Napoli: dal ritardo sul mercato alla questione modulo. Ecco le incognite per Spalletti a pochi giorni dal debutto in campionato

Conclusasi anche la seconda fase del precampionato in quel di Castel di Sangro, il Napoli si appresta ad intraprendere la stagione targata 2022-2023 tra tanti dubbi e pochissime certezze. Gli azzurri si presenteranno ai nastri di partenza con una rosa incompleta e, almeno sulla carta, palesemente indebolita rispetto alla passata stagione. Le perdite di pezzi pregiati come Ospina, Koulibaly, Insigne, Mertens e con ogni probabilità anche Fabian Ruiz, pesano come un macigno a livello sia tecnico che di spogliatoio. A raccogliere l’eredità di calciatori che costituivano la spina dorsale della squadra sono arrivati elementi prospettici come Kvaratskhelia e Kim Min-jae, ai quali bisognerà ovviamente dare il tempo di ambientarsi e da cui non si potrà pretendere che riescano nell’immediato a rimpiazzare in toto degli uomini che hanno scritto la storia recente del club. Nell’era De Laurentiis mai ci si era ritrovati a dover affrontare un numero così ampio di partenze illustri all’interno della stessa sessione di calciomercato e proprio in virtù di ciò era fondamentale che la rifondazione in atto venisse completata entro i tempi giusti. Ad ora mancano due attaccanti (per Simeone si attende ancora la chiusura definitiva ), un centrocampista che sostituisca Fabian e il portiere titolare. Sulla campagna acquisti si tireranno le somme il 31 agosto, ma se attualmente il Napoli, a soli tre giorni dal debutto in campionato, risulta ancora un cantiere aperto sotto vari aspetti, è la prova che dal punto di vista della programmazione più di qualcosa non ha funzionato.

In primis c’è il nodo riguardante la porta, il quale andava urgentemente risolto subito dopo l’esito negativo della trattativa per il rinnovo di David Ospina. I due ritiri hanno dato l’ennesima conferma di un dato di fatto inconfutabile e che sarebbe dovuto essere molto chiaro sin da subito, ovvero l’inadeguatezza di Meret all’ingente incarico di portiere titolare e la conseguente esigenza di rimpiazzare adeguatamente Ospina. In quattro stagioni l’estremo difensore friulano non ha mai dimostrato di essere da Napoli e nel corso della pre season è apparso in totale stato confusionale, confermando, con un ampio numero di errori banali sia in allenamento che nei test amichevoli, i suoi evidenti limiti tecnici e caratteriali. È inoltre ben noto che l’ex Spal non gode della fiducia di Luciano Spalletti, il quale in più occasioni ha fatto intendere il proprio scarso gradimento nei confronti del portiere. Di conseguenza è meglio per tutti che Meret vada a cercare fortuna in altri lidi.

Il colpo di scena delle ultime ore è l’approdo in azzurro di Salvatore Sirigu, che sulla carta dovrebbe ricoprire il ruolo di secondo. Ma c’è il forte timore che l’arrivo del 35enne possa consistere in una presa di coscienza da parte della società, ovvero che in definitiva sarà complicato portare all’ombra del Vesuvio uno tra Navas e Kepa, così come lo sarà trovare una sistemazione per Meret, la cui imgombrante presenza tiene ormai il Napoli, e soprattutto Spalletti, in ostaggio. Dunque, per quanto poco allettante, una possibilità concreta è che infine la coppia per la porta sarà Sirigu-Meret. Sirigu è un portiere di grande esperienza, reduce da anni in cui è sempre stato nel giro della Nazionale e che può fungere da figura di personalità all’interno dello spogliatoio, ma l’operazione sarebbe totalmente da promuovere soltanto nel caso in cui, l’ex Genoa, dovesse fare il secondo di un profilo all’altezza del ruolo di primo. Mentre in caso di permanenza di Meret, bisognerà quantomeno tenere fede ad un famoso proverbio: “prevenire è meglio che curare”. Infatti, se dovesse verificarsi quest’ultima ipotesi, è auspicabile che Spalletti prenda subito atto di come la titolarità spetterebbe proprio all’estremo difensore sardo, senza prima correre il forte rischio di pagare dazio gli errori del classe 1997.

Tra i principali dilemmi del momento c’è anche la questione modulo, sulla quale avrà un determinante peso specifico il finale della telenovela riguardante la trattativa con il Sassuolo per Giacomo Raspadori. Nel corso della preparazione Spalletti ha prediletto il 4-3-3, dopo che nella passata stagione lo schema di gioco utilizzato con netta prevalenza è stato il 4-2-3-1. Chiaramente bisogna sempre tener conto che è calcio d’estate, ma principalmente dopo le ultime tre amichevoli, ossia le più attendibili considerato il livello delle compagini affrontate, sono sorti molti dubbi in merito al cambio modulo. Si è visto un Napoli offensivamente poco brillante e incisivo, che ha molto faticato a trovare la via del gol e a scardinare il muro eretto dalle tre formazioni della Liga spagnola. A conferire una maggiore imprevedibilità e inventiva al reparto è stato il solo Kvara, il quale ha messo in mostra, oltre ad un’ottima tecnica individuale, esplosività e spiccata propensione a saltare l’uomo.

Il più penalizzato dal momentaneo passaggio al 4-3-3 è stato proprio Victor Osimhen, che inserito in questo schema di gioco sembra non godere delle condizioni per esaltare al meglio le proprie caratteristiche. Il centravanti nigeriano, contro Mallorca, Girona ed Espanyol, è parso ingabbiato dai difensori avversari e totalmente privo degli spazi per andare ad attaccare la profondità. Gli azzurri hanno bisogno come il pane dei gol del proprio numero 9, infatti, mettere quest’ultimo nelle condizioni ideali per sfruttare al meglio il suo potenziale, è una priorità assoluta. Ad oggi Spalletti è maggiormente propenso al 4-3-3 per una questione di equilibrio, una scelta quindi dettata dalla volontà di un centrocampo più solido e fisico. Ma soprattutto contro avversari tendenti ad adottare un atteggiamento conservativo, il 4-2-3-1 potrebbe certamente garantire una maggiore pericolosità in attacco. Per questo motivo urge l’acquisto di un sottopunta puro che possa agire a supporto di Osimhen. L’impressione è che l’arrivo di Raspadori, per cui l’estenuante braccio di ferro con il Sassuolo va sempre più per le lunghe, potrebbe definitivamente riaprire le porte al 4-2-3-1. Il tutto lascia presagire che la settimana decisiva, in un senso o nell’altro, sarà la prossima, nel frattempo Carnevali continua a sparare alto ma il Napoli non molla. Sempre riguardo l’attacco, si protrae l’attesa anche per l’ufficialità dell’approdo all’ombra del Vesuvio di Giovanni Simeone, il quale costituirebbe un’alternativa di lusso ad Osimhen. L’affare sembra in via di definizione e mancherebbe solo il via libera del presidente De Laurentiis.

Non resta che attendere gli sviluppi della situazione. Nel mentre bisogna stringere i denti, perché nel tardo pomeriggio di lunedì già si farà sul serio e partire con il piede giusto ha un’importanza vitale.