Juve Stabia, Padalino: “Vincere domani per dare credito alle nostre ambizioni. Ecco le insidie del derby”

Ecco le dichiarazioni di Pasquale Padalino, tecnico della Juve Stabia, alla vigilia del derby campano contro la Turris di domani pomeriggio.

Mister, una vittoria domani contro la Turris farebbe definitivamente sedere la Juve Stabia al tavolo delle grandi?

“Si tratta di una partita molto importante sotto tanti aspetti calcistici e non. Ci potrebbe aiutare a capire quanto possiamo competitivi in questo girone, affrontiamo una squadra che da tre partite ha cambiato allenatore e quindi scenderanno in campo con una mentalità molto diversa, com’è ovvio che accada in seguito a un avvicendamento sulla panchina. Noi dobbiamo restare concentrati e cercare una vittoria per continuare a rincorrere un piazzamento alto, ambizioso come ci siamo sempre prefissati”.

Una vittoria nel derby contribuirebbe a fare la storia del calcio a Castellammare, continuando a restare in posizioni importanti in classifica e interrompendo la striscia negativa casalinga. Che sensazioni ha la squadra in in vista di domani?

“Non credo che le due cose siano correlate. Sicuramente mi auguro che questi ragazzi possano fare la storia del calcio di Castellammare, che possano scriverne anche una pagina, e farlo in questo periodo storico e in questo campionato così complicato vorrebbe dire che il progetto sia riuscito a raggiungere tutti gli obiettivi prefissati ma che all’inizio non sai se siano davvero realizzabili. C’è la voglia costante di lavorare sodo per terminare l’annata con il risultato migliore possibile”.

L’assenza di Berardocco per squalifica rappresenta un’assoluta novità per voi, infatti solo 3 volte quest’anno non era partito titolare, di cui l’ultima lo scorso Novembre proprio nel match d’andata. C’è qualcuno in squadra che per caratteristiche può sostituirlo oppure ci dobbiamo aspettare novità tattiche?

“Innanzitutto fortunatamente Berardocco starà fermo per squalifica e non per infortuni vecchi o recenti, come nel caso di altri, e già questo è un punto positivo. Chi giocherà domani non lo so, ho varie soluzioni a disposizione che sto tuttora valutando e la scelta dipenderà anche dalle caratteristiche dell’avversario. Sceglieremo l’uomo migliore per l’occasione”.

La Turris con ogni probabilità arriva al match con l’intenzione di portare a casa quanti più punti possibili per invertire la rotta dopo un periodo negativo. Si aspetta una gara combattuta come quella col Palermo o addirittura con più insidie, considerando che sono due squadra con situazione totalmente differenti?

“Le insidie ci sono ad ogni partita, le insidie di domani non sono superiori o inferiori alla partita precedente e a quella successiva, specialmente in un derby così atteso, così prestigioso, dobbiamo sapere che la Turris sarà motivata per invertire la tendenza dell’ultimo periodo, ma a noi non deve importare, dobbiamo guardare in casa nostra e restare concentrati su cosa vogliamo fare noi, non guardando come detto le insidie perché quelle ci sono sempre”.

La Turris ha conquistato 4 punti nelle ultime 10 giornate, ma dal cambio di allenatore ha dato degli evidenti segnali di ripresa. Il loro allenatore, Caneo, è un allievo di Gasperini e ciò si nota anche dal suo stile di gioco improntato su un pressing a tutto campo, tipico anche di un altro allievo di Gasperini ovvero Juric. Quali sono le sue impressioni in merito?

“Caneo lo conosco personalmente visto che abbiamo fatto il corso insieme, so quanto sia preparato e so anche che si tratta di una persona rispettabile. Esprime un bel calcio, ma mi sento di dire che lo faceva anche l’allenatore precedente, sono una rosa interessante con giocatori di categoria e il giusto mix di giovani ed esperti, io ricordo che nel girone di andata si parlava della Turris per i risultati e il gioco, poi è arrivato un periodo difficile e la società ha preso la decisione di cambiare. A noi tutti questi discorsi non devono interessare, il passato non conta e l’unica cosa importante è riuscire a fare la partita che vogliamo, composti ed organizzati per limitare i loro punti di forza, per 90 minuti saranno dei nemici e così li dobbiamo vedere”.