L’ANALISI TATTICA – Il Benevento che non ti aspetti e le statistiche capovolte: a Milano senza un tiro in porta

Ci eravamo abituati ad un Benevento diverso e siamo sicuri che quella vista a Milano non è certamente la prestazione che più calza a questa squadra. Lo ha sottolineato anche in conferenza Schiattarella, commentando che questa è la prima vera prestazione non da Benevento. E ad Inzaghi non avrà fatto certamente piacere rivedere le statistiche della gara. Contro l’Inter, infatti, i giallorossi non hanno mai concluso a porta. I guanti di Handanovic sono rimasti praticamente puliti e, spesso, i ragazzi di Conte non hanno offerto la minima occasione a Lapadula e compagni di centrare la rete.

La strategia adottata da Inzaghi, però, non è cambiata. Difficile dire, in certe circostanze, con quale modulo una squadra sia scesa in campo. La sensazione è che Inzaghi si stia affidando sempre più al 3-5-2 per andare a caccia di un nuovo equilibrio – è palese, però, che quell’equilibrio che si era ritrovato dopo la sconfitta con lo Spezia sta andando un po’ a perdersi. Ma questo 3-5-2 a Milano si è rivelato spesso n 5-3-2 con Depaoli e Improta a giocare tra la linea di centrocampo e la linea di difesa, in una costante disposizione in campo sempre più flessibile. L’assetto, però, non necessariamente è da intendere come difensivo. Infatti, in fase di costruzione i centrali giallorossi impostano a 3, lasciando a Depaoli e Improta la possibilità di allargarsi sulle fasce. Fermo restando che il punto di riferimento è sempre in cabina di regia. Viola non si è reso certo autore di una delle sue migliori prestazioni – neanche Schiattarella quando è rientrato sul terreno di gioco, la forma fisica del napoletano non è al top. E spesso i giallorossi in partita hanno il bisogno di passare per i piedi del regista di turno. Quando non vi riesce, quando non c’è possibilità di gestir palla, tutto diventa più complicato. Le statistiche confermano quanto il Benevento fatichi ad impostare il gioco, specie quando manca colui che fornisce equilibrio a centrocampo. C’è a registrare, infine, l’errore di Montipò in occasione della terza rete dell’Inter: i giallorossi prediligono un’uscita palla al piede, ma certi errori vengono pagati a caro prezzo. Inzaghi non ne sarà felice, questo è poco, ma sicuro.

In fase di non possesso, Inzaghi ha cercato quanto più possibile di limitare le avanzate degli esterni di Conte. Perisic e Hakimi, infatti, possono essere spina nel fianco e l’unico modo per cercare di impedire di costruire sulle fasce è arretrare proprio Improta. Così facendo il Benevento ha spesso costretto l’Inter a tornare indietro, a cercare una soluzione diversa. Se pensiamo, infatti, alle reti subite dai giallorossi ci accorgiamo che almeno 3 reti su 4 non nascono certamente dalla costruzione di gioco di Conte. La prima rete è causata da un autogol sfortunato; la seconda di Lautaro da una mini-mischia in area di rigore; la terza da un errore di Montipò. La quarta è l’unica che può essere imputata alla capacità dell’attaccante belga di muoversi sulla linea dei difensori, e di sfruttare al massimo l’assist perfetto di Sanchez. Motivo per il quale la critica da muovere al Benevento è soprattutto nell’atteggiamento visto in campo. Questa squadra, infatti, ci ha abituati ad essere sempre sul pezzo, a saper leggere le fasi di gioco del match, e soprattutto a lottare su ogni pallone. La sensazione è che la squadra non sia scesa a Milano col piglio giusto, consapevole di aver di fronte una delle più forti formazioni europee.

La mancanza di Pasquale Schiattarella si sta facendo sentire. In una situazione, per altro, non facile con un Depaoli che ancora deve far salire su di giri il motore, entrare nei meccanismi oliati di questa squadra, un Lapadula che forse ha necessario bisogno di rifiatare almeno un po’ e una difesa che ha necessario bisogno di ritrovare stabilità, magari con il ritorno al top di Caldirola e un ritorno (si spera tempestivo) di Letizia.
La salvezza si costruisce, passo dopo passo, mattone dopo mattone. Il Benevento ha da ritrovarsi, ancora a +7 sulla zona ‘calda’ e consapevole dei propri mezzi e delle proprie qualità, tutte adatte a rincorrere con convinzione l’obiettivo che la società di Vigorito si è prefissata. Inzaghi tornerà a lavoro in vista della Sampdoria, magari con un Gaich in più e con uno Schiattarella in ripresa. Al Vigorito andrà in scena una sfida piuttosto importante. I giallorossi – passati al subire 6 reti in 9 gare a subirne 14 nelle ultime 4 – hanno da ritrovarsi: soltanto, facendo gruppo, soltanto lavorando, si può raggiungere l’obiettivo comune. Il campionato è ancora lungo, il libro ancora da scrivere e il Benevento ha tutte le carte in regola per scrivere da sé il proprio finale, magari tornando a festeggiare (ci si augura) la salvezza insieme ai propri sostenitori.