Nonostante sia arrivata la prima sconfitta stagionale, il Napoli continua, gara dopo gara, a dare conferma della propria forza nei singoli e nel collettivo. Ad Anfield un KO che sicuramente lascia l’amaro in bocca per il modo in cui si è sviluppata la gara, ma fortunatamente indolore, in quanto non pregiudica il raggiungimento di un traguardo strameritato, ovvero la vittoria del girone con Liverpool, Ajax e Rangers. Dunque gli azzurri sono agli Ottavi di Champions League da testa di serie e disputeranno la gara di ritorno al Maradona. I sorteggi si terranno nella tarda mattinata di lunedì in quel di Nyon e la speranza è di scongiurare il pericolo PSG, visto e considerato che le altre quattro potenziali avversarie, vale a dire Bruges, Borussia Dortmund, Eintracht Francoforte e Lipsia, sono tutte compagini contro le quali il Napoli avrebbe buone probabilità di accedere ai Quarti della massima competizione europea per la prima volta nella propria storia.
Episodi come il gol non convalidato ad Ostigard per una parte di spalla in fuorigioco e le due reti subite nel finale su palla inattiva, sono il segno della classica partita storta che, per la legge dei grandi numeri, prima o poi doveva capitare in seguito ad una serie impressionante di vittorie consecutive. Il filotto di successi di fila si ferma dunque a quota tredici. Una striscia incredibilmente straordinaria per il livello di risultati e prestazioni, con gli uomini di Spalletti che sono stati all’altezza di battere con estrema facilità degli avversari tutt’altro che morbidi, come anche in occasione delle quattro reti rifilate al Sassuolo. Ma non vi è dubbio che emergono fattori molto incoraggianti anche dalla notte di Liverpool. I partenopei escono infatti a testa altissima dal confronto con i Reds, al termine di una gara che, tolto il calo negli ultimi dieci minuti, li ha visti avere in mano l’iniziativa per buoni tratti e concedere poco o nulla agli uomini di Klopp in termini di palle gol. La squadra ha confermato la propria grande autorevolezza, dimostrandosi consapevole di poter imporre il proprio gioco contro qualunque avversario e su qualsiasi campo. Dunque soltanto applausi e ringraziamenti ad un gruppo fantastico, protagonista di una fase a gironi da incorniciare e che resterà scolpita nella memoria per la grande bellezza messa in atto.
Tra i migliori in campo della notte di Anfield c’è senza dubbio Mathias Olivera, altro elemento che partita dopo partita sta palesando in maniera egregia le proprie qualità. Prova lampante dell’ottimo rendimento del terzino uruguaiano è l’ormai costante rotazione con un Mario Rui che vanta numeri da record, infatti, tra i difensori dei top cinque campionati europei, il portoghese è l’unico ad aver fornito sei assist in stagione. L’ex Getafe e “Il Professore” garantiscono a Spalletti sicura intercambiabilità sulla fascia sinistra e costituiscono dunque due co-titolari a tutti gli effetti. Un dato di fatto, quest’ultimo, che rappresenta un notevole salto di qualità nel ruolo, in quanto per lunghi tratti delle stagioni precedenti, considerato che Ghoulam era impossibilitato dal poter scendere in campo con una certa continuità da ormai quattro anni e mezzo, Mario Rui era costretto agli straordinari essendo l’unico terzino sinistro a disposizione. Mentre oggi il numero 6 azzurro condivide il posto con un innesto che, così come tutto il resto dei neo arrivati, si sta rivelando di alto spessore e tra le tante soluzioni di un Napoli dalle varie frecce al proprio arco. Ciò a conferma della campagna acquisti da applausi attuata dalla società.
Sorprende la capacità di Olivera nell’interpretare al meglio le due fasi, risultando preziosissimo in entrambe. Infatti oltre alle doti in fase di progressione, delle quali si era già a conoscenza e che fanno di lui un vero e proprio trattore sulla fascia, sta mostrando dei progressi evidenti anche in marcatura. Lo si è visto anche in quel di Liverpool con dinanzi ad esso un cliente a dir poco scomodo da fronteggiare come Mohamed Salah, che ha limitato al massimo con delle letture perfette e riuscendo a far prevalere la propria fisicità nei contrasti. Ne sa qualcosa anche Nicolò Zaniolo, che in Roma-Napoli ha ugualmente trovato nel 17 azzurro un osso duro. Inoltre, non ai livelli del “Maestro”, ma anche Mathias gode di un piede che gli consente di avere un buon numero di assist nelle corde, non a caso si ricorda il cross delizioso a premiare l’inserimento sul secondo palo di Jack Raspadori nella notte magica della Johan Cruijff Arena. Dunque dopo l’infortunio al ginocchio rimediato con la sua nazionale nel mese di giugno, che gli ha fatto saltare gran parte della preparazione e aveva fatto temere la prosecuzione dell’incubo riguardante la fascia sinistra, Olivera ha saputo guadagnarsi nel giro di pochissimo tempo la fiducia di Spalletti e, conseguentemente, un ruolo da protagonista in questo Napoli da sogno.
