Prosegue a pieno ritmo il quindicesimo ritiro precampionato del Napoli a Dimaro-Folgarida, con il campo di Carciato a fare da cornice alle prime sedute di allenamento di Massimiliano Allegri da tecnico azzurro. L’atmosfera in Trentino è resa speciale e carica di emozione dall’avvicinamento allo storico traguardo dei cento anni di storia del club, che cadranno ufficialmente il prossimo 1° agosto. Le celebrazioni sono già cominciate a tutti gli effetti e, come annunciato dal presidente Aurelio De Laurentiis, dureranno per l’intero anno del Centenario, sino al 31 luglio 2027.
Ci sono infatti già diverse iniziative che stanno infiammando la passione dei tifosi azzurri, a partire dalla presentazione della prima maglia per la stagione 2026-2027. Il kit è un esplicito e suggestivo omaggio alla divisa indossata nell’annata 1986-1987, quella in cui il Napoli, guidato dal genio di Diego Armando Maradona, conquistò il primo scudetto e la terza Coppa Italia. A rendere unico questo pezzo da collezione è il ritorno del corsiero del sole, il primo storico simbolo del club voluto nel 1926 dal fondatore Giorgio Ascarelli, accompagnato dal numero cento fuso graficamente con il segno dell’infinito, a simboleggiare il legame viscerale tra la squadra e la sua gente. Inoltre, proprio all’esterno della Ski.it Arena, è stato allestito un museo temporaneo straordinario, dove sono esposti tutti i trofei vinti dal Napoli nella sua storia e una raccolta di maglie storiche, diventato già meta fissa di migliaia di sostenitori azzurri in questi giorni di ritiro.
Il modulo di riferimento utilizzato sinora in tutte le esercitazioni e nelle partitelle a campo ridotto è stato il 4-3-3. In questi primi giorni di ritiro la differenza principale emersa rispetto ai ritiri sotto la guida di Antonio Conte è il lavoro atletico dimezzato. Il tecnico salentino spesso dedicava le sedute mattutine interamente alla parte atletica per poi focalizzarsi sul lavoro tecnico-tattico nel pomeriggio. Mentre con Allegri quattro dei cinque allenamenti svoltisi finora sedute si sono sviluppati sul costante utilizzo del pallone. Il programma impostato dall’allenatore toscano prevede una forte alternanza tra lo studio delle trame offensive e i meccanismi della linea difensiva. Tutto il percorso sul campo viene diretto con minuziosità dal mister e dai membri del suo staff, in primis il vice Marco Landucci e i collaboratori Francesco Magnanelli ed Elvis Abbruscato. Nello sviluppo della manovra d’attacco, l’attenzione si sta focalizzando sulle sponde dei centravanti, sugli inserimenti dei centrocampisti e sul duplice compito richiesto agli esterni, chiamati a seconda dei momenti a stringere verso il centro o a dialogare con la mediana per premiare i tagli delle punte. Alla base c’è sempre il 4-3-3, che però in fase di possesso si trasforma a tratti in un 4-2-3-1; all’interno di questa variante si inserisce l’esperimento legato ad Antonio Vergara, che Allegri sta utilizzando prevalentemente nel ruolo di mezz’ala schierandolo insieme ad Anguissa e Lobotka, ma l’idea è comunque quella di lasciarlo libero di spaziare e di alzarsi alle spalle della punta.
Se il 4-3-3 rappresenta una precisa intenzione tattica, va sottolineato come l’attuale numero esiguo di difensori centrali a disposizione non permetterebbe in ogni caso al mister di schierare una difesa a tre. In retroguardia infatti la coperta è attualmente diventata piuttosto corta a causa dell’assenza di Alessandro Buongiorno. La SSC Napoli ha comunicato ufficialmente che l’ex centrale del Torino salterà l’intero precampionato, comprese le tappe di Dimaro e Castel di Sangro, a causa di problemi al ginocchio. Lo stop rischia di essere molto lungo: si vocifera infatti che il difensore potrebbe doversi sottoporre a un’operazione chirurgica, un intervento che lo terrebbe lontano dai campi di gioco per un bel po’ di tempo. Questo imprevisto potrebbe dare priorità innanzitutto all’acquisto di un difensore centrale per quanto concerne il mercato in entrata.
Attualmente indisponibili, ma presenti a Dimaro, anche David Neres, Sam Beukema e Billy Gilmour, i quali stanno svolgendo lavoro personalizzato. Neres e Beukema sono alle prese rispettivamente con un percorso di rieducazione al ginocchio e con una riacutizzazione di una patologia cronica al tendine d’Achille, mentre Gilmour deve ancora completare la fase di recupero dall’infortunio subito in amichevole con la sua Scozia lo scorso giugno che gli ha poi impedito di partecipare al Mondiale. Invece gli azzurri reduci dalla Coppa del Mondo si aggregheranno a scaglioni: Scott McTominay, Noa Lang e Mathias Olivera sono attesi in Val di Sole per la prossima settimana, mentre Romelu Lukaku e Kevin De Bruyne si uniranno al gruppo direttamente nel successivo ritiro di Castel di Sangro essendo arrivati fino ai Quarti di Finale con il Belgio.
Tuttavia, come dichiarato in occasione della sua conferenza stampa di presentazione al teatro San Carlo, Allegri intende osservare da vicino e mettere alla prova ogni singolo elemento della rosa attualmente a disposizione in Trentino, analizzandone le risposte atletiche e la funzionalità tattica prima di prendere decisioni definitive e di dare via libera a cessioni. Si vive dunque uno scenario identico alla prima estate dell’era Conte, una sorta di “laboratorio a cielo aperto” basato sui verdetti diretti del ritiro tra promossi e bocciati; è proprio dopo questo ciclo completo di valutazioni che la campagna acquisti del Napoli potrebbe realmente cominciare. Del resto l’esperienza del mercato estivo di un anno fa ha dimostrato che la fretta può essere una cattiva consigliera, avendo spinto il club a investimenti onerosi per profili rivelatisi poi poco funzionali. Il Napoli preferisce ora muoversi con pazienza per poi eventualmente sfruttare le grandi occasioni che spesso si presentano nelle ultime settimane di mercato, vedi l’operazione che due anni fa permise ingaggiare Scott McTominay dal Manchester United nelle battute finali.
Questo scenario di attesa e l’emergenza numerica in difesa stanno trasformando il ritiro in Val di Sole in un’occasione d’oro per i tantissimi calciatori rientrati dai prestiti, chiamati da Allegri a farsi valere sul campo per ribaltare le gerarchie e provare a guadagnarsi una conferma in maglia azzurra. Nel reparto difensivo, le attenzioni principali sono puntate su Rafa Marín, che ha pienamente smaltito il colpo alla caviglia subito nei giorni scorsi ed è tornato regolarmente a pieno regime. Per lo spagnolo è una chance importante dopo la positiva esperienza in prestito al Villarreal, durante la quale è stato titolare. Sotto osservazione anche Nosa Edward Obaretin, reduce da due convincenti annate in Serie B con le maglie di Bari ed Empoli, e Marianucci, rientrato alla base dopo i sei mesi di prestito al Torino.
Spostando l’analisi a centrocampo, il profilo più attenzionato tra i rientranti è Luis Hasa, un calciatore che già durante il precampionato della scorsa estate aveva manifestato delle grandi potenzialità, dimostrandosi un centrocampista completo e facendosi notare per capacità di inserimento, costanza in fase di interdizione ed ottima tecnica di base. Hasa, reduce dall’eccellente stagione in Serie B con la Carrarese, è un profilo che per duttilità avrebbe fatto molto comodo alla causa azzurra già nell’ultima travagliata annata. Sempre a centrocampo si valuta anche Michael Folorunsho, che non è del tutto escluso possa strappare una riconferma dopo l’esperienza positiva a Cagliari. All’interno di questa batteria di rientrati dai prestiti spicca anche Jesper Lindström, che Allegri sta provando da mezz’ala. La risposta del danese è stata eccezionale, sino a questo momento è infatti apparso come uno dei più in forma in queste prime sedute in Trentino.
Il discorso dei rientri tocca anche l’attacco e le corsie esterne, dove si registrano le proprietà di Noa Lang, Lorenzo Lucca e Rao. Noa Lang deve ancora arrivare in Trentino, ma rientra a tutti gli effetti nei piani di valutazione dello staff tecnico. Tra lui e Lorenzo Lucca, l’ex PSV sembra avere maggiori chance di giocarsi la permanenza una volta giunto al campo, mentre l’attaccante italiano appare al momento sacrificabile sul mercato. C’è curiosità anche attorno al classe 2006 Emanuele Rao, reduce l’esperienza in prestito al Bari. Nonostante la stagione dei pugliesi si sia conclusa con la retrocessione, Rao è riuscito a mettersi in grande mostra disputando un campionato di ottimo livello condito da sei gol e tre assist.
L’ingaggio di Massimiliano Allegri ha aperto accesi dibattiti nell’ambiente azzurro, dividendo i pareri tra chi accoglie con favore il suo avvento e chi manifesta diffidenza. L’analisi della situazione, tuttavia, impone di considerare la complessità dell’eredità lasciata da Antonio Conte, protagonista di in un biennio straordinario nell’arco del quale ha portato in bacheca un meraviglioso Scudetto ed una Supercoppa Italiana, oltre ad aver centrato il secondo posto in una stagione letteralmente falcidiata dagli infortuni. Per attutire il colpo di un addio così pesante c’era bisogno di un profilo di esperienza, carisma e dalle spalle larghe. Allegri, forte di un curriculum d’altissimo livello e di una lunghissima abitudine a gestire spogliatoi importanti in contesti di massima pressione, rispondeva esattamente a questo identikit.
I dubbi emersi da quando il mister si è seduto sulla panchina azzurra risentono spesso delle critiche piovute sulle sue ultime avventure calcistiche. Eppure, l’analisi oggettiva del suo recente passato a Torino e a Milano restituisce l’immagine di un allenatore che in termini di risultati ha fallito soltanto nell’ultima stagione al Milan. Nel secondo ciclo alla Juventus, pur disponendo di una rosa molto meno competitiva rispetto al suo primo quinquennio in bianconero ed affrontando la tempesta del caso plusvalenze, ha mantenuto la barra dritta centrando un terzo posto sul campo e sollevato una Coppa Italia nell’annata successiva. Anche l’annata al Milan va contestualizzata, i rossoneri erano infatti rimasti stabilmente in zona Champions per quasi tutto il campionato, subendo un crollo verticale solo nel finale, del quale il neo tecnico azzurro probabilmente non è stato il principale responsabile. La scelta del Napoli poggia dunque su fondamenta solide ed è ora ai verdetti del campo che spetta il compito di parlare.
Fonte foto: SSC Napoli
