Un tre a uno che pesa, che vale la seconda sconfitta in Europa e il contrappeso all’opinione pubblica per ridimensionare anche la vittoria contro il Frosinone. Resta un Napoli dalla doppia faccia, quello che esce sconfitto dallo stadio della Ceramica in quel di Vila-Real. Dal gol di Rrahmani che sembra indirizzare l’incontro alla scelta “incomprensibile” di Politano sul retropassaggio a Milinkovic, fornendo l’assist migliore a Mikautadze per la rete del pareggio. La rete che, ai fatti, spezza l’entusiasmo azzurro e rinvigorisce i gialli, cambiando per sempre il destino della gara.
Nella conferenza di poco fa, in vista della sfida contro il Venezia, Massimiliano Allegri sottoscrive forse il nodo centrale della questione. È il risultato ad indirizzare l’opinione: “Non è che se vinci è tutto perfetto o se perdi hai sbagliato tutto”. Proprio quello che è andato in scena in Spagna, dove gli azzurri hanno messo su una prestazione che, malgrado il risultato, si porta dietro considerazioni più ampie. La traversa di Hojlund che rischia di “ammazzare” l’incontro, la buona prestazione di Badiashile che salva il pari sulla linea, e la consapevolezza di poter far male anche sotto di due reti dopo l’eurogol di Mourino. Non a caso sulla testa di McTominay il Napoli sfiora il pari prima del duplice fischio d’intervallo.
Il gol del tre a uno taglia le gambe agli azzurri, ma giunge solo cinque minuti dopo la chance del pari firmata Hojlund. Circostanza che testimonia quanto il Napoli soffra di una certa fragilità – specialmente difensiva –, alternata a momenti in cui viene fuori la qualità dei singoli e l’identità che pian piano sta assumendo.
Certo, Allegri ha ragione quando dice che è il risultato a dettare la strada. E per un Napoli ancora a secco in Champions – decisiva sarà la sfida interna col Bodo Glimt -, ce n’è un altro che ha l’imperativo della continuità nella sfida contro un Venezia tutto nuovo. Un Venezia che riparte da Davide Nicola, allenatore che ha un certo grado di confidenza con le salvezze, e che proverà “sin da subito” ad aggiustare il tiro dei lagunari. Un allenatore senza dubbio piuttosto scomodo, che sa bene come dare la scossa ad una squadra che ha impellente bisogno di punti dopo sette sconfitte in stagione.
Al Penzo c’è aria di turnover: Allegri pensa a Lucca dall’inizio, De Bruyne dalla panchina
Qualche cambiamento ci sarà, indubbiamente. Sia perché il Napoli ha dimostrato a tratti una fragilità fisica – complici anche gli infortuni, l’ultimo di David Neres per una lesione alla coscia destra e uno stop di circa tre settimane -, sia perché c’è bisogno di dosare minutaggio e forze in vista dei tanti impegni. Non pochi i dubbi di formazione per Massimiliano Allegri, che però sembra avere in testa un quadro più delineato: nonostante i dubbi in conferenza, l’allenatore livornese potrebbe lanciare Lucca dall’inizio, facendo rifiatare un po’ Hojlund e concedendo all’ex Udinese (che ha necessità di vedere luce e scrollarsi la pressione di dosso) una chance dall’inizio.

Nel sistema del gioco del 3-4-2-1 potrebbe rivedersi innanzitutto Meret tra i pali, rientrato dall’infermeria. Nella difesa a tre potrebbe ritornarci anche Di Lorenzo, prendendo il posto di Biadiashile accanto a Rafa Marin e Rrahmani. Va da sé che le corsie laterali sarebbero presiedute da Politano e dal rientrante Spinazzola. Nel cerchio di centrocampo ecco il rientro di un Lobotka che ha rifiatato contro il Villareal, affiancato da Billy Gilmour. Nei due alle spalle dell’ipotetica punta – alla vigilia più Lucca che Hojlund – potrebbero esserci Lang e McTominay, che già contro Frosinone e Villareal ha ripreso parte del minutaggio per ritrovare la migliore condizione. Occhio, però, all’insidia Giovane, che sembra aver conquistato più fiducia da parte di Allegri nelle ultime due uscite.
Intanto, guardandosi alle spalle, Allegri può sorridere per i rientri di Anguissa, Olivera e Alisson Santos, rientrati finalmente in gruppo. Fatta forse eccezione per Olivera, difficile vederli in campo dal primo minuto, ma pronti per essere un’arma in più a gara in corso in caso di necessità. A caccia di condizione, intanto, ci sono anche Luca Marianucci e Sam Beukema, che non hanno ancora avuto minuti nell’arco della stagione da poco cominciata. Ai box ci restano invece Vergara, Favasuli, il lungodegente Buongiorno e il già citato Neres.
Non poche le frecce che Allegri avrà al suo arco, ma ciò che conta di più resta l’atteggiamento con cui gli azzurri dovranno dimostrare di aver scacciato via (di nuovo) i fantasmi. Intanto il livornese ha messo a tacere anche le polemiche scatenatesi nelle ultime ore sul confronto con De Bruyne, dal campo al rientro in allenamento. Cose che capitano, specie con un calciatore come lui da cui ci si aspetta una maggiore dose di responsabilità. Acqua (e non benzina) su fuoco. La scelta migliore per sedare le tensioni emerse dai risultati altalenanti, poco convincenti in una piazza difficile da gestire come Napoli. E che ben vengano i confronti, a patto però che non ci dimentichi che se i calciatori suonano, è l’allenatore dirigere.
Davide Nicola, intanto, dovrebbe presentarsi continuando sulla scia della difesa a tre. Stankovic tra i pali, Schingtienne pilastro al centro, accerchiato dall’ex Juan Jesus e da Halhal. Con le corsie affidate alle avanzate di Haps e Hainaut (reduce dalla rete contro l’Atalanta), il centrocampo sarà presieduto dal trio composto da Perez, Basic e Sohm. La scelta del tandem d’attacco, infine, ricadrà con ogni probabilità su Yeboah e Adams. Il resto lo farà senz’altro un atteggiamento diverso, quello di chi vuol dare una svolta alla stagione, inaugurarne una nuova davanti al proprio pubblico e dimostrare ancora di essere tra gli specialisti della salvezza nella massima serie.
Probabili formazioni
Venezia (3-5-2): Stankovic; Halhal, Schingtienne, Juan Jesus; Hainaut, Perez, Sohm, Basic, Haps; Yeboah, Adams; all. Davide Nicola
Napoli (3-4-2-1): Meret; Di Lorenzo, Rrahmani, Rafa Marin; Politano, Lobotka, Gilmour, Spinazzola; Lang, McTominay; Lucca; all. Massimilano Allegri
FOTO: SSC Napoli
