L’IDENTIKIT
NOME: Riccardo Maniero
DATA DI NASCITA: 26 Novembre 1987
LUOGO DI NASCITA: Napoli
RUOLO NATURALE: Attaccante
DA TORINO A PESCARA
Riccardo si avvicina al pallone in maniera naturale, quasi in maniera ereditaria, infatti il papà Enrico è un ex calciatore professionista, protagonista anche per un anno in Serie A con la maglia del Napoli nel 1981/82, pochi anni prima che nascesse il protagonista odierno della nostra rubrica. Riccardo trova sin dagli inizi una sintonia particolare con la porta avversaria, e infatti viene collocato nel ruolo di attaccante che non abbandonerà più per il resto della sua carriera; le sue abilità, che consistono in un ottimo colpo di testa e una capacità di posizionamento invidiabile all’interno dell’area avversaria gli consentono di mettersi in mostra e di attirare l’attenzione di Club a dir poco illustri: a quasi 17 anni entra a far parte infatti del settore giovanile della Juventus, di cui sarà un perno importante per 3 anni nei quali vincerà Campionato Primavera, Coppa Italia Primavera, Supercoppa Italiana Primavera e Torneo di Viareggio, guadagnandosi anche 3 convocazioni in prima squadra, senza tuttavia mai debuttare. Per la stagione 2007/08 si decide di mandarlo in prestito per fare esperienza, e la sua prima avventura da professionista è nelle fila dell’Ascoli, in Serie B: qui accumula un buon minutaggio e in 21 presenze trova la via del goal in una occasione, mettendo in evidenza un potenziale buono ma che necessita ancora di essere sgrezzato. L’anno dopo va in prestito ancora in B, questa volta al Bari allenato da Antonio Conte: abbiamo imparato tutti il modus operandi del tecnico pugliese, mentalità volta a vincere subito e quindi priorità assoluta data alle certezze, salvo rare eccezioni per un giovane è difficile emergere e avere spazio con lui e infatti dopo neanche una presenza in sei mesi viene mandato in prestito al Lumezzane, scendendo dunque in C dove mette insieme minuti nelle gambe e ritrova confidenza col goal, anche se non con continuità. La prima stagione professionistica positiva per Riccardo è la 2009/10, in prestito in C all’Arezzo, dove si guadagna il posto da titolare in breve tempo e con 12 reti trascina i toscani ai Play-Off; un capitolo di successo che convince il Pescara a riportarlo in Serie B e a prelevarlo dalla Vecchia Signora in comproprietà. Maniero vive due stagioni da “dodicesimo uomo”, come preziosa risorsa dalla panchina in grado di incidere e dare il suo contributo quando gli avversari sono stanchi: soprattutto la seconda annata è di particolare successo, nel memorabile Pescara di Zeman dove i titolari inamovibili sono Immobile e Insigne, Riccardo dalla panchina trova comunque il suo spazio e contribuisce alla promozione in Serie A degli abruzzesi; inoltre è decisivo nell’ultima giornata contro la Nocerina, un suo goal nei minuti di recupero regala ai biancazzurri la vittoria del campionato cadetto, primo trofeo tra i grandi per l’attaccante napoletano.
ALTI E BASSI IN GIRO PER L’ITALIA
Approdo in Serie A dunque, per il Pescara ma non per Riccardo: Giovanni Stroppa, il nuovo allenatore, infatti decide di puntare su altri nomi per la massima serie e lo rimanda in B, in prestito alla Ternana: Maniero vive un periodo difficilissimo, forse dovuto anche alla botta di tornare al punto di partenza, a rincorrere la Serie A proprio quando sembrava a portata di mano, e infatti vive una stagione complicata dove passa molto tempo lontano dal terreno di gioco e mette il pallone alle spalle del portiere avversario solamente in due occasioni. A fine stagione il Pescara è nuovamente nella serie cadetta, riparte da un nuovo progetto tecnico e Maniero ne fa totalmente parte, viene riscattato a titolo definitivo dalla Juventus (negli anni precedenti la comproprietà veniva costantemente rinnovata) e con Pasquale Marino sulla panchina è lui il titolare. Gli alti e bassi continuano anche nella seconda parentesi pescarese, infatti quando vi è l’esonero del tecnico e ad essere assunto come nuovo allenatore è Serse Cosmi, Maniero torna ad essere la prima alternativa tra le riserve, concludendo comunque la stagione col buon bottino di 13 reti. La stagione 2014/15 parte in maniera straordinaria, con Baroni sulla panchina Riccardo è nuovamente titolare e per 6 mesi ha un rendimento strepitoso, ben 12 reti in 15 presenze, una media pazzesca che a Gennaio convince il Catania a puntare su di lui: il figlio d’arte accetta la corte di un Club prestigioso, dalla storia importante e che sta vivendo una stagione molto complicata nei bassifondi della B, Riccardo decide di dare una mano ai siciliani a risollevarsi e le sue prestazioni continuano ad essere positive, reti importanti conducono i rossoblu alla salvezza e Maniero chiude con 18 goal totali in stagione.
In estate a Catania vi è un vero e proprio terremoto sportivo, il Club viene retrocesso d’ufficio per lo scandalo calcioscommesse e Maniero per restare nella seconda serie italiana torna al Bari, questa volta a titolo definitivo e da titolare inamovibile: continua infatti ad avere grande continuità di rendimento e ad essere una sentenza in area di rigore, 13 marcature fanno di lui il bomber dei biancorossi che arrivano fino ai Play-Off. Nella seconda stagione, con l’arrivo in panchina di Stellone prima e Colantuono poi, vive un anno complicato con sole 6 reti, a fine stagione viene ceduto al Novara ma anche qui le prestazioni da ricordare latitano e l’annata termina con una catastrofica retrocessione. Il periodo difficile arrivato proprio quando sembrava aver finalmente ingranato colpisce molto Maniero, che nelle due stagioni successive continua a faticare: nel 2018/19 infatti va in prestito al Cosenza trovando solo 3 reti, nel 2019/20 lascia il Novara a titolo definitivo per tornare a Pescara e aprire lì la sua terza parentesi, dove ottiene un buono spazio ma trova solo 6 goal, più 1 ai Play-Out importantissimo per la salvezza.
IL RITORNO “A CASA”
A volte nella vita per fare un passo avanti è necessario prima fare un passo indietro, e Riccardo capisce che per rilanciare la sua carriera ha bisogno di uno stimolo e di un contesto totalmente nuovi: compie perciò la scelta coraggiosa di lasciare dopo anni la serie cadetta e di scendere in Serie C, sposando l’ambizioso progetto dell’Avellino di Piero Braglia (che lo ha già allenato a Cosenza) e giocando per la prima volta da professionista nella “sua” Campania, con l’opportunità di fungere da faro ai compagni di squadra e portando la sua esperienza tra le fila dei Lupi, aiutandoli e rincorrere il sogno promozione. La missione in questo momento procede splendidamente, al di là del buon bottino di 7 reti a stagione ancora in corso, Maniero si sta rivelando utilissimo alla causa e carico di motivazioni, i ragazzi di Braglia sono secondi in classifica e praticamente certi dei Play-Off, dove daranno tutto per essere protagonisti. Chissà se Riccardo avrà finalmente trovato la sua dimensione, il suo “angolo felice”, a lui l’augurio di riuscire a confermarsi negli anni come uno splendido profeta in patria.
