadì il pieno sostegno nei confronti di Vigorito. Perché punto di riferimento, nella gioia e nel dolore, nella buona e nella cattiva sorte; perché semplicemente c’è sempre stato, ha sempre stretto legame con i tifosi, ha trasmesso se stesso ad anziani, giovani, uomini, donne e bambini, non tirandosi indietro quando c’era, come l’anno scorso (e non solo), da ricominciare. A far da cornice alle splendide iniziative della comunità calcistica giallorossa c’è, poi, la breve lettera, riportata da Ottopagine, di Rita Minocchia Liuzzi, figlia di Francesco Minocchia, il primo presidente del Benevento Calcio. Colma di parole significative che mettono in evidenza quanto la stima che i tifosi nutrono nei confronti di quello che ritengono un punto di riferimento. “Non ricordo mai che un Presidente di una squadra abbia ricevuto tanto affetto e stima come lei” (fonte Ottopagine), dice la sig.ra Rita, sottolineando quando, dall’esterno, il rapporto tra Vigorito e il tifo beneventano che da sempre lo sostiene appaia come una splendida storia d’amore. Di quelle che – proprio non lo si accetta – non possano che avere soltanto il lietofine.

È pur giusto, certo, indossare (o quanto meno provare ad indossare) non tanto i panni del Vigorito presidente, quanto quelli del Vigorito tifoso. Perché il patron è forse uno dei pochi presidenti-tifosi rimasti sul territorio italiano. E nonostante gli acciacchi che si porta dietro inevitabilmente l’età, ha sempre fatto sentire la sua vicinanza a squadra, staff e tifo organizzato; insomma, ha sempre scelto di metterci la faccia, e lo fece a maggior ragione quando, l’anno scorso, la tifoseria delusa dovette accettare con rassegnazione la seconda retrocessione in B – nell’anno, certamente, in cui più si poteva fare di più per riconfermarsi tra le più grandi d’Italia. Sacrifici, sforzi economici e anima venduta al diavolo pur di far sì che il Benevento potesse finalmente ricoprire, sul territorio italiano, il ruolo calcistico che meritasse da sempre, per la gente che ha con forza sostenuto i colori giallorossi. È chiaro che, quando c’è una parte di tifoseria che, non limitandosi alle critiche, è pronta a gettare al vento i sogni ai quali lo stesso Vigorito ha dedicato (e dedica) praticamente tutte le proprie giornate, la reazione (a caldo, magari) può essere quella di mollare. Aver dedicato anima e cuore al Benevento calcio e vedere che c’è qualcuno di insoddisfatto, a tal punto da richiedere le dimissioni, dev’essere piuttosto frustrante e doloroso.

Quella fiammela di cui il presidente sannita di nutriva s’è, in questa vicenda, certamente affievolita. C’è, però, tutta Benevento che spera, abbraccia, fa calore e fa sentire vicinanza per cercare di far capannella e non farla spegnere dal vento dell’ignoranza: quella che, ad Ottochannel, è ben riflessa nel club Oreste Vigorito, la cui presidente, Enza Caputo, insieme a tanti tifosi che hanno invitato calorosamente Vigorito – alcuni con le lacrime agli occhi – a risalire sulla barca, a prenderne il timone perché c’è la reale sensazione di spaesamento di chi proprio non sa nelle mani di chi potrebbe finire la società, se non in quelle del patron, tanto artefice di successi che hanno permesso alla società di fare passi in avanti decisivi, calcando il palcoscenico più importante della serie A. Di chi, insomma, sa che questa figura ai vertici della società ha rappresentato ben più di una carica sportiva, rivelandosi essere innanzitutto un’anima profonda che vive il calcio non per sé, ma principalmente per gli altri e per tuta la comunità del Sannio.

Chiunque sappia un minimo del Vigorito presidente-tifoso, ricevuta la notizia delle sue dimissioni, non può che essere rimasto sbigottito, sorpreso, e anche un po’ impaurito per le sorti alle quali rischia d’essere destinata la società giallorosa. La speranza è che, anche l’incontro con Mastella, possa far ricredere il patron e, soprattutto, possa tenere viva più che mai la fiammella della passione, l’unica che ha sempre mosso ogni intenzione sportiva di Vigorito. Che alla domanda “Perché guardi le gare del Benevento?”, basterebbe anche soltanto rispondere “Perché è la società di Vigorito, ed è la società di un tifoso”. Ed è impossibile dimenticare le sue corse in campo quando c’era da festeggiare una promozione o il suo affacciarsi sull’Allianz Stadium, nel giorno di quella memorabile vittoria ai danni della Juve di un certo Ronaldo. La città bene, chiunque ami la Campania e il calcio campano – ma anche quello nazionale – non è pronto ad un Benevento che non sia di Vigorito, che non sia, tramite lui, d’ogni tifoso; che non sia difesa, con le unghie e con i denti, dalla sua passione e dal suo modo di vedere calcio, fuori e dentro il terreno di gioco. Non resta che aspettare, pensando che l’amore dei tifosi nei confronti di questo presidente possa essere tanto grande da convincerlo a rimanere. Altrimenti toccherà sentirsi non poco spaesati, toccherà sentire il Benevento un po’ meno dei tifosi, a rischio d’essere un po’ più di un sistema calcistico che ruota sempre più intorno al business.