Il protagonista azzurro – Jack Raspadori tra i protagonisti assoluti di un Napoli che disegna calcio alla Johan Cruijff Arena. Gol, assist e tanto sacrificio al servizio della squadra per il classe 2000

Ci sono notti che restano indelebilmente scolpite nel cuore e nella mente. La notte del 4 ottobre 2022, illuminata da un Napoli sublime e capace di incantare l’Europa intera segnando sei gol in un tempio calcistico come la Johan Cruijff Arena, verrà per sempre ricordata come l’avvenimento di un qualcosa di perfettamente riconducibile ad un sogno ad occhi aperti. In effetti non c’è ancora la piena consapevolezza di quanto accaduto, che è di una tale magnificenza da superare la fantasia e sembrare quasi “irreale”. Il Napoli visto in quel di Amsterdam lo si può descrivere attraverso vari aggettivi: divino, stellare, titanico, commovente, sontuoso, straripante, prorompente e chi più ne ha più ne metta, in quanto nessun elogio sarebbe superfluo per rendere onore al merito ai ragazzi e a mister Spalletti, protagonisti di un successo epico nella patria del calcio totale. In terra olandese gli azzurri hanno trasmesso una sensazione di strapotere tecnico, di gioco, di forza e qualità dei singoli a dir poco impressionante, forse mai così evidente tenendo conto del valore dell’avversario e della caratura del palcoscenico in cui questa fantastica squadra ha messo in atto una vera e propria lezione di calcio.

Un massacro che ha portato il pubblico di casa ad abbandonare gli spalti anzitempo, per manifesta inferiorità nei confronti di una macchina perfetta. Sei reti di rara bellezza, frutto di azioni e gesti tecnici da manuale del calcio nel vero senso del termine. Le prime tre giornate della fase a gironi di Champions League ci raccontano di un Napoli da record, in grado di mettere a segno la bellezza di tredici gol e di triturare compagini del calibro di Liverpool, Rangers e Ajax, offrendo uno spettacolo da stropicciarsi gli occhi. Oggi il Napoli di Spalletti rappresenta un modello che costituisce il vero fiore all’occhiello del calcio italiano in Europa, un aspetto non sottolineato abbastanza e che evidentemente poco va a genio ad una fetta della stampa “nazionale”, i cui “titoloni” in prima pagina restano incentrati sui soliti noti.

Dunque giù il cappello dinanzi a tutte le componenti del club: a un gruppo meraviglioso, di cui i nuovi arrivati sembrano farne parte già da anni, a Spalletti, che sta mostrando una capacità di innovarsi e stare al passo con i tempi fuori dal comune per un tecnico della sua età, ed ovviamente anche alla società, che ci ha visto lungo riuscendo, tra lo scetticismo generale, a far combaciare la necessità di rinnovamento e riduzione dei costi con l’obiettivo di mantenere alta la competitività, tramite delle operazioni in entrata che si stanno rivelando dei veri e propri capolavori per rapporto qualità/prezzo. Non resta che proseguire su questa strada e mantenere i piedi per terra senza incorrere in un’euforia che rischi di risultare controproducente.

Tra gli uomini del momento vi è senza dubbio Giacomo Raspadori, il quale sta attraversando un momento magico. Il classe 2000 è approdato all’ombra del Vesuvio al termine di una trattativa lunga ed estenuante con il Sassuolo, che ha provato in ogni modo a trattenere il proprio gioiellino. Ma Raspadori ha fortemente voluto il Napoli e viceversa, proprio quest’ultimo aspetto è risultato fondamentale per il lieto fine di una telenovela che ad un certo punto sembrava destinata a concludersi con un nulla di fatto. Il braccio di ferro tra i due club è durato oltre un mese, fin quando non si è trovato l’accordo sulla base di 35 milioni di euro. È stato l’acquisto più costoso dell’ultimo calciomercato per il club azzurro, che ha visto in Jack il perfetto erede di Dries Mertens, considerata anche una duttilità che gli permette di poter occupare tutte le posizioni dell’attacco. In tanti hanno accolto con entusiasmo l’arrivo di uno dei migliori prospetti del calcio italiano, nonché di una delle rivelazioni della scorsa Serie A, ma c’è anche chi ha espresso delle perplessità in merito all’ingente cifra investita.

Dopo un esordio da titolare un po’ in ombra nella gara interna contro il Lecce, per il ventiduenne a segnare la svolta è il pomeriggio dello scorso 10 settembre, giorno di Napoli-Spezia, quando Spalletti per sostituire l’infortunato Osimhen non sceglie Simeone, ma punta proprio su di lui schierandolo nella posizione di falso nueve. Per 88 minuti la prestazione di Raspadori non è soddisfacente, infatti il numero 81 azzurro fatica ad essere incisivo commettendo anche diversi errori. Ma al minuto 89 cambia la storia: Giacomo si trova al posto giusto nel momento giusto e sblocca in extremis una partita in cui la porta spezzina sembrava stregata, regalando ai suoi tre punti pesantissimi. Non poteva esserci momento migliore per il primo gol in azzurro dell’ex Sassuolo, che Spalletti ha avuto l’intuizione di lasciare in campo per l’intero match nonostante non stesse fornendo una prova sufficiente.

Quattro giorni più tardi, Raspadori trova anche la sua prima gioia in Champions League, firmando, da subentrato, il raddoppio all’Ibrox Stadium contro i Rangers, tramite una rete che sintetizza la sua rapidità nello stretto e la sua freddezza in fase realizzativa. In seguito viene schierato nuovamente da titolare in occasione delle gare contro Milan e Torino, nelle quali risulta prezioso per le sue ottime capacità nel legare i reparti. Ma il punto più alto di questo suo primo periodo in maglia azzurra è rappresentato indubbiamente dalla performance da dieci e lode messa in scena alla Johan Cruijff Arena. Nella magica notte olandese a brillare, insieme a tutto il resto della squadra, è anche un Raspadori fenomenale e tuttofare, in grado di svolgere un lavoro da vero regista offensivo. Non soltanto i due gol, l’assist per Kvaratskhelia e l’uno-due da cineteca con Anguissa nell’azione del 3-1, nella quale il camerunese ha poi lanciato Zielinski in campo aperto, ma anche tanto sacrificio al servizio della squadra e la manifestazione di un’intelligenza tattica incredibile per un ragazzo della sua età.

Una dote che Spalletti aveva già individuato da tempo come potenziale risorsa preziosa, da qui la scelta, in assenza di Osimhen, di puntare sul classe 2000 nel ruolo di centravanti. Ad Amsterdam Jack lo si è visto interpretare il ruolo magistralmente, venendo incontro alla palla in ogni zona del campo, legando alla perfezione con il centrocampo, aprendo spazi all’interno della retroguardia dell’Ajax e smistando palloni attraverso dei cambi di gioco ben calibrati. Il primo gol, da lui stesso definito il più bello dei quattro sinora messi a segno con la maglia del Napoli, è da attaccante vero: inserimento con i tempi perfetti sul secondo palo e colpo di testa in tuffo in seguito ad una gran torsione, il tutto a confezionare l’ottimo cross di Mathias Olivera. Con il rientro di Osimhen, un Raspadori sontuoso e un Simeone che si sta facendo valere alla grande anch’esso, mister Luciano ha davvero l’imbarazzo della scelta e può godere di un’abbondanza di varianti sia tecniche che tattiche.