Occhi puntati alle stelle e piedi per terra: questo il motto lanciato da Luciano Spalletti in vista di Napoli-Atalanta. Quest’oggi gli azzurri affronteranno i bergamaschi con l’intento di riprendere la corsa verso il grande traguardo in seguito alla battuta d’arresto con la Lazio, arrivata dopo la bellezza di diciannove vittorie ottenute in venti giornate di campionato. Il match dello scorso 3 marzo ha indubbiamente visto un Napoli molto meno brillante del solito e poco lucido negli ultimi venti, inoltre è un po’ mancata anche quella aggressività, intensità e ferocia agonistica che ha contraddistinto la squadra nella stragrande maggioranza delle partite di questa stagione. Sicuramente anche merito di una Lazio che ha saputo preparare ed interpretare molto bene la gara dal punto di vista tattico, con Sarri che ha in pratica snaturato il proprio credo calcistico ed imbrigliato gli azzurri tramite un atteggiamento difensivista. Ma la straordinaria forza di questo Napoli sta anche nel costringere formazioni che prediligono un calcio propositivo a stravolgere i propri piani.
Una sconfitta ovviamente non cancella il meraviglioso cammino di questo Napoli stellare, il quale ora vuole a tutti costi fare in modo che il KO contro i biancocelesti resti un episodio isolato, così come lo fu la gara persa a San Siro con l’Inter prima del filotto di otto vittorie consecutive in Serie A. Da sposare in pieno è la linea condotta da Spalletti, con la concentrazione che deve essere sempre rivolta all’impegno imminente senza mai spingersi oltre. Un concetto che deve valere per tutti, anche per quella fetta di città che si è lasciata andare a festeggiamenti anticipati. Mettere il carro dinanzi ai buoi, oltre ad essere controproducente, non è il modo corretto di godersi l’avvicinamento ad un qualcosa di così desiderato, sognato ed emotivamente sentito, che sta per realizzarsi ma non è ancora definitivo. Il magico percorso che i ragazzi di mister Luciano stanno compiendo va vissuto tappa per tappa e così facendo, il momento in cui il tutto si realizzerà definitivamente, sarà ancor più speciale, unico, emozionante ed indelebile.
Tra la sfida all’Atalanta di quest’oggi e la gara di ritorno degli Ottavi di Champions League contro l’Eintracht Francoforte, saranno ben centomila i tifosi presenti sugli spalti del Maradona. L’impianto di Fuorigrotta sarà infatti sold out in entrambe le occasioni e l’auspicio è che il pubblico possa tornare ad essere il dodicesimo uomo in campo, dopo che nelle ultime partite casalinghe il rigido regolamento d’uso ha generato un clima per lunghi tratti silente, visto il divieto di introdurre bandiere striscioni, megafoni, tamburi. Limitazioni che di fatto impediscono l’utilizzo di materiale che contribuisce in maniera determinante a creare un tifo coinvolgente sugli spalti. Una situazione assolutamente da risolvere in quanto è inammissibile rendere il Maradona uno stadio grigio e silente in un’annata nella quale si sta scrivendo la storia.
Per quanto riguarda l’undici titolare con cui scenderanno in campo gli azzurri, non si escludono sorprese da parte di Spalletti. Tra i pali ci sarà Meret. In difesa tutto invariato rispetto alla gara contro la Lazio, con capitan Di Lorenzo ad agire sulla corsia di destra, la coppia Rrahmani-Kim Min-Jae al centro ed Olivera ad occupare l’out mancino. Mario Rui dovrà scontare la sua seconda giornata di squalifica. La possibile sorpresa riguarda proprio il centrocampo, dove non si esclude una chance dal primo minuto per Tanguy Ndombele, con Zielinski che partirebbe dalla panchina. Mentre non sembra minimamente in dubbio la presenza di Lobotka in cabina di regia e di Anguissa nella posizione di mezz’ala a destra. In merito all’attacco, non sarà a disposizione Hirving Lozano per un risentimento muscolare accusato in settimana. A subentrare all’ala messicana sarà molto probabilmente Matteo Politano, anche se non è da escludere a priori l’inserimento di Elif Elmas in quella zona del campo. Gli altri due posti del tridente vedranno ovviamente Victor Osimhen nella posizione di centravanti e Khvicha Kvaratskhelia sul versante sinistro.
Di fronte un’Atalanta attualmente sesta in classifica a quota 42 punti e reduce da un solo punto ottenuto nelle ultime tre giornate. Gli ultimi risultati negativi hanno visto la Dea perdere terreno dalle dirette concorrenti e scivolare a cinque lunghezze di ritardo dalla zona Champions. La compagine orobica in questa stagione ha un po’ modificato la propria filosofia di gioco rispetto agli anni precedenti, infatti i nerazzurri, soprattutto in un determinato tipo di partite, sono soliti adottare una tattica volta più al contenimento e alle ripartenze. È un’Atalanta quindi sicuramente diversa da quella che nelle scorse stagioni optava sistematicamente su un pressing ultra-offensivo. Gasperini si schiererà con il suo consueto 3-4-1-2. In porta ci sarà Musso. In retroguardia i beragamaschi recuperano Scalvini, che andrà a comporre il terzetto insieme a Toloi e Djimsiti. A centrocampo linea a quattro con Zappacosta e Maehle sulle corsie esterne e il duo De Roon-Ederson in mediana. Mentre in avanti potrebbe esserci il ritorno da titolare di Duvan Zapata, in ballottaggio con Hojlund per affiancare Lookman nella coppia d’attacco. Sulla trequarti agirà Pasalic.
Probabili formazioni
Napoli (4-3-3) Meret – Di Lorenzo, Rrahmani, Kim Min-Jae, Olivera – Anguissa, Lobotka, Zielinski – Politano, Osimhen, Kvaratskhelia. All. Spalletti
Atalanta (3-4-1-2) Musso – Toloi, Djimsiti, Scalvini – Zappacosta, De Roon, Ederson, Maehle – Pasalic – Lookman, Zapata. All.: Gasperini
