Dopo una prima parte di stagione all’insegna dello spettacolo e del dominio incontrastato sia in campionato che in Champions League, il Napoli, a suon di record, sta proseguendo la propria marcia inarrestabile anche in questa fase post Mondiale, ricoprendo sempre più il ruolo di padrone indiscusso della Serie A. Una squadra da sogno ad occhi aperti che, settimana dopo settimana, sta disilludendo le speranze di tutta l’Italia anti partenopea e smentendo categoricamente le tesi di una buona fetta della stampa nazionale, secondo la quale il mese di gennaio avrebbe segnato l’inizio di un nuovo campionato e un crollo dei partenopei. Ma morale della favola, dopo la prima e unica sconfitta, gli azzurri hanno collezionato sei vittorie di fila, mettendo a segno diciassette reti e subendone appena due. Inoltre, quello che sarebbe dovuto essere il mese del calo, ha visto Spalletti ed Osimhen ricevere i premi rispettivamente di miglior allenatore e miglior calciatore.
Quando siamo in procinto della quarta giornata del girone di ritorno, il Napoli vanta la bellezza di 59 punti ottenuti, frutto di diciotto vittorie, due pareggi e una sola sconfitta, che corrispondono ad una media di 2,68 a partita, ovvero la più alta dei top campionati europei. Tra i vari primati anche il miglior attacco, la miglior difesa e il miglior cannoniere, vale a dire Victor Osimhen con sedici gol in diciassette presenze. Numeri da vera e propria corazzata, costruiti con il lavoro e la competenza, perché non vi è dubbio alcuno che questo Napoli stellare, che esprime il miglior calcio d’Italia e d’Europa, è figlio di un vero e proprio capolavoro di Luciano Spalletti e della società. In estate vigeva tanta ansia e preoccupazione per le partenze di pilastri come Insigne, Mertens, Koulibaly, Ospina e Fabian Ruiz, che avevano scritto la storia recente del club e lasciato il segno in maniera importante. Ma la società, tra lo scetticismo generale, è stata lesta ed ha proceduto egregiamente all’individuazione di profili dall’eccellente rapporto qualità-prezzo e che calzassero a pennello con l’idea di calcio che aveva in mente Luciano Spalletti, elevandosi ad esempio virtuoso per il calcio moderno.
È un Napoli che gara dopo gara legittima ulteriormente la propria grande forza e maturità. Anche gli ultimi due impegni con Spezia e Cremonese, nonostante sembrassero dall’esito scontato sulla carta, potevano consistere in delle gare trappola, visto che in entrambe le occasioni c’è stato da fronteggiare un avversario interamente arroccato dietro la linea della palla, la qual cosa accade ormai con sempre maggiore frequenza essendo in pratica l’unica soluzione per provare ad arginare il perfetto meccanismo di questa fantastica squadra. Ma anche quando all’interno della gara vengono a crearsi delle insidie, questo Napoli è stabilmente sul pezzo e con lucidità, concentrazione, consapevolezza, autorevolezza e cinismo riesce sistematicamente a trovare la chiave per azzannare la preda, rispondendo puntualmente “presente” agli appelli da vero condottiero lanciati da Spalletti. È evidente come il tecnico azzurro abbia saldamente in mano il gruppo, la cui grande compattezza è tra i tanti punti di forza degli azzurri. Alla vigilia della gara contro la Roma, mister Luciano aveva definito il suo Napoli un ciclista che deve correre sempre ritto sui pedali e spingere forte fino in fondo al percorso, senza mai sedersi, perché da seduti si spinge meno. Il tecnico ci ha poi tenuto a ribadire la mentalità con la quale affrontare il prosieguo della stagione anche in occasione delle conferenze pre match di Spezia-Napoli e Napoli-Cremonese, durante le quali, a giusta ragione, ha affermato che la situazione di cospicuo vantaggio sulle inseguitrici non deve essere assolutamente motivo per concedersi dei cali di tensione. Del resto ora ogni singola partita corrisponde ad una tappa di fondamentale importanza all’interno del percorso che può portare al grande sogno.
Un concetto che i suoi uomini stanno rispecchiando a pieno ed un esempio lampante è proprio il finale della sfida alla Roma. Infatti, dopo il gol del pari subito ad un quarto d’ora dal termine, sarebbe potuta subentrare la paura di perderla e la consapevolezza che, classifica alla mano, il pari non sarebbe stato assolutamente un risultato malvagio. Ma in quell’occasione gli azzurri hanno confermato di essere squadra dotata di carattere, personalità e fame di vittoria da vendere, rimettendo subito il piede sull’acceleratore in seguito alla doccia gelata. Una pressione poi culminata con la girata del Cholito Simeone, autore di un gol da grandissimo centravanti che ha fatto esplodere di gioia il Maradona in quella che è stata l’ennesima notte magica di questa stagione da sogno. Successo, quello ai danni degli uomini di Mourinho, nel quale si racchiude la straordinaria forza di questa squadra in tutti i suoi aspetti e che porta indubbiamente anche la firma di Spalletti, molto scaltro nell’inserire Olivera, Elmas, Raspadori e Simeone, i quali hanno conferito freschezza, qualità e fisicità. Ma ad avere un significato molto particolare è stata in primis la rete del Cholito, perché se si sostituisce Victor Osimhen, indiscutibilmente il miglior attaccante della Serie A, e chi gli subentra decide la gara, è segno che questo Napoli è davvero squadra dalle mille risorse. Ora sono sedici le partite che ci separano dalla storia e dal sogno della vita, dunque non resta che proseguire con lo stesso spirito ed atteggiamento che hanno permesso di arrivare fin qui, tutti uniti verso un unico obiettivo.
In vista delle ultime tre gare contro Roma, Spezia e Cremonese la squadra ha avuto la possibilità di usufruire della classica settimana tipo. Mentre la trasferta di Reggio Emilia contro il Sassuolo segnerà l’inizio di un tour de force di fuoco con in programma, nel giro di ventidue giorni, il tanto atteso doppio confronto con l’Eintracht Francoforte negli Ottavi di Champions League e partite delicate di campionato come quelle con Lazio e Atalanta, oltre alla sfida esterna all’Empoli. In casa Napoli, dal Presidente De Laurentiis al gruppo squadra passando per Spalletti, c’è la forte convinzione di poter scrivere un’importante pagina di storia anche in Champions e dunque di dare continuità alla meravigliosa fase a gironi disputata. La massima competizione europea potrebbe fisiologicamente assorbire un bel po’ di energie fisiche e mentali, per questo motivo sarebbe di fondamentale importanza arrivare all’appuntamento in Germania forti del bottino pieno anche nella gara con il Sassuolo. L’auspicio è che la graduale crescita di condizione e la larghezza della rosa consentano di gestire al meglio il doppio impegno, in una fase che potrebbe orientare in maniera a dir poco significativa i sogni e i destini di questo dream team in ottica sia campionato che Champions League.
