L’IDENTIKIT
NOME: Alessandro Marotta
DATA DI NASCITA: 15 Luglio 1986
LUOGO DI NASCITA: Napoli
RUOLO NATURALE: Punta centrale
GLI INIZI
Mossi i primissimi passi da calciatore in una squadra locale nei pressi del quartiere napoletano del Vomero, A sedici anni entra a far parte del settore giovanile della Ternana: dopo essersi messo in luce tra i suoi coetanei, appena diventato maggiorenne si appresta a vivere la prima esperienza nel ‘calcio dei grandi’ andando in prestito al Spoleto in Serie D, dove con un buon approccio e tanta voglia di emergere riesce a siglare 8 reti complessive. Più difficile è invece l’annata successiva che segna il debutto vero e proprio tra i professionisti, all’Olbia in C2, dove in un Club che si salva a fatica riesce a racimolare solo 4 presenze.
La Ternana nel 2006/07 lo spedisce ancora in prestito, questa volta al Martina in C1, dove però continua ad essere impiegato col contagocce e quindi a Gennaio il suo cartellino viene girato (sempre a titolo contemporaneo) all’Igea Virtus in C2 dove pur senza segnare viene quantomeno impiegato con incoraggiante continuità. Dopo aver salutato in maniera definitiva la squadra di Terni e aver vissuto una nuova annata difficile sempre in Serie C2, questa volta alla Scafatese, la prima vera svolta positiva della sua carriera arriva nella stagione 2008/09 quando, tornato tra i dilettanti nelle fila dell’Arrone, realizza la bellezza di 22 reti che contribuiscono a fargli finalmente guadagnare fiducia, la consapevolezza di avere davvero i mezzi per essere importante in ambito professionistico, e a tal proposito le sue prestazioni in Umbria attirano le attenzioni di molteplici Club che vogliono dargli una nuova opportunità.
BARI E ALTRI PRESTITI
Alessandro viene infatti prelevato dal Bari, appena promosso in Serie A, per poi essere immediatamente ceduto a titolo definitivo al Gubbio, in Seconda Divisione (equivalente dell’ex C2 in cui aveva tanto faticato) e le soddisfazioni non sono affatto mancate questa volta: infatti anche tra i professionisti Marotta dimostra di essere maturato e di saper recitare il ruolo del protagonista, del trascinatore, e con 20 reti guida il team alla promozione in terza serie tramite i Play-Off, tanto basta al Bari per decidere di riacquistarlo pagandolo 60 mila euro (l’estate precedente lo cedette per soli 500 euro). I pugliesi vogliono fargli fare ancora un po’ le ossa e lo mandano in prestito alla Lucchese in Prima Divisione, disputando una nuova stagione solida con 13 reti che ne fanno il miglior marcatore dei rossoneri.
Dopo 3 annate contraddistinte da 55 reti complessive, il Bari lo tiene in rosa per la stagione sportiva 2012/13 segnando il suo debutto nel campionato di Serie B: in 6 mesi Alessandro viene impiegato con costanza mettendo insieme 18 presenze condite però da sole 3 reti, sintomo di un talento sicuramente indiscutibile ma che necessita di essere ancora smussato per poter essere decisivo a certi livelli: è questo il motivo che porta i biancorossi nella sessione invernale di mercato a cederlo in prestito ancora una volta, in Prima Divisione, allo Spezia dove nonostante alcune difficoltà iniziali riesce a mettere in bacheca i suoi primi trofei da calciatore professionista con la vittoria nel proprio girone che vale la promozione in Serie B e l’annessa Supercoppa di Lega Pro, a coronare un’annata memorabile per i liguri. Altro giro altro prestito per Alessandro, che passa l’anno 2012/13 alla Cremonese, ancora in Prima Divisione, dove però fatica sia sul piano individuale (4 reti soltanto) che di squadra (col settimo posto finale manca l’accesso ai Play-Off); una nuova stagione fatta di altri due prestiti in Prima Divisione, al Benevento prima e al Grosseto poi, porta alla naturale scadenza del contratto di Marotta col Bari che non viene rinnovato lasciando quindi l’attaccante napoletano libero di siglare un nuovo accordo.
GLI ULTIMI ANNI E L’APPRODO ALLE VESPE
Alessandro, consolidata la sua dimensione tra i professionisti ma desideroso di dimostrare la capacità di poter essere importante a certi livelli, decide di ripartire da un Club a lui familiare sia perché ci ha già giocato sia per la vicinanza a casa, e firma quindi col Benevento dove aveva militato nei 6 mesi della stagione precedente: ora il suo spazio è considerevolmente più alto, nel progetto dell’ambizioso Presidente Vigorito si sente a suo agio e dimostra non solo di saper segnare ma di poter essere anche un attaccante dinamico in grado di creare spazi per i compagni; per la prima volta in carriera milita per più di un anno nello stesso Club, e dopo aver sfiorato la promozione al primo tentativo il secondo anno i Sanniti non sbagliano, vincendo il proprio girone e arrivando in B per la prima volta nella loro storia. 18 reti è il bottino con il quale Marotta ha contribuito alla causa e alla crescita del progetto Benevento, che lascia però nell’estate 2016 per firmare con il Siena e restando quindi in Serie C: il passo indietro si rivela però solo parziale, perché Marotta a 30 anni dimostra di aver raggiunto la piena maturità tecnica e fisica affermandosi come top per la categoria: anche con i bianconeri passa 2 anni conditi da 28 reti complessive, di cui una nella finale Play-Off 2017/18 contro il Cosenza, inutile ai fini del risultato che sorride ai calabresi chiudendo l’esperienza in Toscana di Alessandro con l’amaro in bocca.
Passa al Catania, sempre in C, provando a riportare un Club storico nella serie cadetta dopo alcuni anni difficili: la missione non riesce a concludersi positivamente, a livello individuale sfiora la doppia cifra di reti mentre i siciliani terminano la loro riscossa alle semifinali Play-Off. Meglio va invece la sua avventura successiva, al Vicenza, dove da titolare riesce ad avere un ruolo importante in quella che è la vittoria del girone con annessa promozione in B, terzo successo in C per Alessandro con 3 squadre diverse, che insieme alle altre promozioni sfiorate ne consentono l’affermazione definitiva come ‘specialista, della terza serie italiana. Arriviamo quindi alla stagione corrente, cominciata da Marotta sempre con i veneti ritentando quindi l’approccio alla Serie B dopo la precedente parentesi al Bari: nel girone d’andata fa fatica ad imporsi trovando una sola rete e senza il posto da titolare garantito, arriva quindi alla scelta di riprovare la scalata nel suo habitat naturale, la C, approdando all’ambiziosa Juve Stabia allenata da Pasquale Padalino.
Il resto è storia nota, nella sua prima esperienza napoletana Marotta sembra essere in forma come non mai, come se dopo aver girato l’Italia banalmente avesse trovato la sua ‘isola felice’ a pochi chilometri da casa: ha messo insieme 12 reti in 14 partite che hanno aiutato le Vespe a disputare un girone di ritorno sensazionale e che ha consentito loro l’accesso ai Play-Off, dove Alessandro tanto bene ha fatto nel corso degli anni, e questa volta recitando la parte del protagonista e trascinatore indiscusso come tanto aveva sognato. Riuscirà il bomber classe ’86 a compiere l’impresa di riportare i gialloblu in seconda serie, scrivendo il suo nome nella storia del Club? Non ci resta che scoprirlo.
fonte foto: sito ufficiale S.S. Juve Stabia
