Il primo tour de force stagionale del Napoli si è chiuso con il pareggio contro la Fiorentina. Al Franchi la prestazione complessiva non è stata malvagia, ma la gara ha palesato nuovamente tutti i problemi di cui gli azzurri hanno sofferto finora. In questo momento, i discorsi sul gioco o sull’atteggiamento tattico sono quasi marginali, le criticità attuali derivano infatti soprattutto da carenze individuali. Non è un limite di valore complessivo della rosa, che seppur incompleta non è di certo priva di calciatori forti, ma una concausa di fattori che ad ora hanno oggettivamente reso questo Napoli una squadra con più criticità che risorse.
Un grande nodo è rappresentato chiaramente dalle numerose assenze, su tutte quella di Scott McTominay. La sua mancanza pesa come un macigno in termini di qualità, quantità, sostanza e presenza in area di rigore, considerate le grandi capacità di inserimento che lo caratterizzano. In tal senso, il via libera dei medici per l’idoneità sportiva a seguito dell’intervento di ablazione è una boccata d’ossigeno. Vederlo in campo contro il Frosinone resta improbabile, ma la speranza è di riaverlo a pieno regime tra la trasferta di Champions League contro il Villarreal e quella di Venezia in campionato. Si attende il rientro anche di Frank Anguissa, infortunatosi ancora una volta nel finale del match di Firenze. Per il canerunese il rientro può avvenire ugualmente tra il Villarreal e il Venezia
Gli altri fattori della partenza a rilento si incrociano tra i ritardi di condizione di diversi elementi e gli effetti di un mercato troppo conservativo. Il Napoli sta pagando anche la presenza di calciatori finiti di fatto fuori dal progetto e poi rimasti soltanto perché la società non è riuscita a trovare loro una sistemazione. Il riferimento è in primis a Lorenzo Lucca e Noa Lang, calciatori che stanno confermando di non fare al caso del Napoli, non solo per il rendimento gravemente insufficiente ma anche per evidenti problemi caratteriali già emersi nella prima parte della passata stagione, gli stessi che spinsero Antonio Conte a bocciarli già in occasione del mercato invernale.
La lunga sosta poteva fungere da vera e propria benedizione, considerato che in teoria segnava l’occasione per almeno qualcuno dei fermi ai box di smaltire i rispettivi infortuni e per coloro che sono finora apparsi lontani dal top della condizione di tornare in forma. Invece sono arrivate una sfilza di brutte notizie. La tegola più pesante riguarda Antonio Vergara, che starà fuori per circa un mese a seguito dell’infortunio rimediato nel finale di Italia-Turchia. Il talento di Frattaminore si stava mostrando in stato di grazia con la Nazionale: dopo il grande impatto all’esordio contro la Francia, che lo ha visto entrare in campo a Saint-Denis con grande coraggio, personalità e spavalderia, con la Turchia è partito titolare fornendo un’altra prova di grande spessore, mettendo in mostra una forma smagliante, delle giocate splendide e un enorme spirito di sacrificio, con una corsa costante anche in fase di ripiego. Il Napoli in questo momento aveva bisogno come il pane della sua brillantezza, inventiva e vivacità e il suo stop è quindi una vera e propria beffa. Allegri avrebbe necessitato indubbiamente anche della freschezza, dell’esplosività e delle doti di spinta di Costantino Favasuli, fermatosi con l’Under 21 per un infortunio che lo terrà fuori circa un mese e mezzo. Ma non finisce qui, perchè ad affollare l’infermeria c’è anche Mathías Olivera, il che vuol dire che alla ripresa come terzini a disposizione ci saranno i soli Giovanni Di Lorenzo e Leonardo Spinazzola.
In merito alle lacune della fase offensiva, la speranze sono legate soprattutto a David Neres. L’ex Benfica è rientrato in campo ma si è palesato lontano dalla miglior condizione. Dato che ad oggi il problema principale del Napoli è stato forse proprio il deficit di esplosività, brio e concretezza nel reparto offensivo, ritrovare lui al 100% è fondamentale. Gli azzurri hanno necessariamente bisogno di calciatori con abilità nel saltare l’uomo, creare superiorità numerica negli ultimi venti metri e in qualche modo alzare il tasso realizzativo di una squadra che indubbiamente soffre della mancanza di uomini con un determinato numero di gol nei piedi. I due elementi che più di tutti possono fare la differenza sotto questo aspetto sono proprio David Neres e il suo connazionale Alisson Santos. Nel biennio di Antonio Conte, guardando sia all’annata del quarto Scudetto che alla scorsa, le gare in cui si è visto il Napoli più brillante, produttivo, pericoloso e prolofico a livello offensivo sono coincise proprio con i grandi momenti di forma di Neres. Il periodo a cavallo tra dicembre e gennaio della passata stagione è un esempio lampante, dato che proprio in quell’arco temporale il Napoli offrì le migliori prestazioni in assoluto della propria annata, con un Neres devastante, in versione leader tecnico e trascinatore assoluto. Il numero 7 azzurro fu il grande protagonista della Supercoppa vinta a Riad ed in quelle settimane mantenne anche una media realizzativa molto alta; poi durante la gara dell’Olimpico contro la Lazio, disputata lo scorso 4 gennaio, rimediò l’infortunio che ha dato il via al suo lungo calvario e la squadra ne ha risentito in maniera pesante. Contro il Frosinone, anche qualora non dovesse essere ancora al massimo, sarebbe opportuno schierarlo comunque titolare in modo fargli mettere minuti nelle gambe. Mentre il rientro tra i convocati di Alisson Santos si attende per la partita di Venezia.
In questa situazione di emergenza, le uniche note liete arrivano dalla difesa. Se l’auspicio è che la pausa abbia permesso a Beukema e Badiashile di migliorare la condizione fisica per dare un contributo rilevante, la certezza attuale si chiama Rafa Marín. Al di là della sfortunata deviazione che ha portato al gol della Fiorentina, lo spagnolo sta offrendo prestazioni positive e dimostrando di poter essere un elemento valido e utile all’interno dell’organico azzurro.
Fonte foto: SSC NAPOLI
