Sognare in grande non ha prezzo e quando si viaggia sulle ali dell’entusiasmo tutti i traguardi possono diventare possibili, a patto però di continuare a lavorare quotidianamente con la stessa abnegazione e intensità. Nell’incontro valevole per l’undicesima giornata del campionato di Serie A la Lazio, capolista con 28 punti, sfida al Maradona, fischio di inizio previsto domenica alle 12:30, il Napoli, ottavo a quota quattordici.
Il cammino fin qui compiuto dai biancocelesti, assoluta rivelazione del primo scorcio di torneo, è letteralmente strabiliante. La formazione capitolina vanta fin qui un bilancio di nove vittorie e un pareggio, numeri impreziositi dalla difesa meno battuta del torneo con otto reti, primato condiviso con il Como, e dal terzo attacco più prolifico della competizione.
Gennaro Gattuso, reduce dalla fallimentare esperienza in nazionale culminata con la tragica notte di Zenica, si è messo in discussione e ha saputo rigenerarsi perché è innegabile che dietro la straordinaria partenza biancoceleste ci sia il lavoro di un tecnico che ha saputo rimotivare un gruppo reduce da stagioni non positive e ha inserito le pedine giuste al posto giusto.
L’ex tecnico partenopeo ha varato una squadra che parte dal 4-3-3 come assetto di riferimento e dà un’idea di calcio che punta ad imporsi sull’avversario attraverso il controllo del gioco. La tattica non è però un dogma che incatena i giocatori in strutture predefinite, ma un abito che si adatta a seconda delle circostanze e privilegia il concetto di calcio posizionale e occupazione degli spazi.
I biancocelesti puntano sull’andare a prendere alto gli avversari, attuano l’immediata riaggressione per andare alla ricerca del recupero palla nella trequarti avversaria e quando rovesciano il fronte di gioco accompagnano lo sviluppo dell’azione con la maggioranza dei propri effettivi. Il successo in rimonta colto contro il Cagliari e la testimonianza visibile di una squadra che oltre a cercare un calcio propositivo sa anche lottare con il coltello tra i denti e vincere le partite sporche guadagnando così notevole fiducia nella bontà del progetto varato a inizio stagione.
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