Addessi spegne le speranze del Portici, il Lamezia strappa il pass per gli ottavi

Al San Ciro, ad avere la meglio nella sfida valevole per i sedicesimi di Coppa Italia è il Lamezia; le reti di Alma e di Addessi hanno vanificato le speranze azzurre di trascinare la gara ai rigori o, perché no, provare anche a vincerla. Non c’è certamente da farne una tragedia, visto che quello della Coppa Italia di serie D non era l’obiettivo principe della compagine azzurra. La differenza tecnica tra le due squadre è stata sicuramente evidente, tuttavia i vesuviani hanno riaperto i giochi, provando l’arrembaggio a circa otto minuti dal termine. Sin dalle prime battute, di una gara a ritmi piuttosto bassi, gli uomini di Novelli hanno incastrato la formazione allenata da Sarnataro, prendendo subito in mano le redini del gioco. L’enorme densità dei gialloblù, e complice pure la mancanza di Maranzino dal primo minuto sul terreno di gioco – ha impedito al Portici di poter fare affidamento alla gestione del palleggio. Gli innumerevoli lanci a cercare prima il solo Pinto, e poi l’autore del gol Filogamo, sono quasi sempre stati ben neutralizzati da Cadili e Messina, guardiani della retroguardia calabrese – non è un caso, infatti, che, fatta eccezione per l’unica occasione della ripresa capitata sui piedi di Stallone, il gol del pari sia frutto di una palla inattiva (82′). La sconfitta è però indolore, e la testa è giù al trittico di derby che vedrà il Portici affrontare, in ordine, Palmese, Angri e Sorrento.

Conferme e dubbi. Se le prestazioni di alcuni calciatori hanno rinnovato la fiducia di Sarnataro – fra tutti Maranzino, Di Gennaro, Cirillo, Schaeper, Pelliccia, Filogamo e Stallone – la rosa corta ha messo in evidenza i limiti di questa squadra. Molto spesso superficiale il duo Riccio-Guarino, col primo protagonista in negativo del pallonetto con cui Alma ha sbloccato l’incontro (28′), e col secondo spesso non preciso negli interventi. È da un suo errore che nasce la palla gol di Fangwa – a tu per tu con Schaeper – clamorosamente spedita fuori. In conferenza post-gara, Sarnataro ha ancora sottolineato quanto la rosa sia corta, ma, nella consapevolezza di una strada in salita, la grinta del tecnico e della squadra dovrà fare la differenza per cercare di andare oltre i limiti del caso. La mancanza di Orlando, indisponibile per la sfida contro il Lamezia, poteva poi essere un’opportunità per Vincenzo Pinto, classe 2000 scuola Benevento. Il numero 33, però, è apparso isolato, e, più complicato senza un altro attaccante vicino di ruolo – è sembrato dialogasse di più col subentrante Filogamo – non è riuscito ad incidere come avrebbe voluto. Da rimandare, dunque, la prestazione con cui forse l’allenatore porticese si aspettava qualche risposta in più. Risposte che, naturalmente, non prescindono dall’attentissima gara della difesa allenata da Novelli, in grado di confermare grande stabilità in fase di non possesso e tanta spinta in costruzione di manovre offensive.

La testa al campionato. Come già detto, quello della Coppa non era un obiettivo primario, e la gara contro i gialloblù è quanto meno servita per rimettere minuti nelle gambe dopo la sosta natalizia. Adesso, la testa è già al trittico di partite che vedrà il Portici impegnato in tre derby – con la Palmese, in settimana con l’Angri, valevole per il recupero della 16^a giornata, e per chiudere contro la capolista Sorrento – e a caccia di punti che possano far respirare ancor di più, allontanandosi dalle zone rosse della bassa classifica. Come più volte detto dal mister azzurro, il Portici difficilmente ha incontrato una squadra con cui non ha dimostrato di potersela giocare. Ed è da questa importante convinzione che la rosa dovrà ripartire, nella volontà di compattarsi e continuare a limare i dettagli e gli errori che, anche in questa gara, sono emersi con preoccupazione. La boccata d’aria è la certezza che l’ambiente è in mani giuste, nelle stesse di chi un anno fa conquistava la salvezza anticipata affrontando a testa alta (e magari vincendo) anche le migliori squadre dell’allora girone I. Tocca semplicemente riportare ancor di più sui binari quel treno che, in questa prima parte di stagione, ha arrancato di più. Imboccata la strada giusta, il Portici potrà tornare a passeggiare con più piacevolezza, consapevole dei propri mezzi, delle proprie qualità e delle proprie idee.