Nel momento del bisogno, il Maradona risponde presente. In quel di Fuorigrotta si prevede infatti il pubblico delle grandi occasioni a sostenere il Napoli nell’ultima partita del 2023, che, a prescindere dal nefasto avvio di questa stagione, resterà un anno scolpito in eterno nei cuori, nelle menti e nell’anima di ogni singolo tifoso partenopeo. Ma oltre che dagli spalti, le risposte dovranno arrivare anche e soprattutto dal campo, che vedrà gli azzurri affrontare il Monza in una gara da vincere ad ogni costo per riprendere la marcia dopo le brusche cadute contro Frosinone e Roma e rimanere aggrappati all’obiettivo imprescindibile per il club, vale a dire l’accesso alla prossima edizione della Champions League.
La sconfitta di Roma è stata l’emblema della dilapidazione di un patrimonio che andava protetto e tutelato. La gestione del post scudetto, rivelatasi superficiale, ha di fatto cancellato tutto quel che era stato costruito con tanta dedizione. Le basi per dare vita ad un ciclo duraturo, che avrebbe potuto vedere il Napoli consacrarsi tra le grandi d’Europa, c’erano tutte, ma una serie di scelte incomprensibili hanno portato una squadra granitica nelle proprie certezze tecniche, tattiche e mentali, che ha dominato la scorsa Serie A ed espresso il miglior calcio dell’intero continente per lunghi tratti della passata stagione, ad apparire come una compagine impaurita e senza identità, composta da calciatori che oggi sembrano essere neanche i lontani parenti di se stessi. Il clima di gioia ed entusiasmo per un’estate da Campioni d’Italia aveva un po’ offuscato i problemi all’orizzonte ed ancora non vi era piena consapevolezza di ciò che stava avvenendo, ma il giocattolo era in piena fase di rottura già lo scorso giugno, dal momento in cui come successore di Luciano Spalletti fu scelto un allenatore totalmente inadeguato sotto svariati aspetti come Rudi Garcia, che poi ha infatti demolito in un nulla la macchina perfetta costruita dall’attuale CT della nazionale.
Nello scenario attuale non resta che fare tutto il possibile per salvare il salvabile. Fondamentale è il piazzamento Champions, il cui raggiungimento di certo non stravolgerebbe il giudizio generale sulla stagione, che resterebbe comunque al di sotto delle aspettative ma senza provocare ripercissioni sui piani futuri. Infatti, forti degli introiti previsti per la partecipazione alla massima competizione europea, ci sarebbe modo di ripartire con la possibilità di mantenere alta l’asticella. Per riuscirci sarà indubbiamente necessario colmare i vuoti in organico con importanti innesti nel mercato di gennaio. Dopo la cessione di Elmas al Lipsia la coperta si è ulteriormente accorciata, soprattutto se si considera che il macedone costituiva un prezioso jolly, avendo rappresentato il ricambio più valido del centrocampo ed anche la prima alternativa agli esterni offensivi. Le priorità riguardano l’acquisto di due centrocampisti e di un difensore centrale pronto a ricoprire il ruolo di titolare, a maggior ragione dopo l’infortunio che costringerà Natan ad uno stop di un mese e mezzo circa.
Per la sfida al Monza, Walter Mazzarri dovrà far fronte ad un ampio numero di defezioni tra squalifiche ed infortuni. Ma per fortuna dopo la seduta di allenamento tenutasi ieri pomeriggio sono arrivate buone notizie in merito alle condizioni di Lobotka e Lindstrom. Tra i pali ci sarà Meret. In retroguardia si prevede la conferma del quartetto schierato all’Olimpico, con capitan Di Lorenzo ad occupare la corsia di destra, la coppia Rrahmani-Juan Jesus al centro e Mario Rui sulla fascia sinistra. In merito al centrocampo, Lobotka ha recuperato in extremis dall’acciacco rimediato e di conseguenza dovrebbe essere normalmente presente in cabina di regia dal primo minuto, con mezz’ali Anguissa e Zielinski. Le assenze più pesanti riguardano l’attacco, con sia Politano che Osimhen indisponibili per via delle espulsioni ricevute nel corso di Roma-Napoli. In conferenza stampa Mazzarri ha dichiarato di non essere intenzionato a schierare Raspadori e Simeone insieme dall’inizio, in modo da avere un attaccante da poter inserire a partita in corso. Il classe 2000 italiano e il Cholito sono quindi in ballottaggio per la posizione di centravanti. Di conseguenza l’out di destra offensivo vedrà una staffetta tra Zerbin e Lindstrom, quest’ultimo non è al meglio ma ha svolto regolarmente in gruppo gli ultimi due allenamenti e potrà sicuramente disputare uno spezzone, c’è soltanto da vedere se si deciderà di farlo partire titolare oppure verrà utilizzato nel secondo tempo. L’unica certezza del reparto è la presenza di Khvicha Kvaratskhelia sulla sinistra.
Di fronte ci sarà un Monza attualmente decimo in classifica a quota 21 punti. I brianzoli sono una formazione solita produrre un’importante mole di gioco attraverso un calcio ben organizzato e propositivo. Nelle ultime due giornate i biancorossi sono usciti sconfitti per mano di Milan e Fiorentina, ma restano una squadra che può creare grosse difficoltà, soprattutto se si pensa ai problemi di cui il Napoli ha sinora sofferto in occasione delle gare casalinghe nel corso di questa stagione. Per quanto concerne l’undici titolare con cui il Monza scenderà in campo al Maradona, Palladino si schiererà con il 3-4-2-1. Tra i pali ci sarà Di Gregorio. La linea a tre di difesa verrà composta da Izzo, Caldirola e D’Ambrosio, assenti Pablo Marì e Andrea Carboni. Nel centrocampo a quattro Ciurria e Kyriakoupoulos agiranno sulle corsie esterne mentre i due in mediana saranno Akpa Akpro e Gagliardini. In avanti agirà Dany Mota come unica punta con Colpani e Pessina alle sue spalle.
Probabili formazioni
Napoli (4-3-3) Meret – Di Lorenzo, Rrahmani, Juan Jesus, Mario Rui – Anguissa, Lobotka, Zielinski – Lindstrom (Zerbin), Simeone, Kvaratskhelia. All. Mazzarri
Monza (3-4-2-1) Di Gregorio – Izzo, Caldirola, D’Ambrosio – Ciurria, Akpa Akpro, Gagliardini, Kyriakopoulos – Pessina, Colpani – Mota. All. Palladino
