Fiorentina-Napoli 1-1, il giorno dopo: la sosta come opportunità per capire chi voler diventare

In un caldo torrido come quello di Firenze alle ore 12:30, Fiorentina e Napoli non hanno dato il meglio dal punto di vista fisico ed atletico, dovendo per forza di cose gestire in maniera sapiente le energie nel corso della partita, che è stata principalmente tattica e di attesa da ambo le parti.

Il Napoli ha creato una buona mole di occasioni contro una squadra di sicuro valore e in netta ripresa, dopo un avvio di stagione complicato. Gilmour, goal a parte, si è reso protagonista di una gara solida, dimostrando di poter dire ampiamente la sua nelle rotazioni del centrocampo azzurro, mentre Politano sulla fascia si è dimostrato particolarmente ispirato, suggerendo una serie di occasioni interessanti per i propri compagni di squadra. Bene anche Milinkovic-Savic, che a dispetto delle critiche si rende autore di una prova maiuscola, togliendo in più di un’occasione le castagne dal fuoco per gli uomini di mister Allegri, dimostrando di volersi giocare le proprie carte per la titolarità tra i pali anche una volta recuperato Meret.

Tra le difficoltà, sicuramente da segnalare la difficoltà nell’imprimere un ritmo ad alta intensità per l’intera durata del match, fattore che si è potuto notare in tutti gli impegni degli Azzurri in questo avvio di stagione. La pausa di oltre due settimane arriva in un momento ideale, per certi aspetti: l’opportunità per tutto l’ambiente è quella di staccare dalle pressioni, dalle critiche (alcune giuste e incontrovertibili, altre forse eccessivamente severe ed affrettate) e dal vortice negativo in cui sembra essere stata risucchiata questa squadra. La sensazione è che gli Azzurri siano al momento bloccati in una strana via di mezzo: a metà tra ciò che si ricorda essere stati fino a non molto tempo fa, la squadra aggressiva e dal calcio creativo che spesso la città si è trovata con gioia davanti ai propri occhi, e ciò che si sta cercando lentamente di diventare, una realtà più pragmatica e di ripartenza, con una proposta di gioco non continuativa durante la gara ma che vada maggiormente a fasi alterne.

Se il nuovo ciclo a tinte allegriane troverà all’ombra del Vesuvio il posto giusto dove rinascere sarà il tempo a dirlo, ma per il Napoli sarà essenziale sfruttare la sosta per ricaricare le pile, recuperare gli indisponibili e ripartire sia in campionato che in Champions con carattere e personalità, che sono aspetti fondamentali a prescindere dallo stile di gioco (che può essere lavorato e migliorato). Napoli è una piazza calorosa, che dà tanto e chiede tanto indietro, ma vuole vedere un Napoli non solo bello (in quanto la bellezza è un concetto altamente relativo), ma prima di tutto vincente e in grado di lanciare la sfida alle altre grandi del nostro calcio. La classifica è ancora corta, sognare è possibile ma per farlo bisogna lavorare in tempi brevi su ciò che serve. Ad Allegri e al suo staff il compito di trovare il bandolo della matassa.

fonte foto: pagina Facebook ufficiale SSC Napoli